2 min read 11 Dec 2025

Save the Children lancia il suo “fondo” Bitcoin

In collaborazione con Fortris, Save the Children abbraccia Bitcoin per rispondere alle nuove necessità delle ONG

Save the Children lancia il suo “fondo” Bitcoin

Save the Children sceglie Bitcoin

Il mondo degli aiuti umanitari, grazie all’ultima scelta di Save the Children, abbraccia Bitcoin ancora più a fondo. L’organizzazione umanitaria ha infatti annunciato il lancio del suo “Bitcoin Fund”, sviluppato insieme alla società Fortris (specializzata in infrastrutture digitali).

Il fondo è pensato per rispondere più velocemente alle crisi umanitarie di tutto il mondo, consentendo di ricevere donazioni in BTC e trattenerle fino a 4 anni (lasciando tempo all’asset di apprezzarsi), sfruttare la liquidità immediata delle criptovalute, e distribuire aiuti direttamente alle famiglie, in modo più rapido, trasparente e con costi più bassi rispetto ai canali tradizionali.

“Soluzioni fuori dagli schemi sono indispensabili per essere presenti quando i bambini ne hanno più bisogno”, ha dichiarato, nel merito, Janti Soeripto, presidente e ceo di Save the Children USA. “Questa tecnologia unisce rapidità, efficienza e inclusione finanziaria”.

Rispetto a molte ONG che accettano Bitcoin, Save the Children non si limiterà a convertirlo in fiat. Al contrario, tratterrà i BTC come riserva strategica e testerà soluzioni peer-to-peer in collaborazione con diversi sviluppatori. Si andrà a rispondere, quindi, con maggiore efficacia, alle esigienze di famiglie senza accesso ai servizi bancari.

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BTC strumento “umanitario”

Save the Children non è nuova al mondo crypto. Già nel 2013 è stata la prima grande ONG mondiale ad accettare donazioni in BTC, e attraverso l’iniziativa Hodl Hope ha raccolto milioni in asset crypto per emergenze in Ucraina, Gaza, Sudan e altri contesti critici.

Il Bitcoin Fund risponde anche a una precisa richiesta dei donatori, ovvero la libertà di decidere quando convertire BTC per  massimizzare l’impatto delle loro donazioni.

In più, si introduce in questo modo un modello non speculativo per utilizzare BTC, fornendo allo stesso tempo un framework concreto per enti che vogliono adottare asset digitali senza rinunciare a tracciabilità e compliance.

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