2 min read 15 May 2026

Wall Street vs Hyperliquid: “Più controlli per la DeFi”

Il CME chiede “più controlli” per Hyperliquid, accusata di veicolare manipolazioni di mercato e casi di evasione delle sanzioni

Wall Street vs Hyperliquid: “Più controlli per la DeFi”

Nuovi problemi per Hyperliquid

La crescita di Hyperliquid non è passata inosservata, e l’essere al centro delle attenzioni sembra aver “disturbato” qualcuno ai piani alti della tradFi.

Secondo alcuni analisti, infatti, anche questo elemento parteciperebbe alle motivazioni per cui parte di Wall Street si sarebbe scagliata contro la piattaforma decentralizzata di perpetual futures.

Secondo quanto riportato da Bloomberg, CME Group e Intercontinental Exchange (ICE), società madre del New York Stock Exchange, avrebbero sollecitato regolatori statunitensi ad approfondire i rischi legati alla piattaforma. Le preoccupazioni riguardano possibili manipolazioni di mercato e casi di evasione delle sanzioni, in un contesto in cui Hyperliquid continua a espandersi ben oltre il trading crypto tradizionale.

Secondo il report, dirigenti di CME e ICE avrebbero discusso il dossier con la CFTC e con funzionari di Capitol Hill, sostenendo come la struttura decentralizzata di Hyperliquid potrebbe creare rischi per mercati sensibili come quello delle commodity, incluso il petrolio.

Il nodo è che la piattaforma consente di operare con trading attivo 24 ore su 24 su prodotti derivati con leva, in un ambiente più aperto rispetto alle borse regolamentate tradizionali. Per i due gruppi, questo potrebbe facilitare comportamenti illeciti difficili da monitorare.

Hyperliquid cresce e non si ferma

Con HIP-3, il protocollo ha aperto la strada a esposizioni “sintetiche” non solo su criptovalute, ma anche su asset tradizionali. Ed è proprio questa evoluzione a rendere la piattaforma sempre più rilevante anche per operatori storici come CME e ICE, da anni dominanti nel mercato dei derivati regolamentati.

Fa molto rumore, poi, la sua continua espansione. Giusto questa settimana, per esempio, Coinbase ha annunciato che diventerà official treasury deployer di USDC sulla piattaforma, rafforzando l’integrazione tra uno dei maggiori exchange statunitensi e l’ecosistema Hyperliquid.

Il cuore del dibattito resta però il modello dei perpetual futures, strumenti molto popolari tra i trader crypto grazie alla loro possibilità di concedere esposizione a leva senza una scadenza prefissata.

Negli Stati Uniti, però, prodotti di questo tipo sono fortemente limitati per il pubblico, e per questo operatori regolamentati come CME e ICE chiedono maggiore supervisione su piattaforme che iniziano a competere con mercati storicamente presidiati da loro.

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