2 min read 14 Jul 2026

Inflazione Usa: Bitcoin risponde ai CPI di luglio

Bitcoin affronta il report sull'inflazione Usa mentre crescono i timori su un aumento dei tassi da parte della Fed: cosa dicono i dati?

Inflazione Usa: Bitcoin risponde ai CPI di luglio

I dati sull’inflazione

I CPI di luglio (riferiti al mese di giugno) sono dei dati con uno specchio di interpretazione ampio. Si riferiscono a un mese in cui le tensioni geopolitiche sono sensibilmente calate, ma vengono pubblicati in un periodo che si è rifatto improvvisamente delicato.

Così, anche per gli analisti si è fatto difficile precedere come i nuovi dati sull’inflazione avrebbero potuto determinare la prossima mossa di Bitcoin, dato che i mercati sembrano già scontare un aumento dei tassi della Fed nei prossimi trimestri.

BTC, allo stesso tempo, si è stabilizzato dopo la recente volatilità, e ha sembrato lasciare che i segnali macroeconomici potessero avere un maggiore controllo sulla direzione dei prezzi a breve-medio termine.

Le voci provenienti dalla Fed hanno lasciato intendere che il contesto futuro potrebbe essere più restrittivo rispetto al passato e questo, come ben sappiamo, potrebbe rapidamente cambiare le prospettive per Bitcoin.

Un dato sull’inflazione superiore alle aspettative potrebbe sempre portare un ulteriore inasprimento della politica monetaria e ad aumentare la pressione al ribasso.

Ricordiamo che, nell’ultimo FOMC, i tassi sono stati mantenuti tra il 3,50% e il 3,75%, ma con una divergenza di opinioni tra i funzionari sui futuri rialzi. Alcuni di loro, hanno espresso infatti preoccupazioni riguardo all’inflazione indotta dall’intelligenza artificiale.

Ecco i dati riferiti al mese di giugno, migliori rispetto alle aspettative:

CPI: +3,5% (stime: +3,8%)

CPI core: +2,6% (stime: +2,8%)

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La risposta di BTC

Bitcoin si è presentato ai dati CPI scambiando intorno ai 63.000 dollari, dopo aver registrato variazioni minime nelle ultime 24 ore, ma in calo di circa l’1% nell’ultima settimana.

Ha mostrato segnali rialzisti (tipici del mese di luglio) dopo essersi ripreso da un minimo di circa $58.000, superando solo brevemente i $64.000, ed è poi ricaduto a causa delle rinnovate ostilità tra Stati Uniti e Iran.

Si dovrà attendere ora quale sarà la reazione di BTC ai nuovi dati. Nell’immediato, la prima criptovaluta sembra aver reagito in positivo, rispondendo a dati migliori alle aspettative e tornando in pochi minuti sopra i $63.500. Sembra quindi esserci spazio per l’ottimismo nonostante un contesto macro rapidamente cambiato nelle ultime settimane. 

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