2 min read 22 Jun 2026

La resistenza di BTC ed ETH passa ancora dalle treasury “regine”

Strategy continua ad accumulare BTC nonostante la pressione su STRC, e Bitmine rafforza ancora la sua posizione su ETH

La resistenza di BTC ed ETH passa ancora dalle treasury “regine”

Strategy non molla Bitcoin

La linea di Michael Saylor resta immutata, e compra Bitcoin anche mentre il mercato mette sotto pressione gli stessi strumenti finanziari usati per sostenere questa strategia. Strategy ha acquistato altri 520 BTC per circa $34,9 milioni, a un prezzo medio di 67.068 dollari, portando il totale in portafoglio a 847.363 BTC. È una posizione enorme, pari a oltre il 4% dell’offerta massima di Bitcoin, ma oggi vale meno del costo complessivo sostenuto dalla società, segno che la fase ribassista pesa anche sul più noto modello di treasury in BTC.

L’ultimo acquisto è stato finanziato attraverso la vendita di azioni ordinarie MSTR, mentre STRC, la “preferred stock” a dividendo variabile che nei mesi scorsi era diventata uno dei motori principali dell’accumulo, è rimasta in difficoltà. Il titolo non è riuscito a tornare vicino al valore nominale da metà maggio, e il suo calo ha alimentato nuove domande sulla sostenibilità della struttura.

Strategy ha quantomeno rafforzato la riserva in dollari, salita a $1,4 miliardi, per un dettaglio che per alcuni analisti riduce il rischio di dover ricorrere a vendite forzate di Bitcoin nel breve periodo.

Bitmine accelera su Ethereum

Se Strategy continua a rappresentare il volto della scommessa aziendale su Bitcoin, Bitmine sta certificando il rispettivo ruolo su Ethereum. La società ha aggiunto 52.203 ETH nell’ultima settimana, portando il totale a 5,67 milioni di token, pari a circa il 4,7% dell’offerta di ETH.

Con una tesoreria in ETH valutata intorno ai $9,8 miliardi, Bitmine si presenta oggi come il principale detentore corporate di Ethereum e come la seconda maggiore tesoreria crypto dopo Strategy.

Tom Lee, presidente della società, ha accompagnato l’annuncio con un messaggio decisamente ottimista: secondo lui, i migliori anni per le crypto devono ancora arrivare. La società vede infatti nella tokenizzazione e nell’avanzata dell’AI due fattori capaci di aumentare in modo strutturale la domanda di blockchain e asset decentralizzati.

Intanto, oltre l’83% degli ETH detenuti da Bitmine risulta già in staking, trasformando la treasury non solo in una riserva strategica, ma anche in una fonte di rendimento ricorrente. Il quadro resta segnato da prezzi ancora lontani dai massimi, ma il segnale è chiaro: le grandi scommesse corporate sulle crypto non si sono fermate, stanno solo scegliendo con più decisione i propri campi di battaglia.

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