Visa lancia la sua piattaforma stablecoin dedicata a banche e fintech
Visa Stablecoin Platform (VSP) è la nuova piattaforma di Visa dedicata a banche e fintech per emettere e gestire stablecoin
Un passo decisivo per il futuro delle stablecoin
Il colosso dei pagamenti Visa ha compiuto un passo decisivo per portare le stablecoin alle istituzioni finanziarie. È stata infatti annunciata Visa Stablecoin Platform (VSP), una nuova infrastruttura pensata per banche, fintech e operatori crypto che vogliono portare on-chain le proprie attività in modo semplice e controllato.
La piattaforma, come si legge dall’annuncio ufficiale, vuole offrire un unico ambiente gestito da Visa per conservare, emettere, riscattare e trasferire stablecoin. Il primo asset supportato sarà Open USD, stable nata da poco e sostenuta da un ampio consorzio di società finanziarie.
L’obiettivo è ridurre la distanza tra interesse istituzionale e utilizzo concreto. Secondo Visa, il problema per molte aziende non è più capire cosa siano le stablecoin, ma gestirle operativamente in modo sicuro, conforme e integrato nei sistemi già esistenti.
Per questo VSP includerà strumenti funzionali a partire da wallet, controlli interni, sistemi di approvazione e strumenti di audit.
Dal 1° Luglio 2026, la normativa europea ha bloccato in modo definitivo le piattaforme non conformi. Chi è senza licenza MiCA è stato costretto a chiudere le attività in Europa, evitando di diventare illegale. Scopri QUI chi è conforme sullo Spot e chi possiede la Licenza MiFID II per offrire legalmente il trading di derivati.
La scelta di OUSD
OUSD nasce come stablecoin pensata per aziende, con emissione e redemption senza costi e senza limiti di volume, con i partner dell’ecosistema che partecipano anche ai rendimenti delle riserve, al netto di una commissione di gestione.
Con VSP, Visa punta a rendere utilizzabile la stable da banche e fintech. In pratica, un cliente istituzionale potrà usare la stablecoin dentro processi già familiari, come la gestione della tesoreria, la liquidità e i pagamenti cross-border.
La piattaforma, come si legge, sarà inizialmente disponibile in versione beta per un gruppo selezionato di clienti. Questa fase di test servirà quindi a verificare i casi d’uso e capire come scalare il prodotto su un mercato più ampio.
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