2 min read 22 Jan 2026

Banche vs Bitcoin: Davos è il ring, il pubblico è l’élite politica

Il WEF è il teatro dello scontro politico tra crypto e banche. Ne è la dimostrazione il dibattito tra il ceo di Coinbase e il governatore della Banque de France

Banche vs Bitcoin: Davos è il ring, il pubblico è l’élite politica

La lotta delle crypto al WEF

Se il clima a Davos si è fatto molto più disteso dopo il recente accordo raggiunto da Trump con l’Ue sui dazi (sospesi a seguito di un’intesa sulla Groenlandia), questo non vale fino in fondo per le criptovalute.

Al contrario, il WEF sembra il teatro di un nuovo capitolo dello scontro tra crypto e sistema bancario tradizionale. Un esempio lampante è il dibattito tra Brian Armstrong, CEO di Coinbase, e François Villeroy de Galhau, governatore della Banque de France.

Doveva essere un panel sul futuro della tokenizzazione nella tradFi, ma si è trasformato subito in uno scontro su rendimenti sulle stablecoin, Bitcoin come alternativa monetaria e sulla battaglia legislativa in corso negli Stati Uniti.

Le stable, come anticipato le scorse settimane, sono un vero e proprio punto di rottura. In particolare lo è lo “yield-bearing”, al centro del dibattito sul CLARITY Act statunitense, la cui approvazione è stata rinviata dopo il ritiro del supporto proprio da parte di Coinbase.

Armstrong ha difeso la possibilità di offrire rendimenti sulle stablecoin regolamentate, e l’ha definita una questione di “competitività globale e tutela dei consumatori”.

“Mettere più soldi nelle tasche delle persone è positivo”, ha dichiarato Armstrong. “Se gli Stati Uniti vietano i rendimenti, favoriscono automaticamente competitor offshore”.

Per il governatore francese, invece, le stablecoin private che offrono un rendimento rappresentano una minaccia diretta alla stabilità finanziaria e al sistema bancario tradizionale.

“Lo scopo di una moneta pubblica digitale non è competere sul rendimento, ma preservare la stabilità del sistema”, ha affermato Villeroy de Galhau, chiarendo che un eventuale euro digitale non dovrebbe “pagare interessi”.

Coinbase per tutelare la competitività delle crypto

Per Coinbase, le banche starebbero tentando di soffocare la concorrenza, e per questo l’azienda non accetta una “legge che vieta la competizione”. A dare man forte su questo punto, a sopresa, è però proprio una banca. Nello specifico, Standard Chartered, che tramite il ceo Bill Winters di è schierata vicino al settore sottolineando che, senza rendimento, i token perdono attrattiva come riserva di valore.

Ha sorpreso, infine, il passo falso del governatore francese nel parlare di “emittenti privati di Bitcoin”. È stato subito corretto da Armstrong, che ha poi provocatoriamente evocato un futuro “Bitcoin standard” come risposta credibile alla svalutazione delle valute fiat.

“Bitcoin non ha emittenti”, ha dichiarato Armstrong. “È un protocollo decentralizzato, w in questo senso è persino più indipendente delle banche centrali: nessuno lo controlla”.

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