Anche UBS apre al trading crypto: passo enorme per BTC in Europa
Il più grande gestore patrimoniale europeo, UBS, ha aperto le porte al trading crypto. Per Bitcoin ed Ethereum può essere una svolta in Ue
La mossa di UBS
UBS, il più grande gestore patrimoniale europeo, dal peso specifico di $6.900 miliardi in asset, si sta preparando a compiere un passo storico, ovvero offrire il trading di criptovalute a una parte selezionata della propria clientela.
Secondo indiscrezioni riportate da Bloomberg, il gruppo bancario svizzero è attualmente impegnato nella selezione dei partner per strutturare l’offerta, con discussioni in corso da diversi mesi.
L’iniziativa segnerebbe un’evoluzione significativa rispetto alla posizione prudente mantenuta finora da UBS sul comparto crypto. In passato, la banca aveva definito le crypto come un “segmento limitato del più ampio universo dei digital asset”, evitando offerte dirette a causa dell’incertezza normativa.
Giusto martedì, il ceo Sergio Ermotti ha dichiarato come la prossima fase del sistema bancario globale abbia Bitcoin e asset digitali al proprio nucleo, sottolineando come la convergenza tra blockchain e finanza tradizionale sia ormai inevitabile.
I clienti “high-net-worth” potrebbero accedere Bitcoin ed Ethereum spot, ma ci saranno anche strumenti derivati, con un possibile rollout iniziale nell’area Asia-Pacifico e successivamente negli Stati Uniti.
Il progetto crypto si inserisce in una strategia più ampia. La banca ha infatti sperimentato soluzioni di tokenizzazione e finanza on-chain attraverso il progetto UBS Tokenize, in collaborazione con Chainlink e Swift, con il supporto della Monetary Authority of Singapore. Il primo caso d’uso ha riguardato fondi tokenizzati e soluzioni di liquidità digitale.
Le banche e la finanza del futuro
Con questa apertura, UBS si allinea ai principali colossi bancari internazionali già attivi nel settore, a partire da Standard Chartered, JPMorgan Chase e Morgan Stanley e Bank of America.
Il timing dell’apertura alle crypto coincide poi con una fase delicata per UBS. Ermotti ha confermato che lascerà la carica di ceo tra fine 2026 e primavera 2027, una volta completata l’integrazione di Credit Suisse, operazione che comporterà circa 3.000 tagli occupazionali in Svizzera.
Se confermata, l’offerta crypto di UBS rappresenterebbe uno dei segnali più forti finora dell’adozione istituzionale di Bitcoin nel private banking globale. Non più solo ETF o esposizioni indirette, ma trading spot e derivati per clienti con alto patrimonio, con il timbro di uno dei nomi più conservativi della finanza europea.
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