2 min read 12 Jan 2026

Sui tassi Trump vuole portare Powell in tribunale: la reazione di Bitcoin

I mercati crypto reagiscono al rinnovato scontro Trump-Powell con alcuni segnali di decorrelazione dell’azionario, ma è caos alla Fed

Sui tassi Trump vuole portare Powell in tribunale: la reazione di Bitcoin

Nuova burrasca in arrivo sui mercati

Nella notte i mercati crypto hanno registrato movimenti irrequieti sullo sfondo delle recenti e rinnovate tensioni tra Donald Trump e il presidente della Fed, Jerome Powell.

Bitcoin rimane sostanzialmente stabile poco sopra i $90k, contrapponendosi per certi versi al calo del Nasdaq e dell’indice del dollaro. Per BTC il range è sempre lo stesso ($90k-$95k), mentre si registrano difficoltà per i futures sul Nasdaq (-1%) e sull’S&P 500 (-0,5%).

Storicamente, Bitcoin tende a muoversi in modo correlato al Nasdaq, ma queste ore potrebbero segnalare una dinamica diversa, tanto che alcuni operatori del mercato la starebbero già indicando come un segnale di domanda “difensiva”.

Bitcoin potrebbe quindi godere del suo ruolo di “rifugio alternativo” in un momento di  crescente incertezza politica e istituzionale, coerente con la narrativa che lo dipinge come copertura contro politiche fiscali e monetarie percepite come instabili. E vale lo stesso per l’oro, che ha toccato proprio in queste nuovi massimi storici, superando quota 4.600 dollari l’oncia (€126 al grammo).

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Trump e le minacce alla Fed

Il clima è particolarmente teso per le conseguenze che potrebbero emergere in queste ore rispetto alle ultime dichiarazioni di Powell, che ha affermato come l’amministrazione Donald Trump lo avrebbe minacciato con un’accusa penale legata ai lavori di ristrutturazione della sede della banca centrale.

Ovviamente, tutti hanno interpretato questa manovra come una minaccia politica finalizzata a fare pressione sulla Fed affinché acceleri i tagli dei tassi di interesse. Da sempre, infatti, Trump critica l’operato della banca centrale, accusandola di frenare la crescita economica con una politica monetaria troppo restrittiva.

Nonostante un recente taglio di 25 punti base, il mercato si aspetta che la Fed mantenga una linea attendista almeno fino a marzo, rendendo improbabile un ritorno a condizioni accomodanti nel breve periodo. I mercati predittivi, inoltre, non prezzano un’uscita anticipata di Powell prima della scadenza naturale del mandato, prevista per maggio.

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