Manovra 2026 APPROVATA alla Camera: cosa implica per le CRYPTO?
Anche la Camera ha approvato la Manovra 2026: con 216 sì e 126 no, è definitiva la tassazione al 33% sulle plusvalenze crypto
Tasse crypto: che succede nel 2026?
Il governo supera il voto alla Camera per l’approvazione della Manovra 2026 con 216 voti favorevoli e 126 contrari. La Legge prevede tagli fiscali e aumenti della spesa pubblica per circa 22 miliardi di euro, a vantaggio (dichiara il governo) di “lavoratori a basso e medio reddito e delle aziende che investono in beni ad alta tecnologia”.
Oltre il 25% dei finanziamenti, tra i 5 e i 6 miliardi di euro, proviene dal settore finanziario attraverso una serie di aumenti fiscali che colpiscono banche e compagnie assicurative. Ma anche il mondo crypto, con l’introduzione dell’aumento dell’aliquota sulle plusvalenze crypto al 33%.
🔎 LEGGE DI BILANCIO 2026 – APPROVATA
Dal 2026 il quadro fiscale Crypto è il seguente ⤵️
➡️ Aliquota sulle plusvalenze crypto dal 26% al 33%
(applicabile alle operazioni fiscalmente rilevanti)➡️ 🚨 Conversione BTC → EMT in euro = tassata al 33% (equiparata a una conversione…
— Crypto Fisco (@Crypto_Fisco) December 30, 2025
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Cosa devono fare gli investitori?
Si aprono ora diversi scenari per gli investitori crypto italiani, che dovranno affrontare una normativa fiscale “paradossale” da diversi punti di vista.
Si parte dal presupposto che, a partire dal 1° gennaio 2026, le plusvalenze derivanti da criptovalute saranno tassate con aliquota del 33%.
Si introducono però, come già preventivato le scorse settimane, diversi regimi paralleli, con un’aliquota agevolata al 26% valida per “token di moneta elettronica denominati in euro, conformi alle regole MiCAR UE” (ad esempio EURC).
Dal 2026 si applicherà, allo stesso tempo, anche la Direttiva DAC8 dell’Ue, che impone agli intermediari crypto di trasmettere automaticamente tutte le operazioni al Fisco. Ogni acquisto, vendita, scambio o trasferimento crypto sarà tracciato, riducendo la possibilità di omissioni nella dichiarazione fiscale.
Nelle ultime ore prima dello scadere del 2025, gli investitori possono ora ancora valutare attentamente vendite o realizzi entro il 31 dicembre 2025 per sfruttare l’aliquota più bassa.
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