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Stop loss: significato ed esempi

Stop Loss: alla scoperta di uno degli ordini più utili sia nel trading che negli investimenti in criptovalute, azioni e commodities

Stop loss: significato ed esempi

Trading e stop loss

Tra gli “attrezzi” di cui non possono fare a meno investitori e trader, lo stop loss è forse il più importante.

Abbiamo già dedicato un articolo alle diverse tipologie di ordini nel trading, offrendo una panoramica generale. In ogni caso, vista la delicatezza del tema, ecco un ulteriore approfondimento incentrato sullo stop loss.

Il concetto è semplice da capire nonché altrettanto facile da utilizzare. La vera insidia sta nel scegliere il giusto posizionamento dello stop-loss, così da evitare perdite eccessive o mancati guadagni.

Occorrono davvero 5 minuti di orologio per leggere quanto segue. Al termine saremo più consapevoli e potremo impostare lo stop loss nei nostri trades in modo più efficiente.

Buona lettura!

Che cos'è lo stop loss?

Se segui i video o leggi i nostri articoli dovresti saperlo: lo stop loss è sempre nei nostri pensieri. Di cosa si tratta?

Lo stop loss (a volte scritto con il trattino) è un tipo di ordine di trading, utilizzabile anche dai normali investitori. Esso ci protegge da movimenti del mercato contrari alle nostre aspettative e analisi tecnica, evitandoci gravi perdite.

A chiunque è capitato (e accadrà ancora) di sbagliare. Ci si aspetta che bitcoin, l’oro o un titolo azionario vada in una direzione; di conseguenza, si imposta una posizione operativa; dopodiché, ecco che il mercato decide di andare da tutt’altra parte.
In questi casi, spesso si è tentati dall’attesa di una possibile inversione che rispetti le previsioni. Purtroppo a volte ciò non capita e ne risultano ulteriori perdite.

Sia i trader che gli investitori devono accettare il fatto che non sempre si può avere ragione: le perdite sono un fatto normale per ogni settore, non solo nelle crypto.

Certo, un investitore sul lungo periodo può ignorare con maggior libertà le variazioni nel breve. Anche in questo caso va però evidenziato come le cose possano prendere una brutta piega.

In poche parole, il capitale deve essere protetto. Chiaramente, chi opera nel breve, soprattutto facendo trading, dovrà essere molto più attento e rigoroso rispetto a chi ragiona su archi temporali distesi.

Lo stop loss è un ordine che viene impostato all’apertura della posizione. Esso non è attivo finché non viene raggiunta la soglia indicata; a quel punto entra in gioco, chiude l’operatività e limita le perdite.

L’idea alla base dello stop loss è semplice: impostando una posizione si dovrebbero considerare supporti, resistenze e altri dati utili ad analizzare lo scenario. Nel momento in cui l’analisi dovesse essere invalidata, non resterebbe che chiudere tutto quanto.

Se messa in conto e calcolata, una perdita fa parte del gioco. Questo tipo di ordine è qui per aiutarci.

Lo stop loss può essere sia in vendita che in acquisto. La terminologia di riferimento lo distingue in Stop Sell e Stop Buy. Potremmo comunque trovare delle variazioni, dipende dal broker.

Lo stop sell scende in campo quando si apre una posizione long su un asset. Al contrario, lo stop buy è utilizzato nell’operatività short (nota come vendita allo scoperto).

Vediamo un paio di brevi esempi per capire perfettamente quanto appena spiegato.

"Che sia in vendita o in acquisto, mai rinunciare alla protezione del capitale"

Stop Loss: due esempi

Iniziamo con lo stop-loss di tipo stop sell.

Immaginiamo di voler acquistare azioni Nio, nota azienda che produce automobili elettriche. Le nostre analisi suggeriscono che il mercato premierà questo titolo e quindi ci diciamo “perché non approfittarne?”.

All’atto di acquisto inseriamo uno stop poco sotto un supporto solido, così da proteggere il capitale. Per dare qualche numero, diciamo che lo stop loss è posizionato a -5% rispetto al prezzo di carico. Nota bene: stiamo facendo un esempio casuale, non prendiamo questo numero come riferimento.

Nei giorni successivi, quanto da noi ipotizzato si rivela errato: complici delle notizie inaspettate, le azioni Nio registrano delle perdite in serie. A un certo punto, il supporto cede e di lì a poco il nostro stop loss scatta e chiude la posizione.

Cosa possiamo dire?

Innanzitutto, le news hanno invalidato la nostra analisi. Già questo basterebbe per chiudere la posizione, perché sarebbe impostata su qualcosa che non ha più senso.

In secondo luogo, lo stop loss ci ha protetto, facendoci incassare una perdita limitata al 5% del capitale. Senza di esso, se le azioni Nio fossero scese ulteriormente, i danni sarebbero stati superiori.

Si può pensare “beh, magari poi il titolo si riprende ed eviti anche il 5% di perdita”. Certamente, però la sfera di cristallo è una leggenda e non possiamo avere alcuna certezza. Solo le analisi devono guidarci; quando sono sbagliate, la posizione va chiusa senza esitazioni.

Questo era solo un esempio, applicabile a qualsiasi asset: azioni Unicredit, bitcoin, oro e via dicendo.

Passiamo allo stop buy, l’esatto contrario.

Le nostre ricerche ci portano a credere che le azioni Unicredit scenderanno di prezzo. La decisione è presa: attueremo una vendita allo scoperto, così da guadagnare anche da una fase ribassista.

Purtroppo non siamo stati molto bravi e precisi: il mercato è tutto verde e le azioni Unicredit non sono da meno.

Non siamo però dei temerari: il nostro stop buy è lì proprio per questo. Arrivati alla soglia stabilita, l’ordine acquisterà le azioni Unicredit necessarie per chiudere la posizione.

La perdita incassata si limiterà alla differenza tra il prezzo di vendita allo scoperto e quello di acquisto dell’asset (superiore, al contrario delle nostre attese).

Valgono le stesse considerazioni fatte in precedenza: magari il giorno dopo le azioni Unicredit torneranno ad andare nella direzione ipotizzata in origine. Non possiamo saperlo e sarebbe puro gioco d’azzardo restare posizionati.

"Stop Sell e Stop Buy: due ordini opposti che ci tutelano da possibili gravi perdite"

Perché lo stop loss è così importante?

Lo stop loss non è solo uno strumento che chiude una posizione in automatico. Infatti, esso è un elemento fondamentale a livello strategico.

Chi opera nel mondo del trading sa quanto sia importante la gestione del rischio. Si stabiliscono a monte le allocazioni, quanto si è disposti a perdere per ogni singolo trade, quanto si dovrebbe guadagnare e molto altro ancora.

Lo stop loss non è quindi qualcosa da impostare a sentimento, giusto per farlo. Questo strumento fa parte del corredo necessario per rispettare la strategia decisa a tavolino: senza di esso andremmo contro le nostre stesse decisioni.

Il ruolo dello stop loss è anche un po’ quello di “psicologo”.
Quando le posizioni aperte vanno male, la tentazione è quella di restare lì, sperando in ribaltoni improvvisi che riportino il sole in una giornata di tempesta. Entrano in gioco emozioni e sentimenti che ci rendono irrazionali, la situazione peggiore per operare sui mercati con successo.
Bene, lo stop loss se ne frega di ciò che ci passa per la testa. Lui è lì, pronto a troncare sul nascere i nostri dubbi, coprendoci le spalle e salvaguardando il capitale.
Lo stop loss non è impostato casualmente: l’analisi tecnica ci porterà a scegliere i giusti livelli; la razionalità del momento potrà essere esercitata indipendentemente dall’emozionalità del presente. Un enorme vantaggio per essere vincenti nel tempo.

Morale dell’articolo: impostare sempre uno stop loss, anche se si è investitori. Possiamo fare eccezioni solo per gli asset che desideriamo detenere per molto tempo, anche qui con riserve e dovuti ragionamenti.

Una volta creato, MAI rimuoverlo senza motivo. Nuove analisi o errori devono sostenere questa azione, altrimenti non modifichiamolo né tocchiamolo.

Per approfondire il concetto di rischio ti suggerisco di guardare il video al termine del paragrafo, preso dal Corso di Trading Consapevole: non te ne pentirai!

Si parla di rischi anche nel mio libro su Bitcoin e Criptovalute: acquistabile su Amazon (link affiliato, se lo utilizzi guadagnerò una commissione), sul sito ufficiale Hoepli Editore, in tutti i principali siti di editoria online e nelle librerie.

È disponibile sia in versione cartacea che ebook.

Stop loss: impostarlo con cura

Come impostare uno stop loss? Domanda a cui è difficile dare una risposta chiara e sintetica.

In linea di massima, lo stop-loss andrebbe inserito in prossimità di livelli chiave come supporti, resistenze, possibili incroci di medie mobili e via dicendo. È quindi arduo stabilire delle indicazioni universali, proprio perché entrano in gioco indicatori e soglie combinabili tra loro.

Giusto per dare un’idea, solitamente l’analista cerca i livelli e incrocia svariati dati tra loro. Dopodiché imposta la protezione dandogli più o meno respiro; ad esempio, con un supporto a 1000$ si potrebbe creare uno stop loss a 980, 970 o 950. Non c’è una cifra sbagliata: tutto si basa sulle considerazioni di chi opera, sulla distribuzione degli stop loss, sulla volatilità, sul rischio…

Alla luce dei fatti, lo studio è la risposta alla domanda di apertura.
Impariamo a leggere i grafici e ascoltiamo le informazioni che ci forniscono. Dopodiché esercitiamoci e teniamo tutto tracciato, così da poter valutare le nostre abilità decisionali sullo stoploss. Può diventare un gioco, è molto divertente finché non sono coinvolti dei capitali: prova, sarà una sfida!

I nostri materiali sono qui per aiutarti: oltre al Corso di Trading Consapevole, sul sito troverai tanti articoli che toccano tematiche da semplici a complesse. Non dimenticarti del canale YouTube, ricco di video e analisi.

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