2 min read 05 Jun 2026

Tutto rema contro Bitcoin: BTC mai così male dal 2024

È una delle giornate più difficili dell’anno per Bitcoin, per un momento sotto i $60k, sotto il peso dei dati macro e del FUD tra le altcoin

Tutto rema contro Bitcoin: BTC mai così male dal 2024

Bitcoin vede rosso

Bitcoin scivola sotto quota 60.000 dollari per la prima volta dal 2024, e il mercato crypto affronta una delle giornate più difficili dell’anno.

Il minimo intraday è ai 59.900 dollari, per un ribasso che porta la correzione dai massimi storici di ottobre 2025 oltre il 50%, confermando la fase di forte pressione che sta colpendo l’intero settore.

Ethereum e Solana seguono lo stesso movimento, con ETH sceso verso area 1.600 dollari, e SOL a minimi intraday poco sopra i 63 dollari.

Il mercato del lavoro Usa ha peggiorato una situazione già critica. 172.000 posti di lavoro significano per i mercati una crescita occupazionale forte, che rende più difficile per la Federal Reserve giustificare tagli dei tassi nel breve periodo. Anzi, alcuni operatori sono tornati a prezzare la possibilità di una nuova stretta monetaria entro fine anno.

Per Bitcoin, il contesto è sfavorevole. Tassi più alti o tagli rinviati riducono l’appetito per gli asset di rischio, soprattutto in una fase in cui BTC è già appesantito da deflussi ETF, liquidità più debole e tensioni geopolitiche.

A peggiorare il sentiment è arrivato anche il caso Zcash. Proprio ieri parlavamo di un token che “resisteva” nonostante vulnerabilità nel suo protocollo, ma le comunicazioni hanno riacceso le preoccupazioni del mercato. Il bug avrebbe potuto consentire transazioni non valide nel sistema crittografico, anche se le prime comunicazioni indicavano assenza di prove di exploit o creazione non autorizzata di ZEC. Il mercato teme che non sia semplice verificare con certezza assoluta l’impatto della vulnerabilità, e il risultato è stato un crollo violento di ZEC, arrivato a perdere oltre il 30% oggi.

ETF e Strategy sullo sfondo

Prima del crollo sotto i 60.000 dollari, Bitcoin era già sotto pressione per due motivi principali: i deflussi dagli ETF spot USA e la prima vendita di BTC da parte di Strategy.

Gli ETF avevano registrato settimane di outflow pesanti, mentre Strategy ha venduto 32 BTC per finanziare dividendi. Una cifra minima rispetto alle sue riserve ma sufficiente a incrinare la narrativa del “never sell”.

La pressione si è trasferita anche sulle azioni legate al settore. Strategy ha perso quasi il 9%, mentre Coinbase è scesa di oltre l’8%. Anche Nvidia, pur non essendo un titolo crypto, ha corretto di circa il 5%, segnalando un più ampio ritorno dell’avversione al rischio sui titoli growth e tecnologici.

Il Nasdaq ha registrato una seduta negativa, confermando che il movimento non riguarda soltanto le criptovalute, ma l’intero comparto degli asset più sensibili ai tassi.

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