3 min read 15 Apr 2026

Bitcoin e “rischio quantum”: la proposta SHOCK cambierebbe tutto

Il dibattito sulla sicurezza di Bitcoin entra in una nuova fase con la proposta BIP-361, che suggerisce di “congelare” i BTC in indirizzi “a rischio”

Bitcoin e “rischio quantum”: la proposta SHOCK cambierebbe tutto

Le prime risposte di Bitcoin al “rischio quantistico”

Bitcoin potrebbe affrontare nei prossimi anni (se ne discute sempre più spesso) il cosiddetto rischio quantistico, ovvero una minaccia al protocollo di sicurezza della rete derivato dallo sviluppo di computer quantistici.

I rischi sono ancora tutti da decifrare, ma la rete e la community si stanno già preparando. Ha fatto discutere, in questo senso, una recente proposta dello sviluppatore Jameson Lopp, che introdurrebbe un piano per eliminare gradualmente gli attuali sistemi di firma considerati vulnerabili ai futuri computer quantistici.

La proposta (BIP-361) suggerisce un cambiamento radicale, ovvero congelare i BTC che non migrano verso address “resistenti al quantum”. Non sorprende l’immediata divisione della community, visto che una svolta del genere ridefinirebbe uno dei principi fondamentali del protocollo.

Il meccanismo prevede tre fasi:

  • blocco dei nuovi depositi verso indirizzi “vecchi”
  • congelamento dei fondi non aggiornati dopo alcuni anni
  • possibile recupero tramite prove crittografiche avanzate

L’obiettivo è prevenire uno scenario in cui un computer quantistico possa sottrarre fondi semplicemente “derivando” le chiavi private.

Oltre il 34% dei Bitcoin sarebbe già teoricamente attaccabile in uno scenario post-quantum. E il momento in cui queste tecnologie diventeranno operative (il cosiddetto “Q-Day”) rappresenta una delle principali incognite per il settore.

Sicurezza vs proprietà

BIP-361 introdurrebbe un cambio di paradigma. Per certi versi, non basterebbe più possedere (correttamente) le chiavi del proprio address per essere sicuri, ma sarebbe necessario aggiornarsi entro una “scadenza” per mantenere il controllo dei fondi.

Diversi osservatori vedono però nella proposta una violazione dei principi fondanti di Bitcoin.

Alcuni, per esempio, hanno definito il congelamento dei fondi come una vera e propria “confisca protocol-level”.

Se oggi il motivo è la “sicurezza quantistica”, un domani potrebbe accadere lo stesso per altre problematiche. Per non parlare che un aggiornamento così controverso potrebbe portare a una divisione della rete (fork), con conseguenze imprevedibili sul mercato.

Al tempo stesso, non sono in pochi a ritenere come non intervenire potrebbe essere ancora più rischioso.

BIP-361 è ancora in fase di bozza e non ha una timeline di attivazione. Tuttavia, il solo fatto che una proposta simile sia sul tavolo mostra quanto il tema sia diventato urgente.

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