Ethereum è sicuro?
La blockchain casa di tutte le innovazioni è pericolosa per chi la utilizza? Che dire degli investitori in ETH? Parliamo di sicurezza ed Ethereum in questo articolo
La sicurezza di una super blockchain
Ethereum è sicuro? Domanda legittima e che ogni investitore dovrebbe farsi prima di comprare la coin ETH o utilizzare la blockchain. Complessivamente possiamo dire assolutamente sì, Ethereum è un’infrastruttura tra le più sicure della nostra industria, ma approfondiamo un poco la risposta per la massima chiarezza.
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Ethereum è sicuro?
Andiamo dritti al punto: sì, Ethereum è sicuro, ma occorre fare delle precisazioni.
Il termine “Ethereum” definisce l’infrastruttura blockchain, ma spesso è utilizzato anche per riferirsi alla relativa criptovaluta. Quindi, rispondiamo più a fondo alla domanda suddividendo le due sfere.
La blockchain Ethereum esiste da parecchi anni e ha già sperimentato diversi stress test, dimostrandosi sicura. I continui aggiornamenti hanno migliorato anche le performance, mantenendo però un costante focus proprio sull’affidabilità e la protezione degli utenti. Dotata di buona decentralizzazione, anche con il passaggio all’algoritmo PoS si conferma come una delle migliori infrastrutture in circolazione.
Chiaramente la sicurezza non può mai essere al 100%, come per qualsiasi cosa del resto. Una probabilità minima che qualcosa vada storto (un attacco informatico, dei bug…) c’è sempre e dobbiamo considerarlo. Tuttavia, sappiamo che si tratta appunto di possibilità remote e possiamo dormire sonni tranquilli.
Parlando invece di ETH, la coin nativa, dobbiamo capire in che senso parliamo di sicurezza.
Se ci riferiamo al protocollo, sì, la sicurezza sì: ETH gira su Ethereum che, come dicevamo, è una realtà safe e costantemente aggiornata. Quindi, compiere le operazioni in questa crypto non ci espone a grandi pericoli.
Anche a livello di manipolazione del prezzo, fughe improvvise di capitali e simili, Ether ha un’ottima stabilità. Dopotutto si tratta della seconda criptovaluta per capitalizzazione, dietro solo a bitcoin. Perciò, ci sono tantissime altre crypto (anche celebri) che sarebbero in acque più burrascose in caso di eventi estremi.
Se invece con “sicurezza” intendiamo il mantenimento del prezzo, qui il discorso cambia un po’. A livello di valore intrinseco, è innegabile che ETH ne abbia parecchio. Però, se ci concentriamo sulla stabilità del valore in dollari le cose sono differenti.
Ether è una criptovaluta che può essere soggetta a forte volatilità, nel bene o nel male. In più, possiamo sperimentare periodi di ribassi consistenti, capaci di svalutare parecchio la componente nel portafoglio. Quindi, bisogna avere un’ottima tolleranza al rischio prima di fare il passo.
Roadmap e sicurezza
Torniamo per un ultimo passaggio sulla sicurezza dell’infrastruttura, che deve essere centrale. Il team di Ethereum segue una roadmap di lavori costantemente aggiornata in cui si da la massima importanza agli aspetti di protezione degli utenti e della blockchain.
Proprio secondo gli addetti ai lavori, seppur il livello di sicurezza sia già altissimo, ci sono ancora degli interventi che andrebbero a migliorare il network e alzerebbero i livelli di protezione. Ce ne sono di diversi e non entreremo nel dettaglio per non diluire l’articolo; tuttavia, riassumiamoli in breve:
- Modifiche relative a come i client di Ethereum affrontano i blocchi.
- Miglioramento in termini di velocità nella produzione dei blocchi.
- Update costanti al Proof-of-Stake, per assicurare fluidità e correttezza delle transazioni.
- Ulteriori limitazioni alle possibilità di censura delle transazioni.
Stando alla documentazione ufficiale, gli update più ambiziosi sono in sviluppo avanzato, ma non saranno integrati a breve sulla blockchain. Questo perché occorre cautela e bisogna avere la certezza che un dato aggiornamento sia effettivamente pronto, pena il rischio di fare dei danni assolutamente evitabili.