Polymarket: in arrivo il divieto per funzionari Usa
I prediction market fanno discutere anche al Congresso Usa: la dem Nancy Pelosi presenta ddl per vietare l’utilizzo di Polymarket ai politici
I politici fuori da Polymarket
Un gruppo di 33 deputati democratici degli Usa, capitanati dall’ex Speaker della Camera Nancy Pelosi, ha annunciato il sostegno a un nuovo disegno di legge che impedirebbe ai funzionari pubblici eletti di scommettere su prediction market decentralizzati.
Il provvedimento, intitolato “Public Integrity in Financial Prediction Markets Act of 2026”, è stato formalmente presentato alla Camera dal rappresentante Ritchie Torres. Come riporta The Block, punta a bloccare la possibilità fare scommesse sulle piattaforme a membri federali, funzionari nominati dal governo, dipendenti dell’esecutivo e persino membri dello staff del Congresso. Questi potrebbero infatti ottenere informazioni non pubbliche attraverso le loro funzioni ufficiali a danno degli altri utenti, oltre a compromettere la trasparenza del settore.
La spinta legislativa nasce da recenti controversie, a partire da movimenti sospetti in relazione sull’uscita di scena dell’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro. Un utente in particolare avrebbe ottenuto profitti significativi sollevando domande sul potenziale uso improprio di informazioni privilegiate.
La proposta dem è molto simile nei principi allo STOCK Act, la normativa che dal 2012 proibisce a membri del Congresso di sfruttare informazioni non pubbliche per operazioni di compravendita su mercati tradizionali.
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Nuove regole per i prediction market
Secondo il testo del disegno di legge, verrebbero vietate le transazioni su mercati legati a decisioni politiche e esiti governativi, coinvolgendo anche consiglieri e staff parlamentari.
Tuttavia, a differenza dei mercati tradizionali supervisionati dalla CFTC o dalla SEC, realtà come Polymarket non dispongono ancora di norme chiare al pari dei prodotti finanziari classici. Anche questo ha alimentato le critiche sulla possibile manipolazione di informazioni riservate per profitto personale o politico, ed è chiaro che siano le stesse piattaforme a necessitare di un cambio normativo.
Kalshi, per esempio, si è già espressa a supporto per i principi della normativa, affermando come il divieto di insider trading sia già in vigore nelle sue regole interne, modellate su standard di mercati tradizionali come NYSE e Nasdaq.
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