Strategy e BitMine: miliardi in fumo… ma comprano ancora
Le più grandi “treasury” Bitcoin ed Ethereum insistono ancora nella loro logica di accumulo. Ma le difficoltà, come i rischi, sono grandi
Strategy e BitMine insistono
Nell’attuale fase di mercato crypto (particolarmente voltatile), le due più grandi tesorerie su Bitcoin ed Ethereum stanno insistendo nella loro logica di accumulo nonostante ingenti perdite non realizzate.
Parliamo di Strategy e BitMine. La prima ha speso circa 90 milioni di dollari nelle ultime ore per acquistare 1.142 BTC, portando il totale dei BTC detenuti vicino ai 50 miliardi di dollari. La seconda, BitMine Immersion Technologies, ha incrementato le proprie partecipazioni in Ethereum, spendendo circa 83 milioni di dollari per aggiungere 40.613 ETH alla propria riserva. Ora la tesoreria controlla oltre 4,3 milioni di ETH, equivalenti a circa 8,8 miliardi di dollari di valore di mercato.
L’incremento delle posizioni è stato finanziato anche attraverso la vendita di azioni proprie, e avviene, per Strategy, in un momento significativo: il valore di mercato di BTC è sceso di oltre il 23% nell’ultimo mese, portando parte delle partecipazioni della società sotto il prezzo medio di acquisto e generando perdite “sulla carta”.
Nonostante ciò, i vertici dell’azienda sembrano seguire una strategia di lungo periodo, consolidando una posizione che rimane tra le più ampie nel panorama delle tesorerie cripto. Ora però, con i prezzi attuali inferiori alle valutazioni medie, la società deve fare i conti con un patrimonio che è sostanzialmente “underwater”.
Vale lo stesso per BitMine, che si trova con circa 7,5 miliardi di dollari di perdite non realizzate rispetto ai prezzi di acquisto.
È il riflesso del calo del prezzo di ETH nelle ultime settimane, che ha spinto la quotazione a livelli significativamente inferiori rispetto a quelli pagati per gli acquisti accumulati nel tempo. Nonostante ciò, anche BitMine procede con gli acquisti, segnalando agli investitori una visione di medio-lungo termine sull’asset.
La scommessa delle DAT più importanti
La reazione del mercato azionario alla notizia è stata mista: i titoli della società hanno oscillato, riflettendo la tensione tra la fiducia nella crescita futura e la realtà delle svalutazioni correnti.
In entrambi i casi, le grandi tesorerie scelgono di “comprare il dip” e non ridurre l’esposizione, un approccio che richiama strategie di accumulo tipiche dei mercati tradizionali ma che, nel contesto crypto, espone le aziende a oscillazioni di valore estremamente ampie.
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