2 min read 18 Jul 2026

Cipollone (BCE) dalle banche italiane: ribadito il NO alle stablecoin

Piero Cipollone (BCE), all'assemblea di Federcasse, ha ribadito come le stablecoin potrebbero danneggiare i depositi degli investitori

Cipollone (BCE) dalle banche italiane: ribadito il NO alle stablecoin

La linea BCE e l’euro digitale

La BCE ribadisce la propria posizione e torna ad attaccare le stablecoin. Lo ha fatto, questa volta, tramite Piero Cipollone all’assemblea di Federcasse (Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo), dove si è ribadita la posizione di Francoforte: le stablecoin in euro potrebbero mettere sotto pressione i depositi delle banche tradizionali.

Secondo questo ragionamento, se cittadini e imprese iniziassero a usare stablecoin private per pagamenti, risparmio e trasferimenti digitali, una parte della liquidità oggi “parcheggiata” nei conti bancari potrebbe spostarsi fuori dal sistema tradizionale.

Per le banche cooperative il tema è particolarmente sensibile. Il loro modello di business dipende infatti in larga parte dai depositi retail, e in misura maggiore rispetto ai grandi gruppi bancari.

Non sorprende, quindi, che il messaggio di Cipollone sia arrivato proprio davanti a questo pubblico specifico. Secondo la BCE, le banche starebbero già perdendo terreno nei pagamenti digitali, sia in termini di commissioni, sia di dati sulle transazioni dei clienti. L’arrivo di stablecoin private potrebbe accelerare questo trend, rovinando ulteriormente il ruolo degli istituti nel rapporto quotidiano con gli utenti.

Dal 1° Luglio 2026, la normativa europea ha bloccato in modo definitivo le piattaforme non conformi. Chi è senza licenza MiCA è stato costretto a chiudere le attività in Europa, evitando di diventare illegale. Scopri QUI chi è conforme sullo Spot e chi possiede la Licenza MiFID II per offrire legalmente il trading di derivati.

La risposta è l’euro digitale

Per Cipollone, una valuta digitale emessa dalla banca centrale permetterebbe di preservare il ruolo della moneta e, allo stesso tempo, mantenere le banche dentro l’ecosistema dei pagamenti.

Il punto è finanziario e strategico. La BCE teme infatti che l’Europa finisca per essere sempre più dipendente da infrastrutture di pagamento non europee. E le stablecoin possono rappresentare un rischio ulteriore per la stabilità finanziaria, soprattutto se sottraggono depositi alle banche e spostano una parte dei pagamenti verso circuiti privati difficili da controllare.

La BCE ha già svelato un pilot dell’euro digitale di 12 mesi che coinvolgerà banche, fintech e operatori del settore in tutta l’Eurozona. I test dovrebbero partire nella seconda metà del 2027, e riguarderanno una versione beta della valuta, ancora priva di valore legale.

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