2 min read 24 Dec 2025

Russia e crypto: regole più morbide per gli utenti retail

La banca centrale russa apre al trading crypto per il retail: limiti annuali di volumi, test di propensione al rischio e nuove regole per il 2026

Russia e crypto: regole più morbide per gli utenti retail

Nuova apertura da parte della Russia

In un contesto di adozione su larga scala, anche la Russia segna un nuovo passo avanti nel quadro normativo per il mercato crypto.

La Banca di Russia, infatti, sta preparando un nuovo quadro normativo per l’intero mercato, eliminando, con cautela, diverse restrizioni per favorire lo sviluppo del settore.

In un comunicato ufficiale, infatti, si evincono numerosi cambiamenti. Viene proposta una maggior apertura per il pubblico retail, con l’apertura al trading crypto anche agli utenti retail, seppur con diversi limiti, che tratteremo in seguito. In questa normativa, infatti, viene definita chiaramente una distinzione tra investitori qualificati e non, creando così una distinzione netta e conseguenti regole applicate.

L’apertura, seppur comunque limitata, è dovuta alla percezione di questo mercato. Nel comunicato, infatti, si afferma che: “la Banca di Russia considera ancora le criptovalute uno strumento ad alto rischio. Non sono emessi né garantiti da alcuna giurisdizione e sono soggetti a maggiori rischi di volatilità e sanzioni.”

I crypto asset e le stablecoin, infatti, vengono considerati come asset valutari ma, tuttavia, benché possano essere acquistati e venduti, non possono essere utilizzati come strumenti per i pagamenti.

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Come funzionerà il nuovo modello?

Nel nuovo quadro, inoltre, sarà ben definita la differenza tra investitori qualificati e non. Questa differenza, i cui criteri verranno definiti per legge, implica diverse possibilità per i due tipi di utenti.

Gli utenti non qualificati, a seguito di un test di propensione al rischio, potranno acquistare e vendere i crypto asset più liquidi, con un limite di 300.000 rubli (circa €3.000) annui per intermediario. Per gli investitori qualificati, invece, non ci saranno limitazioni di asset e di numeri. Sarà, tuttavia, proibito il trading di privacy coin.

Exchange, broker e fiduciari potranno operare con le licenze attuali. Inoltre, i residenti potranno acquistare e vendere crypto attraverso conti esteri, purché tutte le transazioni vengano correttamente dichiarate.

L’obiettivo è quello di completare il quadro legislativo entro il 1° luglio 2026 e, a partire dal 1 luglio 2027, avviare le sanzioni per gli operatori e per le operazioni non a norma.

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