2 min read 19 May 2026

Il boom dell’AI stimola l’upside del mining Bitcoin

Bernstein vede i principali miner Bitcoin godere della corsa all’AI nel medio periodo: le infrastrutture energetiche sono sempre più preziose

Il boom dell’AI stimola l’upside del mining Bitcoin

L’AI cambia il settore del mining

I miner Bitcoin potrebbero essere i più grandi beneficiari della corsa globale ai data center dedicati all’intelligenza artificiale. Almeno, questo è quello che dichiara la società di gestione e ricerca finanziaria Bernstein, che continua a vedere i diversi operatori non più soltanto come una scommessa su BTC, ma come proprietari di infrastrutture energetiche sempre più preziose.

Il punto centrale è l’accesso all’energia. Secondo gli analisti (le cui parole sono rilanciate da The Block), la domanda per l’AI sta crescendo molto più velocemente dell’offerta disponibile, e ottenere nuovi allacciamenti alla rete può richiedere anni. In questo contesto, i miner partono avvantaggiati, perché controllano già siti con connessioni ad alta intensità energetica.

Bernstein ha assegnato giudizi “outperform” ai titoli IREN, Riot Platforms, CleanSpark e Core Scientific. La logica è semplice: chi possiede energia, terreni e infrastrutture già operative può riconvertire più rapidamente una parte del business verso l’AI e l’high-performance computing.

Tra i nomi citati, IREN è uno dei casi più interessanti: la società ha infatti annunciato un piano di espansione dell’infrastruttura AI allineata all’architettura Nvidia, confermando il crescente spostamento del settore verso il calcolo ad alte prestazioni.

Riot Platforms vuole rilanciare invece dopo un accordo iniziale con AMD che potenzialmente potrebbe portare la sua capacità energetica contrattualizzata a 200 MW.

La trasformazione dei miner

Il mercato sta quindi iniziando a “valutare” alcuni miner meno per l’hashrate e più per la qualità degli asset energetici e immobiliari in portafoglio. E questa transizione riflette un cambiamento più ampio: il mining di Bitcoin non viene abbandonato, ma in diversi casi è affiancato o riconvertito verso servizi con ricavi potenzialmente più stabili e meno dipendenti dal prezzo di BTC.

Bernstein segnala però anche diversi rischi. L’espansione dei data center AI richiede capitali ingenti, tempi di esecuzione rapidi e capacità di ottenere permessi, hardware e clienti di qualità. Inoltre, il settore resta esposto a critiche legate al consumo energetico e alla pressione sulle reti elettriche locali. Per alcune società il trade-off è delicato, in quanto spostare capacità dal mining all’AI può aumentare la visibilità dei ricavi, ma rischia anche di ridurre l’esposizione a un eventuale nuovo ciclo rialzista di Bitcoin.

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