Coinbase al WEF per “ricucire” con la tradFi: sul tavolo le norme crypto
Il CEO di Coinbase, Brian Armstrong, è arrivato a Davos per ricucire i rapporti tra industria crypto e tradFi, incrinati a causa delle nuove normative stablecoin
Le stablecoin al centro del dibattito crypto di Davos
Alcuni analisti l’hanno chiamata “offensiva diplomatica”. È l’ultima mossa di Brian Armstrong, ceo di Coinbase, che a Davos vuole riaprire il dialogo sulle normative crypto statunitensi proprio dopo le critiche della guida del cex su questo fronte.
Rilanciare la legislazione sulla struttura dei mercati crypto e promuovere la tokenizzazione come strumento per “democratizzare l’accesso ai mercati dei capitali” sarebbe una “priorità”. “Il futuro della finanza è già qui, e questa volta è costruito per le persone”, ha scritto Armstrong su X.
Il ceo punta quindi a incontrare i vertici delle grandi banche per cercare un compromesso. “Continueremo a lavorare sulla market structure legislation e incontreremo alcuni ceo bancari per capire come trasformarla in una soluzione ‘win-win’”, ha sottolineato Armstrong. “Le stablecoin possono essere un’opportunità sia per le banche, sia per le aziende crypto, purché tutti giochino ad armi pari”.
Just arrived in Davos for @WEF. Three main goals this week:
1) Talk to world leaders about economic freedom and how crypto can update their financial systems
2) Continue the push for market structure legislation
3) Keep pushing for tokenization to democratize access to capital… pic.twitter.com/knjuMZKRtb
— Brian Armstrong (@brian_armstrong) January 19, 2026
La strategia di Coinbase
Alla base dello scontro con la tradFi c’è il tema del rendimento sulle stablecoin. Al Congresso i primi testi legislativi in bozza favorivano apertamente la lobby bancaria, con divieto di yield sul semplice possesso di stablecoin, e l’apertura solo a ricompense legate alle transazioni. Tutto ciò, con un limite imposto alla competitività delle piattaforme crypto.
La posizione di Coinbase ha però lasciato strascichi a Capitol Hill, spaccando una coalizione già fragile all’interno dell’industria crypto. Diversi addetti ai lavori hanno messo in dubbio la strategia di Armstrong, accusandolo di aver “bruciato capitale politico”.
Armstrong, arrivato a questo punto, vuole però il palcoscenico di Davos anche per un annuncio simbolico, ovvero la partnership con il governo delle Bermuda per quella che ha definito la “prima economia nazionale interamente on-chain”, basata sull’infrastruttura di Coinbase e di Circle per i circa 73.000 abitanti dell’isola.
Questo e molti altri temi li trovi quotidianamente su Telegram e Youtube, seguici per essere sempre aggiornato!