2 min read 19 Nov 2025

Legge di Bilancio: si va verso lo STOP aliquota 33% sulle crypto?

Spieghiamo i nuovi emendamenti alla Legge di Bilancio, che potrebbero ridimensionare l’aumento dell’aliquota sulle plusvalenze derivate da attività crypto

Legge di Bilancio: si va verso lo STOP aliquota 33% sulle crypto?

Verso un ripensamento della tassazione crypto

Da tempo sappiamo che la nuova Legge di Bilancio promette di imporre, dal prossimo anno, una nuova aliquota del 33% sulle plusvalenze derivate da criptovalute. Si modificherebbe così il quadro fiscale in un settore sempre più rilevante, che però andrebbe anche a compromettere (secondo diversi esperi del settore) l’armonizzazione della disciplina fiscale in un contesto in cui sulle attività finanziare pesa una tassazione al 26%.

Gli interventi di alcuni parlamentari sembrano nascere da questa constatazione. Nello specifico, gli emendamenti presentati a inizio settimana dalla maggioranza di governo (FdI, FI e Lega), a firma dei deputati Pellegrino, Lotito e Garavaglia, e dal M5s, a firma Pirro.

Le modifiche, contenute in sette diverse proposte parlamentari, puntano a modificare improvvisamente e radicalmente il trattamento fiscale delle criptovalute, introducendo la rivalutazione annuale, neutralità per alcune stablecoin euro-backed e compensazione tra strumenti finanziari e cripto-asset.

In particolare, si chiede una modifica importante dell’articolo 13 della Legge, in cui si richiede l’eliminazione dell’aumento dell’aliquota sulle plusvalenze al 33%, la possibilità di una rivalutazione annuale del patrimonio in cripto-asset, la compensazione tra plusvalenze/minusvalenze derivanti da cripto-attività, la neutralità fiscale per le stablecoin denominate in euro (EMT).

Gli emendamenti hanno quindi l’obiettivo di offrire scenari potenzialmente più favorevoli per gli investitori italiani, a partire da aliquote ridotte.

Analisi degli emendamenti principali (e visioni di partito)

La maggioranza di governo sembra, in parte, voler tornare sui propri passi. E questo è palese soprattutto negli emendamenti a firma Lotito/Pellegrino, che introducono una rivalutazione annuale (e non una tantum) delle crypto, la “neutralità fiscale” per le stablecoin in euro e un’aliquota fissa al 26%. Dal M5s giunge il proposito di istituire un “Tavolo permanente di vigilanza sulle cripto-attività”, e in generale sembra comune la volontà di “favorire” in qualche modo la conversione in stablecoin in euro (EURC e simili).

Il panorama fiscale delle criptovalute in Italia potrebbe quindi subire un cambio di marcia significativo. Da possibili “penalizzazioni”,  si potrebbe passare a un regime più flessibile (come auspicato in tutti questi mesi dalla community), ma la strada è ancora incerta e occorre prepararsi con attenzione.

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