Morgan Stanley vuole un ETF bitcoin: arriva la richiesta alla SEC
Il gigante finanziario Morgan Stanley vuole lanciare un proprio ETF bitcoin: arriva il deposito S-1 presso la SEC
Morgan Stanley punta il mirino su bitcoin
L’interesse istituzionale per bitcoin si fa sempre più accentuato, specialmente grazie ai volumi di affari generati ed ai conseguenti ricavi.
Anche Morgan Stanley, colosso finanziario da oltre $1.800 miliardi di dollari in gestione, vuole lanciare un proprio ETF spot bitcoin. Nelle ultime ore, infatti, la banca d’affari ha depositato il modulo S-1 presso la SEC, segnando un primo passo formale verso un proprio prodotto ad hoc. Sebbene il deposito non sia indice di una diretta approvazione, il terreno è oramai spianato per il lancio di nuovi prodotti, specialmente quando, alle spalle ci sono grandi istituti come il sopra citato.
Oggi, infatti, siamo vicini al secondo compleanno degli ETF spot, approvati nell’ormai lontano gennaio 2024. Due anni intensi, accompagnati da numeri da record, che hanno ufficialmente portato bitcoin, in quanto asset, nelle tasche della finanza tradizionale.
La domanda di Morgan Stanley si inserisce in un contesto di grande redditività per questi prodotti. In un contesto dove, la domanda è costante, un prodotto proprietario garantisce nuovi importanti flussi di cassa, dettati dalle commissioni di acquisto/vendita e dalle commissioni annuali di gestione.
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Alcuni numeri dietro al successo degli ETF
Perchè molte istituzioni puntano a ETF spot bitcoin? La risposta è chiara e deriva dai numeri generati.
Gli ETF spot bitcoin, ad oggi, nonostante la recente contrazione del prezzo di BTC, contano oltre $123 miliardi di dollari in gestione. Al contempo, i volumi di trading giornalieri scambiati su questi prodotti, sono paragonabili e, talvolta superiori, ai volumi scambiati su alcuni dei principali etf azionari globali.
Nel solo 2025, i volumi su ETF spot bitcoin hanno superato i $1.000 miliardi di dollari, portando il totale cumulativo ad oltre $1.600 miliardi di dollari.
Per fare un esempio ancor più specifico, bisogna prendere come riferimento IBIT, il prodotto emesso da Blackrock. Con oltre $68 miliardi in gestione, IBIT è ora il trentacinquesimo ETF più grande al mondo.
Se questi dati non bastassero, un valore più di tutti gioca un ruolo cruciale. Con una performance fee annuale dello 0.25%, ben più alta rispetto ai più classici ETF, IBIT ha raggiunto, pochi mesi fa, un traguardo storico. L’ETF bitcoin di Blackrock, infatti, con ricavi annuali di oltre $245 milioni, è il prodotto più redditizio per Blackrock.
È facile, quindi, comprendere quali siano le motivazioni dietro a questo interesse. Non ci resta, infine, che attendere la risposta della SEC, che potrebbe dare il via libera ad un nuovo ETF spot dall’enorme rilevanza.
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