Analisi fondamentale: studiare per investire

Strumento indispensabile per gli investitori, l'analisi fondamentale getta le basi per strategie di investimento a lungo termine solide e profittevoli

Analisi fondamentale: studiare per investire

Che cos'è l'analisi fondamentale in pillole

L’analisi fondamentale è il cuore di ogni strategia di investimento, indispensabile per poter comporre un portafoglio da detenere nel medio e lungo periodo.

Dimentichiamo grafici e indicatori: siamo su un piano totalmente differente rispetto all’analisi tecnica.

L’analisi fondamentale consiste nello studio di tutte le caratteristiche di un determinato asset: progetti, andamento delle vendite, prospettive future, problematiche e stato di salute del bilancio sono solo alcuni dei punti da mettere sotto la lente d’ingrandimento.

In questo modo, noi investitori siamo in grado di ottenere la fotografia della situazione presente, oltre all’anticipazione di quello che potrebbe essere il futuro.

Dopotutto, chi andrebbe a versare capitali nelle azioni di una compagnia allo sbando? l’analisi fondamentale è semplicemente questo: capire se l’asset è sano e con un futuro luminoso davanti, così da poter beneficiare di ottimi guadagni tra diversi anni.

In questo articolo impareremo a conoscere meglio questo indispensabile strumento, concentrandoci soprattutto sul settore delle criptovalute.

L’analisi fondamentale è tanto importante quanto facile da comprendere ed applicare: nella maggior parte dei casi basta buon senso, calma e una minima esperienza per ottenere grandi risultati 🙂

Qual è la differenza tra analisi tecnica e analisi fondamentale?

Prima di procedere dobbiamo conoscere perfettamente la distinzione fra le due analisi: fondamentale e tecnica.

Come abbiamo detto poco fa, la prima consiste nello studio dell’asset e di quello che c’è dietro.
L’obiettivo è quello di individuare le opportunità con il miglior potenziale, investirci e attendere con fiducia che il tempo faccia il suo corso. I numeri sono importanti ma non si dà peso all’andamento corrente del prezzo.

Al contrario, l’analisi tecnica è totalmente concentrata su grafici, trend, statistiche e via dicendo. Essa è la compagna di viaggio dei trader e mira a evidenziare opportunità di speculazione. Perciò, questo strumento è dedicato soprattutto all’operatività di breve termine.
In questo articolo sull’analisi tecnica è possibile approfondire.

Per capire meglio le differenze, facciamo un esempio immaginando le azioni dell’azienda XYZ.

Nell’analisi fondamentale ignoreremo il grafico e studieremo l’azienda stessa: progetti per il futuro, arrivo di nuovi prodotti, volumi di vendita nel corso del tempo, stato di salute del bilancio e via dicendo.
Saremo in grado di capire se la XYZ è valida, così da poter eventualmente investirci in ottica futura (3, 4, 5 anni o persino oltre i 10).

Con l’analisi tecnica andremo invece a visualizzare il grafico, individuare il trend, consultare lo storico dei prezzi e dei volumi.
In questo modo saremo in grado di decidere se l’operatività che avevamo in mente è valida, oppure potremo impostarne una ad hoc: ad esempio, il trend è al ribasso e dovrebbe proseguire? allora opteremo per delle posizioni short, così da vendere le azioni della XYZ allo scoperto, comprandole a prezzo più basso in seguito.

Perciò, analisi tecnica e fondamentale condividono solo la parola “analisi”: per il resto c’è davvero tanta differenza.

Tuttavia, esse possono essere combinate per offrire una visione d’insieme completa: l’azienda XYZ è solida e con ottimi progetti per il futuro. In questo momento però l’analisi tecnica mostra che il trend è al ribasso. Potremo quindi posticipare l’acquisto delle azioni, così da ottenere un miglior prezzo.
In ogni caso, quest’ultimo punto non è d’obbligo: se i fondamentali sono buoni restano tali indipendentemente dal valore attuale dell’asset.

Un piccolo “dettaglio” finale: non è raro che l’analisi tecnica vada a contrastare con quella fondamentale. Un esempio è quanto scritto due righe sopra: buona analisi fondamentale (perciò crescita futura) in contrasto con l’analisi tecnica (trend negativo).
In base alla strategia che abbiamo in mente, dovremo quindi decidere se ignorare questa cosa o sfruttarla a nostro vantaggio.

"Se combinate, analisi tecnica e fondamentale possono essere strumenti utilissimi e complementari"

Investimento o trading?

Promettiamo: questa sarà l’ultima premessa!

Investimento o trading, citati nelle righe passate, sono due cose totalmente diverse.

Il primo ha una vita lunga, si basa sull’analisi fondamentale e può portare a guadagni nel tempo.
Un investimento è come un albero appena piantato: occorrono tanta pazienza e cura prima di poterne raccogliere i frutti. Una volta cresciuto l’albero sarà solido, dotato di radici profonde e duraturo nel tempo.

Il trading si fonda sull’analisi tecnica e punta a guadagni speculativi. Potenzialmente, l’operatività sul si esaurisce anche in pochi minuti.
Qui abbiamo a che fare con una piantina stagionale: cresce con frenesia e i suoi doni spuntano velocemente. Terminato il suo compito, essa si spegne.

Investimento significa credere in un progetto ed entrare a farne parte.

Trading vuol dire invece ignorare il valore intrinseco dell’asset e puntare a guadagni rapidi.

Nessuno dei due è migliore dell’altro: dipende dalle strategie che vogliamo seguire.

Nell’approfondimento che segue approfondiamo meglio la differenza tra investimento e trading.

Ora siamo davvero pronti a continuare!

"Attenzione: investimento e trading sono due realtà completamente diverse e non andrebbero confuse"

Analisi fondamentale e criptovalute: gli elementi indispensabili

Studiare i fondamentali è più semplice che svolgere un’analisi tecnica: niente grafici né setup, nessuna frenesia o psicologia del mercato da considerare.

Tuttavia, quando si deve approfondire un progetto crypto non è comunque un compito leggero.

Vediamo quindi quali sono gli elementi più importanti su cui focalizzarsi, così da poter essere pronti a scovare tutte le nuove opportunità.

IL PROGETTO

La prima cosa da studiare è il progetto nel suo insieme. Che si tratti di una blockchain dotata di coin propria o di un semplice token, dovremmo porci queste domande:

  1. Qual è l’obiettivo del progetto?
  2. Vengono soddisfatti dei reali bisogni?
  3. Com’è composto il team?
  4. Ci sono delle partnership importanti in corso?
  5. Quali sono le tappe previste?

Ovviamente l’elenco non è esaustivo.
Le risposte le potremo dedurre dalla lettura di documenti ufficiali, whitepaper, comunicati stampa, articoli, interviste e via dicendo.
C’è dietro un vero e proprio lavoro di investigazione ma dopotutto si tratta dei nostri soldi 🙂 .

Facciamo un esempio e pensiamo a MakerDAO rispondendo alle domande poste sopra.

  1. L’obiettivo del progetto è quello di creare un ecosistema per una stablecoin totalmente decentralizzata.
  2. Assolutamente sì: decentralizzazione e libertà sono alla base del panorama crypto. Gli utenti avevano bisogno di una stablecoin priva di grosse aziende dietro e MakerDAO ha riempito questo bisogno.
  3. Il team è composto da personaggi con una comprovata esperienza nel mondo della finanza, delle criptovalute, del marketing e della programmazione.
  4. MakerDAO offre un ecosistema completo. Diversi attori di primo piano implementano la coin DAI, la accettano e consentono di scambiarla.
  5. La documentazione mostra i vari obiettivi prefissati. La crescita è stata finora molto positiva e la governance garantisce un continuo miglioramento e sviluppo.

Detto questo, saremmo in grado di dire che MakerDAO è effettivamente un progetto affidabile.

Ogni volta che ci imbattiamo in una coin o progetto di dubbio valore pensiamo a queste semplici domande.

TOKENOMICS

Nel mondo delle criptovalute si deve prestare tanta attenzione alla tokenomics, cioè l’insieme delle informazioni relative alla coin o al token di nostro interesse.
Alcuni elementi che dovremmo considerare:

  • Supply massima: è presente? Se sì, qual è? Per i meccanismi di domanda e offerta, c’è una bella differenza tra una supply di 10 milioni e una di 100 miliardi.
  • La supply massima è già disponibile o la si raggiungerà tra anni? Nel caso ci volesse del tempo, in che modalità?
  • La coin è deflazionaria? Se sì, in che misura?
  • Qual è la distribuzione degli esemplari? È ovvio che se il 50% delle coin è nelle mani del team c’è da stare attenti.

Anche in questo caso, l’elenco non è completo e vuole solo dare qualche spunto di riflessione.

ORIGINALITÁ

Il progetto in questione è qualcosa di innovativo e originale oppure un clone di qualcosa di già visto?

Prestiamo attenzione anche a dettagli come questo (che poi non lo sono per niente).

COMMUNITY

Quante persone stanno seguendo il progetto? Quanto sono esaltate?

Solitamente, se il numero è grande e l’hype alle stelle meglio aspettare che la bolla si sgonfi prima di investire. Questa osservazione vale a prescindere da quanto il progetto possa essere innovativo, originale e dall’alto potenziale.

Attenzione anche a quei casi in cui una community forte maschera le lacune dell’oggetto di studio: potremmo cadere in trappola, investire e poi scoprire che il progetto non è poi sta gran bellezza come pensavamo!

OLTRE LE CRIPTOVALUTE

Qualche piccola nota per operare nel mondo della finanza.

Sarà fondamentale lo studio dei bilanci e dello stato di salute dell’intero settore merceologico dell’azienda prescelta.

Dovremo inoltre valutare i piani per il futuro, nonché le eventuali criticità che potrebbero presentarsi sul cammino.

Particolare attenzione andrà riposta nelle figure chiave dell’azienda, inclusi eventuali cambiamenti.

Dopodiché, se tutto sarà positivo, potremo procedere ad acquistare le azioni o gli asset legati all’azienda stessa.

Analisi fondamentale e criptovalute: gli elementi indispensabili

Portafoglio e rischi

Dopo aver svolto l’analisi di un progetto dobbiamo capire che percentuale del nostro portafoglio d’investimento dovrà ricoprire.
Non esiste un numero perfetto: sta a noi scegliere.

La diversificazione è una cosa molto importante ma non deve diventare dispersione: meglio seguire 4/5 progetti, detenendone le coin, piuttosto che avere le mani in pasta dovunque.
Così facendo avremo un miglior controllo degli asset e saremo in grado di seguirli con più efficacia.
Infine, andremo a ottimizzare i capitali che abbiamo deciso di investire.

Fondamentale prestare la massima attenzione ai rischi crypto. Ad esempio, un portafoglio di sole altcoin, magari emergenti, sarà sicuramente più volatile (e rischioso) di uno composto da Bitcoin, Ethereum e stablecoin.
Dobbiamo sempre ricordare una delle massime più importanti nel mondo degli investimenti:

“Il toro sale con le scale, ma l’orso scende con l’ascensore”

Infatti, monete che fanno il x10 in una settimana, in quella seguente potrebbero perdere parte o anche la totalità dei guadagni ottenuti in un solo giorno.

Per approfondire bene il tema, ecco due articoli perfetti dove parleremo di costruzione del portafoglio, ribilanciamento e PIC&PAC.

Portafoglio e rischi

Analisi fondamentale: comprendere il potenziale di un progetto

Abbiamo visto come l’analisi fondamentale sia lo strumento irrinunciabile per impostare strategie di medio e lungo termine.

In questa tipologia di investimento, pazienza e costanza non devono mancare. Dopotutto, stiamo per iniziare su un cammino lungo anni e ne dobbiamo essere consapevoli.

Attualmente, il capitale investito in tutto il settore crypto è minore di quello della sola Apple.
Questo ci deve far capire quanto questo settore sia all’inizio della sua corsa: non c’è alcun motivo di avere furia o di voler ambire ad acquistare monete di progetti insulsi con ritorni altissimi ma con scarse probabilità che si verifichino davvero.

Il treno delle criptovalute è ancora fermo in stazione, non dobbiamo aver paura di perderlo: prepariamo i bagagli, studiamo il percorso, facciamo i biglietti, saliamo e mettiamoci comodi.

L’articolo è finito ma questo è solo l’inizio: nel video che segue andremo a ripassare quanto appena detto e studieremo le cose più in profondità…buona visione!


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