2 min read 17 Jul 2026

Trump e Truth: il ritratto del conflitto d’interesse

Un’analisi della CNN ha categorizzato tutte le “shillate” di Trump su Truth, che torna così al centro delle polemiche per i suoi investimenti personali

Trump e Truth: il ritratto del conflitto d’interesse

Nuovi problemi “finanziari” per Trump

Il presidente Usa Donald Trump, secondo una recente indagine della CNN, avrebbe acquistato azioni di 21 società nei giorni precedenti alla pubblicazione di post “favorevoli” su Truth Social.

L’analisi si basa sulla disclosure finanziaria del 2025, che include oltre 21.000 transazioni. Tra queste, sarebbero stati individuati almeno 44 acquisti di azioni a cui sono seguiti post “celebrativi” delle relative aziende.

Uno degli esempi riguarda Nvidia. Trump avrebbe acquistato tra $200.000 e $500.000 in azioni NVDA ad aprile. Pochi giorni dopo, Trump avrebbe lodato i piani di sviluppo della società negli Stati Uniti, promettendo anche di accelerare i permessi necessari ai progetti per Nvidia e aziende simili.

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La Casa Bianca respinge le accuse

L’amministrazione Trump ha negato l’esistenza di un conflitto d’interesse, sostenendo come Trump agisca nell’interesse dei cittadini americani.

Resta però una differenza importante rispetto alla prassi seguita da altri presidenti. Negli ultimi decenni, i presidenti Usa con partecipazioni azionarie hanno generalmente fatto ricorso a “blind trust”. Trump utilizza invece un trust gestito dal figlio Donald Trump Jr., per una struttura che non impedisce necessariamente al presidente di conoscere le proprie partecipazioni.

Molte altre operazioni non hanno avuto alcun messaggio corrispondente su Truth, e in alcuni casi il presidente avrebbe comprato azioni anche prima di criticare pubblicamente le società relative.

Il problema, però, resta che un presidente può influenzare mercati, regolatori, autorizzazioni e sentiment degli investitori, e anche una gestione formalmente separata degli asset può sollevare dubbi.

A rendere il quadro ancora più sensibile è poi il recente business di Trump Media. La società starebbe preparando il lancio di Truth API, un servizio pensato per vendere a banche e operatori finanziari accesso più rapido ai post di Truth Social.

In altre parole, al pubblico sarà offerta la possibilità di accedere prima a contenuti potenzialmente “market moving”, inclusi quelli dello stesso Trump. Un prodotto legale, secondo la società, ma politicamente “esplosivo”.

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