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Cosa si rischia a investire in bitcoin?

Che cosa si rischia a investire in bitcoin? Dall'errore umano ai pericoli informatici, ecco il lato oscuro della medaglia di un investimento in BTC

Cosa si rischia a investire in bitcoin?

Cosa si rischia a investire in bitcoin?

Le criptovalute, con BTC in testa, possono essere un’ottima scelta di investimento, ma cosa si rischia a investire in bitcoin?

Non dobbiamo tenere la testa sotto la sabbia: tra attacchi informatici, volatilità, errore umano e pratiche truffaldine, ci sono molti pericoli che richiedono massima attenzione e preparazione per essere evitati.

Oggi, in sequenza, parleremo di volatilità e perdite, rischi informatici, truffe, furti ed errore umano. Vogliamo che tra chi investe ci sia consapevolezza, così da mettersi al riparo il più possibile; ecco quindi quello che devi sapere.

Approfondisci: la criptovaluta bitcoin

Volatilità bitcoin e perdite finanziarie

Probabilmente la criticità più conosciuta: volatilità e perdite finanziarie.

Bitcoin è la criptovaluta più matura, capitalizzata e stabile, il che la rende piuttosto sicura. Tuttavia, non dobbiamo farci ingannare: “stabilità” è un concetto relativo quando si parla di crypto e le perdite giornaliere possono essere pesanti se confrontate a quelle di altri asset.

bitcoin perdita

Un giorno, -7%: tutto normale con bitcoin, anche in senso opposto. Fonte TradingView

Qui chiaramente entrano in gioco la psicologia, gli obiettivi di investimento e l’esperienza di chi opera sul campo. Soprattutto, l’aspetto più importante è la tolleranza al rischio: per gestire la pressione, talvolta piuttosto elevata, serve il giusto profilo di investitore.

Una persona abituata a un’operatività prudente e conservativa (immaginiamo chi detiene solo bond di altissimo rating) troverà in bitcoin le montagne russe e potrebbe non digerire bene il giro sulla giostra. Senza chiamare in causa eventuali investimenti su Ethereum, altcoin o DeFi, che sono pure peggio. Insomma: meglio evitare di maneggiare se non si ha tutto ciò che serve per farlo.

Volatilità e rischi di perdite finanziarie sono una faccia della medaglia. Dall’altro lato, bitcoin dona la possibilità di incassare guadagni importanti anche in tempi ridotti, diversificare e tutelare il capitale. Se si possiede il giusto mix di conoscenze ed esperienze, questa criptovaluta è perfetta per alzare il livello qualitativo del proprio portafoglio di investimento (a patto di non esagerare).

"Volatilità e rischi non sono per tutti..."

51% attack Bitcoin

Entriamo nel regno dei pericoli informatici parlando del 51% attack su bitcoin.

Semplificando al massimo il concetto: se i partecipanti alla blockchain Bitcoin diventano per oltre il 50% malevoli, questi riuscirebbero a modificare le transazioni a loro piacimento.

La fiducia nei confronti del network andrebbe persa, così come il valore della coin finirebbe pesantemente intaccato dalla situazione.

La possibilità che ciò avvenga c’è, non lo nascondiamo, ma è decisamente remota. Bitcoin si basa su una rete decentralizzata che, nonostante la crescita di singole realtà, mantiene un’ampia distribuzione.

In aggiunta, l’algoritmo di consenso Proof-of-Work è tarato per alzare o abbassare il livello di difficoltà del processo di mining. Questo è essenziale per la creazione di nuove coin BTC, nonché per la validazione delle transazioni avvenute sul network. Di conseguenza, è difficilissimo (se non impossibile) raggiungere una potenza di calcolo sufficiente a prendere il controllo della blockchain: i costi energetici e di hardware sarebbero estremi e non si riuscirebbe a rientrare dall’investimento.

Possiamo dire che Satoshi Nakamoto, il misterioso inventore di Bitcoin, pensò proprio a tutto!

5$ wrench attack

Questo non è un rischio legato solo a bitcoin e alle criptovalute, ma purtroppo si presta piuttosto bene al nostro settore.

Il 5$ wrench attack è un pericolo concreto, non isolato al mondo digitale. Molto in breve: anziché provare ad attaccare in modo informatico il nostro wallet, per tentare di sottrarci bitcoin o altre crypto, i malfattori se la prendono direttamente con noi, fisicamente. Il concetto è minacciare (e fare del male) per ottenere il maltolto, bypassando l’efficace protezione offerta dai moderni wallet crypto.

Evitare questa tipologia di pericolo è più facile di quello che sembra: dobbiamo preservare la privacy e non raccontare a chiunque degli investimenti in bitcoin e criptovalute. Ad esempio, pubblicare su Instagram il saldo del wallet, o i guadagni conseguiti in un giorno particolarmente positivo, mostra al mondo che possediamo un dato asset; purtroppo, risalire alla nostra identità e locazione è ormai molto semplice, sempre “grazie” ai social e alla condivisione continua dei dati.

Quindi, proteggiamoci con alcune semplici regole:

  • Restiamo riservati ed evitiamo di condividere sui social quante crypto abbiamo.
  • Non pubblichiamo dove abitiamo e lavoriamo. Questa è una buona pratica anche per evitare altre situazioni spiacevoli, come i furti in casa durante assenze annunciate sui social.
  • Evitiamo la diffusione massiva di dati sensibili, inclusi indirizzo email e numero di telefono.

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Truffe crypto, phishing & co.

Arriviamo a un punto sfortunatamente ricco di scelta, che rende impossibile elencare tutte le varianti una a una.

In generale, complice il successo delle crypto negli ultimi anni, le truffe a tema abbondano. Dalle piattaforme che sembrano perfettamente legittime (ma non lo sono) ai finti consulenti finanziari, dai messaggi falsi degli exchange ai link malevoli, ci sono davvero tantissime pratiche da cui dobbiamo tutelarci. Per fare ciò, possiamo partire dal nostro Corso sulla sicurezza crypto, gratuito per tutti gli utenti della nostra piattaforma di formazione TCG Learn.

Ora qualche best practice da rispettare per ridurre i rischi:

  • Operare solo su piattaforme DeFi e CeFi conosciute, evitando le realtà più esotiche. Assicurarsi di accedere sui portali giusti e non su copie (talvolta ben fatte) create per truffare i malcapitati. Utilizzare siti come DefiLlama ci aiuta in questo senso: sono inclusi i link corretti di ciascun protocollo DeFi. Quanto agli exchange, attenzione ai dettagli; osservare l’url in cerca di anomalie (ad esempio, Bybit.eu è corretto, ma non lo sarebbe se fosse Bybitt.eu).
  • Non rispondere a chiamate, email, messaggi SMS, WhatsApp e Telegram di sconosciuti. Attenzione anche ai canali fasulli; ad esempio, sappiamo che esistono canali YouTube TCG falsi, così come su Telegram. Le piattaforme li rimuovono periodicamente, ma poi ne compaiono altri. Se vuoi seguirci, ecco i canali corretti: YouTube, Telegram.
  • Mai fornire la seed phrase a qualcuno, MAI, a prescindere dal soggetto interessato. Nessuno, exchange e assistenza clienti inclusi, ci deve chiedere la seed phrase del nostro wallet crypto; se lo fanno sono dei truffatori e non la vera assistenza. Approfondisci qui che cos’è la seed phrase.
  • Non cliccare su link sospetti ricevuti via mail o messaggio. Spesso si architettano metodi che spingono a cliccare, tipo “hai ricevuto dei bitcoin” o “ti abbiamo bloccato i fondi”: sono tutte truffe, mai cliccare e contatta direttamente la reale assistenza clienti. Questa regola vale anche con messaggi da corriere espresso, banca, emittenti della carta di credito e via dicendo.
  • Ragionare sempre in maniera diffidente e fare un doppio check. Se si viene contattati dall’assistenza clienti di un exchange, spiegare che non si è certi al 100% che sia effettivamente così e richiamare in prima persona per evitare qualsiasi problema.

Errore umano e blockchain

Ultimo, ma non certo per importanza, l’errore umano.

Operando con la blockchain non si ha accesso all’assistenza clienti che avremmo spostando i fondi da una banca all’altra. Perciò, dovremo essere certi di indicare correttamente i dati inseriti prima di ciascuna transazione. I campi in questione sono essenzialmente tre:

  • La blockchain che intendiamo utilizzare
  • L’address del destinatario
  • L’importo

Sul primo punto, assicuriamoci che la blockchain utilizzata sia la stessa di mittente e ricevente. Ad esempio, inviare dei bitcoin partendo da rete Bitcoin, ma indicando come indirizzo destinatario uno su Bitcoin Cash, potrebbe farci perdere i fondi. Se non c’è di mezzo un bridge o un wallet con funzionalità avanzate, ma entriamo in un territorio più complesso, rispettiamo la regola “stessa blockchain in uscita ed entrata”.

L’address del destinatario è un po’ come l’IBAN. Dovremo essere certi di averlo scritto correttamente, rileggendolo più volte. Per evitare ogni rischio, si consiglia di fare sempre copia-incolla e di non scriverlo in prima persona. Leggiamolo e rileggiamolo più volte: meglio perdere 2′ in più che i fondi!

Beh, sembra banale, ma attenzione anche all’importo che intendiamo muovere. Controlliamo che la virgola e gli zeri siano al loro posto per non ritrovarci con brutte sorprese.

Chiudiamo così il nostro viaggio tra i rischi di bitcoin. Il nostro obiettivo non è scoraggiare l’operatività, anzi: vogliamo fare la nostra parte per aiutare a rendere l’utilizzo di questa blockchain e criptovaluta il più sicuro possibile.


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