Bitcoin cresce (anche) quando nessuno guarda

Il prezzo soffre, il sentiment retail indica paura ma le grandi porte della finanza si spalancano: bitcoin cresce, i freni non reggono più

Bitcoin cresce (anche) quando nessuno guarda

Introduzione al focus on di oggi

La crescita di un asset come bitcoin, non è esclusivamente dettata dal prezzo. Come il mercato insegna, un asset non prezza mai il reale valore attuale, ma prezza l’aspettativa che gli investitori ripongono nel futuro di questo asset.

Il paradosso, nel corso di queste settimane, è ben più che evidente. Da un lato, infatti, la debolezza nel prezzo, accompagnata dall’alta volatilità, portano il pubblico retail ad un sentiment che predilige la paura e la delusione, mentre, in profondità, qualcosa di sempre più significativo è all’orizzonte.

L’infrastruttura alle spalle, in questo caso relativa ad un concetto di adozione più che di tecnologia, è sempre più solida, in una fase di progressione che il pubblico retail osserva a fatica. “Bitcoin è morto”, “il -30%” è l’inizio del bear market”, “si salvi chi può”.

Non è un caso, infatti, che la comunicazione spinta sui media tradizionali, più che alla divulgazione miri al click e alla conversione. Tutti sul carro quando il prezzo sale, tutti a vendere in perdita quando il prezzo scende.

Il punto centrale di questo focus, verte esattamente su questo argomento: mentre la narrativa pubblica si concentra sul rumore, lo scenario di fondo cambia in modo silenzioso ma netto.

Macro e tentativo di bottom

Mentre un altra settimana giunge al termine, il contesto macro sembra raccontare una versione diversa dal sentiment retail percepito nel mondo crypto.

La fine dello Shutdown ha portato l’economia ad una visione più chiara con la pubblicazione dei dati. Ciò, oltre ad essere fondamentale per misurare la salute dell’economia, permette agli investitori di muoversi con maggior lucidità. I dati e le dinamiche macro sono due aspetti fondamentali per i movimenti del mercato. Impara a conoscerli, acquista ora i nostri servizi di formazione ad un prezzo mai visto, il black friday sta per terminare.

La Federal Reserve, inoltre, ha chiuso ufficialmente il ciclo di quantitative tightening, mettendo fine ad un processo di rimozioni di liquidità dal mercato. Come terza dinamica, infine, le previsioni quotano l’87% di probabilità di un taglio dei tassi per mercoledì prossimo, nel prossimo FOMC della FED.

In tutto ciò, inoltre, la debolezza percepita di bitcoin ha causato un dump importante, che per alcuni analisti potrebbe nascondere un retrogusto particolarmente positivo. Bitcoin reagisce molto più alla politica monetaria rispetto al canonico movimento osservato nel famosociclo dei 4 anni“.

Per gli analisti di Grayscale, autori della citata supposizione, questa dinamica potrebbe aprire spiragli positivi per il prezzo di BTC. L’attuale sotto performance di BTC nei confronti del Nasdaq, osservata poche volte dal 2020 ad oggi, insieme al quadro macro che, tra le altre cose, sta spingendo gli Indici USA verso nuovi massimi storici, potrebbe aprire le porte ad un 2026 positivo per il prezzo, addirittura, con l’aspettativa di nuovi ATH.

Vanguard: quando il secondo gigante dice “ok”

Il 2024 ha segnato un punto di svolta per Bitcoin. L’arrivo degli ETF ha spalancato le porte ad un nuovo pubblico e, al gestore patrimoniale più grande al mondo.

Blackrock, con il suo IBIT che ad oggi, dopo quasi due anni, è uno dei prodotti più profittevoli della società, ha agito da apripista ed oggi, trova una forte compagnia. Non solo, ad oggi, sono numerose le istituzioni che, con i propri prodotti, sono salite sul carro. Nella settimana, infatti, è arrivato un OK di rilevante importanza, il via libera di Vanguard, il secondo gestore patrimoniale al mondo.

È il caso di Vanguard che apre le porte a Bitcoin e agli ETF spot crypto. In questo caso, non parliamo di emissione di prodotti proprietari, bensì dell’abilitazione al trading di questi strumenti per i propri clienti.

Questa apertura, di una compagnia da quasi $11.000 miliardi in gestione, spalanca gli investimenti in ETF ad un bacino di oltre 50 milioni di clienti. Nessuna necessità di uscire dalla piattaforma, ma una vera e propria integrazione di ETF spot dedicati a BTC, ETH, SOL e XRP, accessibili a milioni di clienti senza uscire dalla zona di comfort.

Blackrock, Vanguard e Fidelity. Le tre più grandi compagnie al mondo in termini di AUM sono oggi tutte e tre protagoniste, all’interno di uno dei settori più rivoluzionari delle ultime decadi.

Si a BTC nei portafogli di investimento

Immaginiamo questa conversazione tra due amici interessati agli investimenti ed alla costruzione di un portafoglio personale.

2020

Alberto: “Sono appena uscito dalla banca, il mio consulente finanziario mi ha consigliato di investire il 4% del mio portafoglio in bitcoin”. Franco: “Cambia consulente. E magari querelalo”.

2025

Alberto: “Sono appena uscito dalla banca, il mio consulente finanziario mi ha consigliato di investire il 4% del mio portafoglio in bitcoin”. Franco: “Puoi darmi il numero del tuo consulente? Il mio consulente continua a dirmi di lasciar perdere quella sciocchezza”.

Sia chiaro, riportiamo questo esempio in maniera completamente figurata, anche se ci aiuta a comprendere in maniera chiara il cambio di percezione nei confronti di bitcoin. Oggi Bitcoin entra nei portafogli delle persone non solo tramite ETF o broker, ma attraverso i consulenti finanziari delle proprie istituzioni di riferimento.

Bank of America ha avviato le procedure per permettere ai suoi 15.000 advisor di consigliare un’esposizione tra l’1% e il 4% nei propri portafogli di investimento. Questo cambiamento di narrativa, ha una duplice funzionalità. Non solo grazie agli ETF, chiunque oggi può custodire crypto asset in maniera regolamentata, senza la necessità e la capacità di gestire una propria auto custodia. L’abilitazione per i consulenti di indicare BTC come asset di investimento agisce come termometro per il cambiamento.

In fondo, lo sappiamo tutti, sono veramente poche le persone che, con autonomia e competenze selezionano i propri investimenti personali. È molto più facile pagare una provvigione ad un professionista, il quale può fornire, secondo alcune linee guida, la miglior asset allocation per il cliente.

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Tutto cambia e, nonostante l’attuale fase di mercato, non osservare quanto accade intorno a noi è un pericolo strutturale.

Interesse istituzionale, paura retail

Il paradosso di questa fase di mercato sta proprio nella narrativa. In termini di comunicazione, sopratutto nei media italiani, essa non cambia. Tutti sul carro quando le cose vanno bene, tutti a far valere la propria (dubbia) opinione bearish al primo pullback.

Ciò che cambia, tuttavia, è la percezione. In un contesto dove, le linee guida normative sono delineate, il recente endorse di Vanguard e Bank of America è un vero e proprio cambio di paradigma.

Non un adozione con i prezzi sui massimi e il sentiment retail spinto dall’euforia, bensì il contrario. I due recenti annunci della settimana, infatti, arrivano nel momento di massima paura per la percezione degli utenti al dettaglio, quasi (completamente) disinteressati dall’andamento attuale del mercato.

Siamo veramente di fronte ad un punto di svolta per la percezione di questo asset? Non ci sentiamo di difendere un opinione a spada tratta ma forse, l’analisi riportata da Grayscale, riscontra delle aspettative ben più attendibili di quanto si possa pensare.

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