3 min read 28 Aug 2024

Azioni: la ripresa desta preoccupazioni

Secondo Goldman Sachs, il mercato azionario ha ancora qualche problema nonostante le recenti performance

Azioni: la ripresa desta preoccupazioni

Goldman Sachs: occhio alle azioni

A inizio mese, le incertezze dovute alla possibile recessione americana avevano spinto il comparto azionario verso il basso, con perdite che non si registravano da oltre due anni (S&P 500). Tuttavia, la ripresa è stata rapidissima e siamo già ai nuovi massimi storici in tutti i principali indici. Dobbiamo festeggiare? Dipende.

Il trend positivo starà sicuramente facendo sorridere gli investitori in questi mercati, che non solo hanno recuperato le perdite incassate a inizio mese, ma ci hanno pure guadagnato. Tuttavia, dobbiamo capire perché le azioni americane sono tornate a salire.

La certezza dell’arrivo dei tagli ai tassi di interesse ha contribuito non poco a questo trend. Quando la FED decide di allentare la presa, gli investimenti sono stimolati e i risparmiatori girano volentieri i capitali su asset più rischiosi, come sono appunto le azioni. Nulla di male, se non fosse che le motivazioni dietro il precedente mini-crollo sono ancora lì: lo spauracchio della recessione non se n’è andato.

A lanciare l’allarme è nientemeno che Goldman Sachs, uno dei nomi più pesanti del panorama finanziario globale. Descrivendo quanto accaduto negli ultimi mesi, Christian Mueller-Glissmann (a capo dell’asset allocation research di GS) ha spiegato che si è passati da un sentimento bullish con parametri macro deboli, passando per le perdite, a un mercato orientato all’acquisto. Di fatto, ci troviamo nella stessa situazione di un paio di mesi fa.

Qualche differenza però c’è. Secondo Mueller-Glissmann, il sentimento non è ultrabullish come in precedenza e gli asset più sicuri come l’oro non sono stati scaricati. Sembra quindi che il mercato voglia comunque mantenere un po’ di compostezza. Inoltre, le vendite di massa del 5 agosto scorso sono state una reazione spropositata; sembra quindi che i successivi acquisti derivino dai prezzi di saldo di molti titoli azionari.

Insomma, c’è comunque un po’ di confusione e per far spazio a un po’ di chiarezza dovremo tenere d’occhio i prossimi appuntamenti macroeconomici importanti. Nel dubbio, le strade percorribili sono due:

  • Restare fedeli al proprio piano, soprattutto se l’orizzonte temporale è lungo;
  • Considerare di differenziare maggiormente il portafoglio, dando maggior spazio ad asset meno volatili e più sicuri.

Al contrario, spingere sull’acceleratore proprio ora potrebbe essere troppo rischioso, ma dipende da persona a persona.

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