Bitcoin -22% da gennaio: il peggior inizio anno della storia
Nei primi 50 giorni del 2026 bitcoin perde il 22%: il peggior inizio anno nella storia della più grande criptovaluta
Anomalia storica
A 50 giorni dall’inizio del 2026, bitcoin registra la peggior performance iniziale nella storia. BTC è in calo del -22% da inizio anno, dopo aver chiuso un gennaio in perdita del 10%, con un calo che ha preso velocità nel mese di febbraio, e che oggi si attesta ad un -13%.
Secondo i dati storici, bitcoin non ha mai registrato cali consecutivi nei primi due mesi dell’anno. Nei precedenti cicli ribassisti, come nel caso del 2015, 2018 e 2022, i ribassi di gennaio sono stati più marcati, con perdite comprese tra il -16% e il -33%, in parte recuperati, però, nelle mensilità successive.
In questo caso, sebbene restino ancora 8 giorni alla chiusura mensile, la dinamica di mercato sembra quella di rompere questo schema ripetitivo.
Il dato assume ulteriore rilevanza osservando la chiusura annuale di bitcoin. Storicamente, infatti, l’anno successivo all’halving, che cade in parallelo alle elezioni per la presidenza USA, non aveva mai chiuso una performance negativa. Mai, prima del 2025, dove la candela annuale ha registrato un -6.3%.
Debolezza oltre la media
I dati on-chain rafforzano la lettura di anomalia. Secondo Checkonchain, dopo 50 giorni l’indice medio in un anno ribassista si attesta intorno a 0,84. Oggi Bitcoin si trova a 0,77, un livello che evidenzia una pressione superiore alla media storica. Le pressioni a ribasso, tuttavia, non finiscono qui.
Osservando il grafico, infatti, bitcoin è vicino a chiudere la quinta candela ribassista consecutiva. L’ultima volta che abbiamo raggiunto 5 settimane di ribasso consecutive, era il periodo aprile-maggio 2022, in concomitanza del crollo dell’ecosistema Terra-Luna. In quel contesto, il calo è durato per 8 settimane con una perdita cumulativa del -35% circa.
La situazione non cambia osservando il grafico mensile. Sono infatti 5 mesi consecutivi di ribassi per BTC, con un calo totale del -52%. Per tornare ad un periodo così consistente di ribassi, bisogna tornare al secondo semestre del 2018. Per sei mesi consecutivi, infatti, il prezzo non ha fatto altro che scendere, con un calo cumulativo del -57%.
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