Crollo dell'oro: la principale riserva di valore si schianta a -25%
Una performance atipica da parte dell'oro: dopo il grande rally, il prezzo si schianta e crolla a -26.7% dai suoi massimi di gennaio
Un calo "inaspettato"
Che il prezzo dell’oro abbia vissuto un 2025 da record, non vi è discussione. Eppure, nonostante le tensioni geopolitiche e macroeconomiche in atto, il movimento dell’oro mostra un qualcosa di atipico.
Nella notte, il ribasso sul prezzo di oro è accelerato, con un vero e proprio crollo all’apertura della settimana. In poche ore, infatti, il prezzo dell’asset più grande al mondo è crollato da 4.500 dollari l’oncia ad un minimo di circa 4.100 dollari l’oncia, con un calo del -9.2% nel giro di 8 ore.
Un movimento di intensità simile ha colpito anche il prezzo dell’argento. Da un prezzo di $68, il silver è crollato del -11% fino ad area $60.8, salvo poi, in concomitanza di un piccolo rimbalzo dell’oro, di provare a recuperare terreno, tornando sopra area $63.5.
Allargando, invece, il quadro temporale, quel che si denota è un movimento ben più accentuato. Prendendo in considerazione gli ultimi 50 giorni, con un massimo di oro raggiunto a fine gennaio, il prezzo della riserva di valore numero uno al mondo è crollato del -26.5%, indicando il ribasso più grande dal lontano 2015.
Cosa sta succedendo davvero?
Il movimento dell’oro appare controintuitivo. Da un lato, le tensioni geopolitiche restano elevate, con il rischio di una nuova escalation in Medio Oriente. Dall’altro, il contesto macro sta cambiando rapidamente.
Le ultime dichiarazioni della Federal Reserve hanno ridotto drasticamente le aspettative di tagli ai tassi nel 2026. Al contrario, il mercato inizia a prezzare uno scenario più restrittivo, con tassi elevati più a lungo e, in alcuni casi, persino possibili aumenti.
Un contesto che, sulla carta, rafforza il dollaro e penalizza asset come l’oro, storicamente sensibili al costo del denaro. L’indice DXY, infatti, seppur a rilento, sta mostrando una pressione tendenzialmente rialzista.
È evidente, nonostante ciò, un contesto di forti prese di profitto. Per anni in fase di accumulazione, il rally che possiamo considerare partito nel 2022, ha avuto in questi ultimi 60 giorni le prime vere prese di profitto importanti, in una condizione che replica perfettamente quella che è la vera natura dei mercati finanziari.
Seguici sui nostri canali Telegram e Youtube: contenuti quotidiani e approfondimenti dettagliati, ci trovi ovunque ad ogni ora del giorno!