Voci bullish Taiwan: la domanda AI e di chip rimane forte
Il colosso taiwanese TSMC rivede al rialzo le stime sui ricavi, confermando la forza della domanda legata all’intelligenza artificiale
La corsa a Ai e chip non rallenta
TSMC (Taiwan Semiconductor Manufacturing Company), il più grande produttore mondiale indipendente di semiconduttori, ha alzato le stime sui ricavi per il 2026 e prevede una crescita dei ricavi leggermente superiore al 40% per l’intero anno (rispetto alla precedente indicazione del 30%).
La revisione arriva dopo un secondo trimestre da record, il cui utile netto è salito a 706,56 miliardi di dollari taiwanesi (circa $22 miliardi), in crescita del 77,4% rispetto all’anno precedente e sopra le attese degli analisti. Si tratta, inoltre, del quinto record trimestrale consecutivo per la società.
I ricavi hanno raggiunto circa $40 miliardi, con una crescita del 36% anno su anno e un margine lordo che si è attestato al 67,7%.
Il mese di giugno è stato il più forte del trimestre, con numeri che hanno dato al management spazio per aumentare anche il piano di investimenti. Per il terzo trimestre, TSMC si aspetta ricavi tra $44,6 e $45,8 miliardi.
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AI, Nvidia e nuove realtà
TSMC è uno snodo centrale della catena globale dell’intelligenza artificiale. Tra i suoi clienti ci sono Nvidia, AMD e altri grandi designer di semiconduttori, che dipendono dalla capacità produttiva del gruppo per sostenere la crescita dei data center e delle infrastrutture AI.
La società ha inoltre annunciato un ulteriore impegno da 100 miliardi di dollari negli Usa, il cui obiettivo sarebbe costruire nuove linee produttive per tecnologie avanzate, in modo da servire la domanda pluriennale dei principali clienti americani.
In sostanza, TSMC non sembra proprio trattare il boom dell’AI come un ciclo temporaneo, ma come una trasformazione strutturale della domanda di chip.
Margini, ricavi, ordini e investimenti indicano che la domanda per chip avanzati resta molto forte. Il prossimo test arriverà con i risultati del terzo trimestre, ma in un momento in cui si discute tanto di “bolla” alcuni grandi player sembrano convinti su dove veicolare il proprio impegno.
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