2 min read 13 Dec 2025

Vanguard: “Bitcoin è un Labubu digitale”, ma intanto apre agli ETF

Dagli uffici di Vanguard non escono parole buone per Bitcoin, associato ora alla catena di giocattoli Labubu… ma intanto il gestore apre agli ETF

Vanguard: “Bitcoin è un Labubu digitale”, ma intanto apre agli ETF

Vanguard ancora contro Bitcoin (o no?)

Il colosso finanziario Vanguard non ha mai riservato buone parole per Bitcoin, e anche sul finire del 2025 non si risparmia a criticare la prima criptovaluta. A questo giro ci ha pensato John Ameriks, global head of quantitative equity, che ha definito Bitcoin come un “Labubu digitale”: una moda speculativa, insomma, più simile a un oggetto da collezione.

Rispetto al passato, però, le parole non sembrano seguire ai fatti concreti, visto che sempre Vanguard ha ormai aperto ai propri clienti la possibilità di negoziare ETF crypto nonostante il persistente scetticismo interno.

Nonostante ciò, Ameriks ha liquidato Bitcoin come un asset privo delle caratteristiche fondamentali ricercate da Vanguard negli investimenti di lungo periodo. “È difficile per me pensare a Bitcoin come qualcosa di più di un Labubu digitale”, ha dichiarato Ameriks.

Il dirigente ha richiamato paragoni storici, a partire da quello con i tulipani olandesi del XVII secolo. E a rafforzare la sua tesi sarebbe anche l’elevata volatilità recente, con Bitcoin sceso a circa $90k e in calo del 29% rispetto ai massimi del 2025. Per Vanguard, questa instabilità resterebbe un ostacolo chiave alla costruzione di una tesi di investimento robusta.

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Ok alle crypto, ma senza endorsement

Nonostante il giudizio severo, tuttavia, Vanguard ha recentemente iniziato a consentire ai clienti di negoziare ETF e fondi legati alle criptovalute sulla propria piattaforma. Oggi, i clienti Vanguard possono accedere a prodotti esposti a Bitcoin, Ethereum, XRP e Solana, affiancando le crypto ad asset alternativi come l’oro.

Per Ameriks, non sarebbe una contraddizione. Ha chiarito infatti che Vanguard non fornirà alcuna consulenza attiva sulle criptovalute, e i clienti potranno investirci solo a propria discrezione. In poche parole, accesso sì, endorsement no.

Ma, secondo lui, la storia dell’asset è ancora troppo breve per supportare un’analisi affidabile:

“Se vedremo movimenti di prezzo coerenti in circostanze quali elevata inflazione, allora potremo discutere seriamente di una tesi di investimento”, ha sottolineato, infine, Ameriks. “Per ora, questo non c’è”.

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