Aave, svolta sulla governance: Aave Labs apre ai token holder
Stani Kulechov, fondatore di Aave, propone un cambiamento: condivisione dei profitti di Aave Labs con la DAO
Il conflitto sulla governance
Dopo le forti discussioni delle settimane precedenti, la governance di Aave torna sotto i riflettori.
Il dibatto segue i temi trattati in precedenza dove, a seguito dell’integrazione di Cowswap per gli scambi in app, le fees generate sarebbero state direzionate verso Aave Labs e non verso Aave DAO. Abbonati come ricercatore al nostro canale Youtube, trovi contenuti pratici ed approfonditi ogni settimana!.
Per comprendere questo dibattito, è necessario comprendere quale sia la divisione dei ruoli tra le Labs e DAO. La prima, infatti, si occupa di tutto ciò che è off chain: dalla gestione dei social al marketing, dalla gestione dei domini all’infrastruttura necessaria. La DAO, di contro, coinvolge tutto ciò che è on-chain e, in tal posizione, gli spettano le revenue di tutti gli incassi generati dai prodotti e/o servizi on-chain.
Ancora una volta, è importante specificare, per quanto in parte, dovrebbe essere scontato, un concetto. Un token crypto non rappresenta equity, non è paragonabile ad un’azione di un’azienda e, in quanto tale, ogni investitore dovrebbe essere consapevole dei casi d’uso di uno specifico token.
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La proposta di Stani e il compromesso
In questo dibattito, sempre più acceso tra i membri della community, è intervenuto direttamente Stani Kulechov, il fondatore del protocollo, con una nuova proposta.
Nessuna modifica dell’infrastruttura on-chain, nessuna intenzione di rendere Aave una equity, bensì una “via di mezzo”. La proposta, infatti, riguarda la possibilità per Aave Labs di condividere con i detentori di AAVE una parte dei ricavi generati off chain.
Con questa proposta, Stani mira a creare un nuovo equilibrio, mitigando il problema ma mantenendo ben distinti i ruoli tra la DAO e Labs.
Al momento, infatti, lo stesso Stani si definisce non soddisfatto per gli sviluppi attuali. Aggiungiamo, di seguito, un suo commento per raccontare la visione fornita, ben lontana dai traguardi raggiunti attualmente.
“Oggi, la maggior parte dei prestiti di Aave si concentra su ETH, BTC o strategie di looping basate sulla leva finanziaria correlate ai cicli del mercato delle criptovalute. Quando ho fondato Aave nel 2017, la mia visione era quella di utilizzare contratti intelligenti per potenziare i prestiti praticamente in tutte le classi di attività e in tutti i casi d’uso. Siamo ancora lontani da questa visione. Credo che Aave abbia il potenziale per supportare una base di asset di 500 trilioni di dollari attraverso RWA e altri asset nei prossimi decenni e per integrare decine di milioni di utenti tramite l’app Aave.”
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