JPMorgan: Bitcoin batte l’oro nel “debasement trade”
Secondo JPMorgan, Bitcoin starebbe guadagnando terreno sull’oro come asset per proteggersi dalla svalutazione delle valute fiat
Nuovi vantaggi competitivi di BTC sull’oro
Il “debasement trade” sta cambiando. Quantomeno, questo è quello che si pensa da JPMorgan, i cui analisti (come riporta The Block) hanno recentemente evidenziato una divergenza sempre più evidente tra Bitcoin e oro in quanto asset utilizzati dagli investitori per proteggersi dalla svalutazione delle valute fiat.
Da una parte, gli ETF spot Bitcoin continuano ad attirare capitali. Dall’altra, gli ETF sull’oro faticano a recuperare i deflussi registrati dopo le tensioni legate al conflitto con l’Iran.
Bitcoin ha registrato afflussi netti positivi per tre mesi consecutivi, mentre l’oro non è ancora riuscito a tornare sui livelli precedenti. E il segnale è importante, perché arriva in un contesto in cui entrambi gli asset vengono spesso considerati coperture contro svalutazione monetaria, inflazione e incertezza geopolitica. La differenza è proprio nei flussi, e in questa fase il capitale sembra muoversi con maggiore decisione verso BTC.
Un ruolo centrale continua a giocarlo Strategy, il più grande holder corporate di Bitcoin al mondo. Secondo le stime di JPMorgan, se la società manterrà l’attuale ritmo di accumulo, potrebbe acquistare circa 30 miliardi di dollari in BTC nel 2026, un dato superiore ai circa 22 miliardi comprati nel 2024 e nel 2025.
Da inizio anno, Strategy avrebbe portato le proprie riserve complessive sopra quota 818.000 BTC, per un valore superiore ai $65 miliardi.
Il segnale istituzionale
Ma sono gli ETF spot USA che confermano il ritorno generalizzato della domanda istituzionale. Negli ultimi cinque giorni di negoziazione, i prodotti su Bitcoin hanno raccolto quasi $1,7 miliardi. A guidare il movimento è stato ancora una volta IBIT di BlackRock, con oltre $130 milioni in ingresso nell’ultima seduta giornaliera, e il settore si avvia verso la sesta settimana consecutiva di afflussi positivi, la sequenza più lunga da luglio 2025.
In una Wall Street che guarda sempre più a BTC, rimane però ancora i più “fedeli” all’oro. Tra questi, Goldman Sachs, che ha addirittura alzato il target annuale a 5.400 dollari l’oncia. La banca cita due fattori: forte domanda delle banche centrali e minore volatilità storica rispetto a Bitcoin.
BTC resta un asset più volatile, con drawdown superiori al 50% in diverse fasi dal 2017. Ma il punto interessante è che le grandi banche americane non stanno leggendo il mercato allo stesso modo.
Per JPMorgan, Bitcoin sta guadagnando terreno come hedge contro la svalutazione monetaria. Per Goldman, l’oro resta ancora la protezione più solida e affidabile. In mezzo, ci sono gli investitori, che stanno scegliendo in tempo reale attraverso ETF e strumenti quotati.
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