Optimism: proposta per buyback mensili del token OP
La Optimism Foundation propone di destinare il 50% delle fees della Superchain per il riacquisto di token OP
Proposta di buyback per OP
La Optimism Foundation, organizzazione dietro allo sviluppo dell’omonimo layer 2 di Ethereum, ha annunciato una nuova proposta per sostenere il token OP.
Il nuovo piano proposto, prevede l’introduzione di buyback mensili del token OP, finanziati utilizzando il 50% delle fees generate dalla Superchain di Optimism stessa. Gli acquisti del token OP non avverrebbero sul libero mercato, bensì attraverso contratti OTC (Over The Counter), attraverso deal privati.
La proposta, presentata al pubblico l’8 gennaio, mira a restituire valore ai token holder di OP. Al momento attuale, infatti, il 100% delle fees generate dalla Superchain è stato dedicato a una tesoreria supervisionata dalla governance di Optimism. La proposal, infine, passerà al voto il 22 gennaio e, se approvata, sarà integrata a partire da febbraio.
Nel 2025, la Superchain di Optimism ha generato ricavi per 5.868 ETH, il cui valore ammonta, ai valori attuali, a circa $18 milioni di dollari. Questi ricavi, derivano dai numerosi layer 2 che hanno utilizzato OP Stack per sviluppare il proprio network, tra cui reti come Base di Coinbase, Ink di Kraken e World Chain di Worldcoin.
Ad oggi, infatti, la Superchain di Optimism è diventata un vero e proprio standard. Il team, infatti, riporta che “La Superchain ha conquistato il 61,4% della quota di mercato delle commissioni L2 ed elabora il 13% di tutte le transazioni di criptovalute”.
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Salvare l'"insalvabile"
La nuova proposta della Foundation, arriva in un momento di prolungata sofferenza per il token OP. Sebbene, infatti, la rete e lo stack tecnologico sia tra i più utilizzati, il distaccamento in termini di casi d’uso del token OP ha portato ad una continua decrescita in termini di prezzo.
Scambiato oggi a $0.315 dollari, il token ha chiuso un 2025 da incubo, con una performance del -85%. Un calo non indifferente, sopratutto considerando che, nel 2024, il token era già crollato del -53%.
Una price action che, ancora una volta, ci ricorda di quanto sia importante il distaccamento tra token ed ecosistema: TOKEN ≠ AZIONE.
Seppure con valori ancora contenuti, un eventuale approvazione di questa proposal potrebbe dettare la base per un nuovo futuro del token OP dove, grazie ad una redistribuzione del valore, le utilità iniziano ad essere “reali”.
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