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Rischi delle criptovalute: quali sono e come affrontarli

Parliamo spesso dei rischi legati alle criptovalute ma quali sono? Ecco una carrellata dei principali per metterci al riparo da perdite e situazioni spiacevoli

Rischi delle criptovalute: quali sono e come affrontarli

Criptovalute: opportunità e tanti rischi

“Le criptovalute sono rischiose”

“Prestare la massima attenzione e valutare attentamente tutti i pericoli”

“Utilizzando questa piattaforma ci si espone ai rischi che porta con sé”

Chi ci segue abitualmente avrà letto frasi simili decine di volte. In generale, si tratta di avvertimenti presenti nella maggior parte dei portali dedicati all’approfondimento del mondo crypto.

Gli investitori più esperti sanno di cosa stiamo parlando: probabilmente sono già rimasti scottati una o più volte. Però, non tutti conoscono nel dettaglio quali siano effettivamente i rischi.

Questo approfondimento è interamente dedicato all’esplorazione dei principali pericoli legati al mondo delle criptovalute. Dalle criticità della finanza decentralizzata alla volatilità di coin e token, cercheremo di non tralasciare nulla.

Investire è un’esperienza elettrizzante ma al tempo stesso coraggiosa. Ci si mette in gioco non solo economicamente ma anche mentalmente. Si sviluppano nuove conoscenze teoriche e si impara a padroneggiare l’insieme di emozioni che segue le fasi del mercato. Insomma, è un mestiere affascinante ma complesso.

Le criptovalute aggiungono ulteriore carico sulle nostre spalle: si tratta di asset giovani, non imbrigliati dalle regolamentazioni e capaci di fluttuare notevolmente. Inoltre, nuovi progetti come quelli della finanza decentralizzata sono ancora sperimentali.

In uno scenario come quello appena descritto, è necessario avere chiaro quali siano i pericoli, nonché riconoscerli prontamente. Ancora meglio, dovremmo essere in grado di affrontarli.

Ecco quindi una carrellata dedicata ai rischi delle criptovalute. Non faremo miracoli ma speriamo di fornire qualche conoscenza utile a “sopravvivere nella giungla” che c’è la fuori.

Mettiamo subito in evidenza un punto importante: non è detto che ogni progetto porti con sé tutte le criticità che andremo a elencare. Grazie allo studio e all’esperienza saremo capaci di leggere le situazioni ed evitare quelle più pericolose.

Più nel dettaglio, in questo articolo ci occuperemo innanzitutto del principale rischio legato alle criptovalute: la volatilità. In verità, questa è più che altro una certezza.

Analizzeremo anche i pericoli propri dei vari progetti, quali crash improvvisi e fallimenti.

Sposteremo poi il focus sulle regolamentazioni, prendendo in considerazione delle casistiche che andrebbero a danneggiare il comparto crypto.

In seguito, dedicheremo un paragrafo ai rischi della DeFi (finanza decentralizzata). Li citiamo e descriviamo spesso in svariati articoli, qui li troveremo tutti nello stesso luogo.

Non mancherà una sezione concentrata sulla CeFi: seppur centralizzati, anche questi servizi portano dei rischi che è bene conoscere.

Come tocco finale, uno dei pericoli maggiori: noi stessi. Vedremo come tutelare le nostre criptovalute ed evitare di metterci i bastoni tra le ruote.

Iniziamo con il primo punto: la volatilità.

Criptovalute e volatilità

La volatilità delle criptovalute è gioia e dolore degli investitori.

Talvolta, un ingresso al momento giusto può portare a guadagni da capogiro. Pensiamo al caso in cui si acquista una coin a meno di un dollaro e, pochi mesi dopo, il valore schizza a decine. Questi eventi non sono rari e le plusvalenze generate risultano importanti.

Al tempo stesso, il meccanismo funziona (purtroppo!) al contrario: come è possibile ottenere un +1000% in un mese, può accadere l’esatto contrario.

Le criptovalute sono asset giovani e ancora di nicchia. Certo, l’adozione sta crescendo ma è comunque un mercato piuttosto ridotto. Al momento, nel settore operano pionieri, entusiasti, inesperti a caccia di soldi facili e squali. Questi ultimi sanno bene come muoversi e guadagnare.

Inoltre, le regolamentazioni sono inesistenti o poco invasive. Perciò, le criptovalute sono totalmente in mano al mercato, libere di fluttuare e inarrestabili.

Le radici del comparto crypto sono ancora deboli e ogni evento è in grado di scuotere prepotentemente la neonata “piantina”.

La storia ci insegna che qualsiasi mercato può essere vittima di una marcata volatilità. Tuttavia, maggiore è l’esperienza di aziende, istituzioni e investitori, superiore sarà la capacità di reggere agli urti.

Le criptovalute sono agli esordi: Le aziende iniziano ora a interessarsi estensivamente a questi “strani asset”; le istituzioni cominciano a capire (a fatica) che cos’hanno davanti; gli investitori sono timorosi o eccessivamente sprezzanti del pericolo.
Il risultato: un tweet di Elon Musk può portare a variazioni di prezzo senza senso, così come una semplice dichiarazione su Bitcoin del CEO dell’azienda XYZ.

Una variazione giornaliera del -5% su un titolo azionario è pesante. Un -10% può essere definito con il termine crollo. Al contrario, durante una fase ribassista (ma non solo) un -5% su una criptovaluta viene visto quasi con sollievo.
Contemporaneamente, se l’annata di un titolo azionario viene chiusa con un +10/20% c’è da festeggiare: è un’ottima performance. Nelle crypto, una tale crescita in mercato rialzista sarebbe quasi un insuccesso.

Perciò, le criptovalute sono asset decisamente più volatili. Gli investitori meno esperti (la maggioranza) si entusiasmano facilmente e corrono ad acquistare. Di riflesso, essi possono cambiare umore in un istante e dare il via a una vendita di massa. Questo vale soprattutto per le altcoin e ancora di più per il mondo memecoin.

In uno scenario simile, balene e squali la fanno da padroni: hanno i capitali per manipolare il mercato e le conoscenze per farlo in maniera estremamente profittevole.

Con il passare del tempo, l’ingresso di aziende e istituzioni mitigherà la volatilità. Anche l’aumentare del bacino di investitori contribuirà non poco a puntellare la stabilità del comparto. Infine, il miglioramento complessivo di conoscenza ed esperienza metterà il punto esclamativo.

Nel frattempo, possiamo approfittare delle opportunità che derivano dalle montagne russe dei prezzi. Però, bisogna soprattutto tutelarsi.

Perciò, come contrastare i rischi che derivano dalla volatilità?

La prima cosa da fare è un’attenta analisi fondamentale sulla crypto di nostro interesse. In questo modo potremo conoscere nel dettaglio qual è il suo valore intrinseco e perché secondo noi dovrebbe crescere nel tempo.
Investire su un asset di qualità ci mette al riparo dalla volatilità: anche nei periodi di estrema fluttuazione, noi sapremo che ciò che deteniamo possiede un certo valore intrinseco.

Nel caso fossimo dei trader, l’analisi tecnica è ovviamente irrinunciabile. Grazie a essa potremo individuare le opportunità e anticipare le fasi più volatili. Teniamo comunque presente che nessuno ha la sfera di cristallo e nulla è certo.

Più in generale, occorre pianificare una buona strategia. Dovremo anche tenere conto della nostra propensione al rischio e investire capitali che possiamo permetterci di perdere. In base a queste decisioni, sapremo già in che mari andremo a navigare e accetteremo da subito i futuri momenti di burrasca.

Evitare di prestare attenzione a discussioni su gruppi social e portali informativi di bassa qualità. Cerchiamo di non seguire consigli che mirano esclusivamente al sensazionalismo (tipo “scopri come fare 100x in una settimana”) e ragioniamo con la nostra testa. Ben vengano le opinioni degli esperti ma le decisioni finali spettano comunque a noi.

Infine, è indispensabile mantenere la calma. Se siamo informati, attenti e dotati di una buona strategia, sappiamo che la volatilità fa parte del gioco. Chi si fa prendere dal panico è semplicemente non preparato adeguatamente. Chi invece parte con tutto quanto in ordine potrà reggere senza problemi alle potenti forze di questo mercato.

Le criptovalute sono proprio come le montagne russe: se decidiamo di salire, siamo consapevoli che verremo sballottati in ogni direzione. La giusta preparazione fa la differenza e ci farà scendere con un sorriso a 32 denti.

Criptovalute e volatilità

Fallimenti e crash di progetti crypto

Spostandoci su un altro notevole rischio delle criptovalute, parliamo di fallimenti e crash.

Non sono passate nemmeno tre settimane dalla data di scrittura che viene subito in mente un nome: la blockchain Terra.

Divenuto superpotenza nel panorama crypto, questo network ha perso quasi interamente i capitali di cui era in possesso. In seguito al depeg della stablecoin UST, tutto l’ecosistema ha accusato un effetto domino impressionante. Quello che era un progetto consolidato e in crescita è divenuto il nulla in pochi giorni.

Dobbiamo quindi stare in guardia e tenere presente che qualsiasi criptovaluta, chain o piattaforma Defi/CeFi potrebbe fallire. La storia è piena di giganti economici too big to fail che invece sono caduti eccome! Il settore crypto non fa eccezione.

Come si può evitare questo problema?

Il caso della chain Terra ci insegna che non sempre è possibile. Seppur ci fossero delle criticità, nulla faceva pensare a un evento di tale portata. Solo i primi investitori in fuga hanno scampato il pericolo.

Vediamo quindi alcune azioni da mettere in pratica per ridurre i rischi, consapevoli però che a volte potrebbero non bastare.

Anche in questo caso, analizzare i fondamentali della criptovaluta è d’obbligo. Ciò vale anche per singoli progetti e nei mercati tradizionali: è indispensabile conoscere una realtà prima di investirci i nostri soldi.
Grazie a delle attente ricerche avremo elementi utili su cui riflettere. Potremo quindi scartare coin e token che non ci convincono, diminuendo la rischiosità dell’investimento.
Non potremo mai eliminare totalmente il pericolo. Abbiamo però il dovere di minimizzare la possibilità che accada.

Una volta entrati su un determinato strumento, vietato lasciare che le cose vadano avanti da sole. Chi dice “compra bitcoin e dimenticalo, poi torna fra 10 anni e vedrai” si sbaglia di grosso: gli investimenti vanno seguiti e curati. Poi sì, magari dopo 10 anni saremo milionari anche senza fare nulla; tuttavia, c’è una più alta probabilità che qualcosa nel frattempo vada storto. Bisogna monitorare la situazione ed essere pronti a intervenire se necessario.

Nel caso ci ritrovassimo nel bel mezzo di un crash, innanzitutto respiriamo con calma. Dopodiché analizziamo quanto sta accadendo, così da comprendere se in realtà è tutto ok, oppure se qualcosa ha determinato una variazione significativa dei fondamentali. Mai prendere decisioni a caldo, portano solo a una certezza: sbagliare.

Infine, cerchiamo di confutare in continuazione le nostre analisi.
Immaginiamo di essere giunti alla conclusione che Solana sia un ottimo progetto; iniziamo quindi a investirci.
Se leggessimo solo articoli che illustrano quanto è bella Solana diventeremmo troppo entusiasti, quindi incapaci di vedere ciò che c’è di negativo (ammesso che ci sia, ovvio).
Consultando materiali più neutrali, se non critici, potremo invece mantenere una certa obiettività.
L’idea non è quella di trovare qualcosa di sbagliato nelle nostre analisi, anzi: dovremo pesare ogni nuova informazione e decidere se questa può cambiare il nostro punto di vista. Così facendo saremo degli investitori più informati, efficienti e al riparo da crash e fallimenti.

Fallimenti e crash di progetti crypto

Regolamentazioni e criptovalute: quali sono i rischi?

Un insieme di norme ben studiato e non limitante sarebbe buona cosa per le criptovalute: guadagnerebbero credibilità e verrebbero finalmente riconosciute dai decisori.

Dobbiamo però stare attenti perché le regolamentazioni potrebbero non essere così positive. Infatti, se preparate da persone non competenti, le leggi avrebbero fino a pesanti ripercussioni sull’intero settore.

Ad esempio, pensiamo se un giorno dovesse essere bandito il Proof-of-Work dall’Unione Europea. Oppure se venissero introdotte regole penalizzanti sulla tassazione crypto. O ancora, caso estremo, se le criptovalute fossero dichiarate illegali.

Soprattutto l’ultimo scenario è piuttosto apocalittico e improbabile: i decisori se ne guardano bene dall’eliminare qualcosa che porterebbe introiti allo Stato.

Abbiamo volutamente esagerato per far comprendere come vi siano dei rischi derivanti dalle regolamentazioni crypto. È sufficiente una scelta sbagliata per infierire un duro colpo a uno o più progetti.

In questo caso disponiamo però di sufficiente tempo per seguire gli avvenimenti. Una legge non viene approvata in una settimana né in un mese. Possiamo quindi restare informati su quanto accade e valutare il da farsi di volta in volta.

Sembra comunque improbabile che nel nostro Paese, in Unione Europea o negli Stati Uniti verranno introdotte norme “spacca-crypto”. Comunque, meglio restare vigili e considerare anche la più remota possibilità: bisogna essere pronti a tutto.

Al momento, le voci sulle regolamentazioni si limitano ad aggiungere ulteriore volatilità a un settore che ne ha già da vendere, teniamolo sempre in mente.

Regolamentazioni e criptovalute: quali sono i rischi?

Criptovalute e rischi della DeFi (finanza decentralizzata)

Cambiamo totalmente discorso e spostiamoci nel settore più deregolamentato che esiste: la finanza decentralizzata (DeFi).

Come suggerisce il nome, qui non troviamo alcuna azienda che controlla e gestisce un progetto: tutto è in mano a community, team ristretti e fondazioni.

La DeFi rappresenta un territorio di frontiera, adatto a persone in grado di comprenderne i rischi e non solo attratte dalle possibilità di guadagno facile.

Dato lo spiccato carattere sperimentale, la finanza decentralizzata presenta diverse criticità a cui bisogna prestare massima attenzione. Vediamole più nel dettaglio.

Bug e problemi tecnici

La finanza decentralizzata è costellata da svariati protocolli e applicazioni. Questi operano grazie agli smart contract, dei programmi disponibili su blockchain e atti a svolgere determinati compiti.

Come qualsiasi creazione informatica, questi contratti non sono esenti da errori di programmazione, vulnerabilità e problemi di varia natura. Perciò, uno smart contract potrebbe non funzionare correttamente e portare problemi nell’utilizzo del protocollo. In casi estremi, gli utenti rischiano persino di perdere i propri fondi.

La soluzione? Investire solo su piattaforme solide e collaudate, possibilmente dotate di audit e certificazioni. Nel caso decidessimo di operare su un protocollo appena pubblicato, dovremo essere pienamente consapevoli che qualcosa potrebbe andare storto.

Questi eventi non sono all’ordine del giorno ma neppure così rari.

Essendo decentralizzati, i portali DeFi non dispongono di alcuna assistenza clienti da poter contattare: saremo soli nel momento del bisogno. In caso di dubbi, la nostra formazione one-to-one è la scelta vincente.

Attacchi e furti

I protocolli DeFi sono spesso vittime di hacker malevoli, ovviamente con l’obiettivo di rubare più fondi possibili.

Questi attacchi portano alla perdita di cifre enormi. Pensiamo a Wormhole, uno dei principali bridge del mondo crypto: ben 326 milioni di dollari intascati dai malintenzionati. Oppure Axie Infinity e Ronin: oltre 629 milioni andati nelle casse degli aggressori.

Come potersi difendere?

Anche in questo caso vale il consiglio del punto precedente: scegliere piattaforme collaudate e certificate. Ciò significa che il codice è stato più volte controllato da esperti, il che rende meno probabile la presenza di vulnerabilità.

Purtroppo, il rischio zero non esiste: un piccolo bug potrebbe sempre sfuggire e rappresentare la porta di ingresso per un attaccante.

Rug pull

Il rug pull è operato da qualcuno interno al progetto. Esso avviene quando uno o più sviluppatori/membri del team scappano con i soldi depositati dagli utenti, mandandoli appunto a tappeto.

Il meccanismo è davvero facile:

  • Si avvia un nuovo protocollo DeFi e lo si promuove. Oppure si dà vita a un token.
  • I capitali iniziano a fluire. Mantenendo un comportamento serio e propositivo si contribuisce a incrementare il numero di utenti.
  • Al raggiungimento di cifre considerevoli, si svuota il wallet (o i wallet) contenente i depositi e si scappa col bottino. Nel caso di un token, l’autore del rug pull vende tutti gli esemplari a sua disposizione, provocando un crollo del prezzo e annessa bank run.

Le transazioni sulla blockchain sono tracciabili, lo sappiamo bene. Mai sottovalutare però i malintenzionati: potrebbero parcheggiare i fondi e attendere molti anni prima di muoverli, magari sfruttando identità false, exchange non affidabili e operando da Paesi che non prevedono punizioni in questo senso.

Per proteggersi, evitare innanzitutto progetti in cui il team resta anonimo. Infatti, chi si espone avrebbe maggiori difficoltà a sfuggire alla massa di utenti inferociti.

Massima attenzione anche a protocolli privi di documentazione chiara, nonché sprovvisti di un piano credibile e ben strutturato.

Solitamente, i portali più pericolosi sono dei fork di realtà già esistenti, dotati di un sito internet poco curato e molto vaghi nell’illustrare le proprie idee. Già qui dovremmo avere sufficienti bandiere rosse per dire “No, grazie”.

Occhio anche a token privi di valore intrinseco: probabilmente c’è una fregatura che ci aspetta.

Ecco alcuni casi famosi di rug pull:

  • SushiSwap: famosa piattaforma DeFi multi-chain. Rubati 14 milioni di dollari nel 2020, c’è però un lieto fine: il responsabile ha restituito quanto sottratto.
  • Squid Game: token nato dal successo dell’omonima serie Netflix. Dopo due settimane di crescita esponenziale dal lancio, gli sviluppatori hanno scaricato i propri token e salutato tutti quanti. Risultato: numerose persone hanno perso parecchi soldi.
  • AnubisDAO: protocollo lanciato nel 2021, fork del celebre OlympusDAO. In questo caso, non vi era neppure un sito internet da consultare (enorme segnale di “stai alla larga!”). Gli sviluppatori promossero un token legato alla piattaforma, intascando oltre 60 milioni di dollari in Ether. Tempo poche ore, ecco che i fondi passarono a un altro wallet, con grande scottatura per chi ha creduto nel progetto.

Schemi di Ponzi

Come si dice, old but gold: sua eccellenza lo schema di Ponzi.

Questo semplice ma perfido meccanismo prende il nome da Charles Ponzi, celebre truffatore italiano.

Lo schema esordisce negli Stati Uniti e si ripete nel corso dei decenni a cadenza regolare.

Il funzionamento prevede diverse fasi:

  • Si intercettano dei clienti, promettendo ritorni economici magnifici in cambio di un certo investimento iniziale.
  • A una certa data, i clienti ricevono una prima quota. Così facendo, essi si convincono che effettivamente la cosa funziona.
  • Gli investitori promuovono l’attività il più possibile. Ciò è dovuto anche al fatto che sovente vengono promesse ricompense extra, basate sul numero di nuove persone coinvolte.
  • Nel momento in cui i capitali in entrata rallentano, il meccanismo è in procinto di incepparsi. L’autore dello schema prende quanto accantonato nel tempo e si dà alla macchia. I clienti entrati inizialmente hanno probabilmente ottenuto un guadagno. Tutti gli altri, la maggioranza, incassano invece perdite più o meno importanti.

Gli schemi di Ponzi sono frequenti dovunque, mondo crypto incluso.

Morale: se si incontra un progetto che assicura rendite fantastiche a fronte di un investimento iniziale, magari promettendo extra basati sull’ingaggio di amici e conoscenti, stiamo alla larga!

Pool di liquidità dotati di poco capitale

Nella DeFi si deve prestare attenzione anche ai pool di liquidità privi di capitali significativi.

In determinate circostanze, potremmo non essere in grado di prelevare i fondi depositati in precedenza.

Sappiamo che i pool di liquidità garantiscono stabilità e continuità ai DEX AMM. Evitiamo però di metterci nei guai versando le nostre crypto dove nessuno mette piede. Fa nulla se l’APY ammonta al 3000%: i pericoli sono troppo alti.

Impermanent loss

Legata ai pool di liquidità, ecco l’impermanent loss, di cui rimandiamo all’articolo appena linkato per i dettagli.

In breve: l’impermanent loss è la perdita che potremmo subire fornendo liquidità rispetto al semplice hold.

Operando nelle criptovalute è fondamentale conoscere questa perdita spesso sottostimata dagli investitori.

Mancanza di conoscenza degli strumenti

La finanza decentralizzata propone strumenti particolari, innovativi e sperimentali. Di frequente, gli utenti utilizzano queste funzionalità non comprendendo appieno cosa stanno facendo.

Pool di liquidità, farm, staking, liquid staking sono complessi e richiedono studio e attenzione. Operare alla leggera, senza sapere, ci espone maggiormente ai rischi appena elencati, nonché alla semplice possibilità di compiere una scelta sbagliata e incassare pesanti perdite.

Per evitare qualsiasi problema, il nostro corso di DeFi per principianti è a disposizione (qui il primo episodio).

Criptovalute e rischi della CeFi (finanza centralizzata)

La CeFi è un ambiente centralizzato, dove grandi aziende come Nexo e Celsius offrono i propri servizi.

Rispetto alla DeFi, qui si può stare un po’ più tranquilli: c’è dietro un attore economico dotato anche di un servizio di assistenza clienti. Inoltre, gli strumenti più pericolosi non sono generalmente proposti.

Attenzione però: anche qui ci sono dei rischi. Alcuni sono legati alle piattaforme CeFi, altri invece alla poca conoscenza da parte dell’utente. Vediamoli!

Piattaforme CeFi non affidabili

Siccome non vogliamo dare nulla per scontato, includiamo questo rischio.

Ebbene sì, come per ogni cosa esistono aziende meno serie rispetto ad altre.

Perciò, prima di inviare bonifici come se non ci fosse un domani, facciamo una ricerca sul servizio che abbiamo scelto. Restando su piattaforme solide come LEDN, Blockfi, Crypto.com e i già citati Nexo e Celsius saremo al riparo da spiacevoli sorprese.

Fallimento della piattaforma CeFi

Le realtà di finanza centralizzata sono delle vere e proprie aziende. Perciò, anch’esse possono compiere scelte sbagliate, subire le leggi del mercato e fallire.

In teoria, i fondi degli utenti dovrebbero essere al sicuro. In pratica, la storia ci insegna che non sempre è così.

Per evitare problemi, valgono le stesse raccomandazioni del punto precedente: scegliendo piattaforme solide si minimizzano i rischi.

A maggior copertura, cerchiamo di restare informati sulla salute dell’azienda, così da poter agire se necessario.

Non conoscere/comprendere gli strumenti proposti

I servizi CeFi offrono prodotti comunque complessi e che richiedono uno studio minuzioso da parte dell’investitore.

Diventa quindi irrinunciabile capire bene come funziona tutto quanto. Per esempio, aprire un prestito collateralizzato con un LTV elevatissimo sarebbe folle e potrebbe portare a una facile liquidazione. Oppure, operando in leva senza le giuste conoscenze potremmo farci davvero molto male.

La CeFi garantisce un certo grado di sicurezza a livello di piattaforma e tutela. Però, gli strumenti si devono conoscere a fondo, non si scappa. Non commettiamo l’errore di pensare “è CeFi, sono al sicuro” perché non è così.

In soccorso dei meno esperti (ma anche di chi ha già tanta gavetta sulle spalle) ci sono i nostri tutorial. Tramite i canali social e il sito, The Crypto Gateway propone in continuazione contenuti nuovi, aggiornati e totalmente gratuiti per conoscere a fondo il mondo delle criptovalute. Iniziamo con il video che segue!

Quando le criptovalute sono minacciate dal proprietario

Ultimo passaggio ma non meno importante: talvolta il pericolo principale siamo proprio noi.

Comportamenti errati, valutazioni sbagliate e leggerezza possono portare a danni irreparabili…leggere per credere!

Perdita delle chiavi private

Ecco l’incubo di molti cripto-investitori: la perdita degli accessi al proprio wallet.

Ebbene sì, questa è probabilmente una delle peggiori situazioni in cui trovarsi e non è neppure così rara: si stima che circa il 20% dell’offerta di bitcoin sia andata persa in questo modo. Al cambio attuale, stiamo parlando più o meno di 113 miliardi di dollari. Insomma, una bella X rossa sopra molti BTC.

Per tutelarsi basta un minimo di precisione:

  • Appuntiamo su carta password e seed phrase. Ancora meglio, facciamolo su due fogli separati.
  • Riponiamo questi dati in luoghi sicuri. Per tutelarsi al massimo anche da eventuali furti, consideriamo l’idea di lasciare tutto in una cassetta di sicurezza.
  • Esistono prodotti appositi in metallo che mettono al riparo da incendi e allagamenti. Infatti, molte persone hanno perso le chiavi private in seguito a incidenti domestici che hanno distrutto il foglio su cui erano appuntate.

Ognuno scelga ciò che ritiene più consono; l’importante è che le chiavi siano al sicuro.

Errori di utilizzo su piattaforme DeFi, wallet, transazioni e simili

Ecco un’altra categoria diffusissima di rischi legati alle criptovalute e relativo proprietario.

Un errore comune è ad esempio quello di trascrivere a mano il wallet a cui indirizzare dei fondi che stiamo inviando, magari ricontrollando superficialmente quanto digitato. Le transazioni sulla blockchain sono irreversibili: una volta approvate, non si torna indietro. Perciò, sfruttiamo la funzione copia-incolla e rileggiamo attentamente gli indirizzi quando spostiamo dei fondi.

Altri eventi non rari prevedono l’utilizzo errato di piattaforme DeFi, soprattutto bridge. Prima di impiegare servizi simili, dobbiamo essere certi di seguire il giusto percorso, pena la perdita dei fondi. I nostri tutorial sui bridge crypto possono aiutare ad evitare errori.

Comuni anche trasferimenti errati tra chain della stessa piattaforma, ad esempio tramite l’IBC di Cosmos. Lasciamo questi strumenti solo agli esperti.

Quanto agli exchange, attenzione alle chain supportate: il rischio è quello di mandare in fumo quanto inviato.
Occhio anche a compilare correttamente il campo MEMO ove necessario, pena il ritardo nell’accredito dei fondi crypto (o la perdita nei casi estremi).

Errori di valutazione ed eccessiva emotività

Ok, questo non è propriamente un rischio legato alle criptovalute ma vale la pena comunque menzionarlo.

In fase di studio di un progetto, potremmo sbagliare qualche valutazione. Ciò è del tutto normale ma purtroppo porta a una perdita economica. Quando accade una cosa simile, dobbiamo avere la lucidità di analizzare lo sbaglio, farne tesoro ed evitare che si ripeta in futuro.

Quanto all’emotività, i saliscendi delle crypto portano a sbalzi di umore degni del peggior lunatico. Si deve andare oltre, calmarsi e utilizzare l’arma migliore che abbiamo a disposizione: il nostro cervello.
Investendo accettiamo i rischi e solo grazie a freddezza, esperienza e pianificazione ne potremo uscire più forti.

Ricordiamo che gli errori sono ammessi e fanno parte del gioco. Per diventare investitori di successo non dovremo però ripeterli.

Quando le criptovalute sono minacciate dal proprietario

Criptovalute e criticità: (quasi) tutto dipende da noi

La carrellata sui rischi del mondo crypto è giunta al termine: che ne pensi? Abbiamo dimenticato qualcosa?

Speriamo che quanto appena visto possa dare un aiuto concreto, evitando situazioni spiacevoli in futuro.

Alla luce di quanto detto, spicca un messaggio chiaro: spesso siamo noi a far sì che i rischi diventino realtà. La giusta dose di attenzione dovrebbe metterci al riparo da numerosi problemi.

Comunque, nessuno è esente dagli errori. Perciò, ci salutiamo con questo video dedicato proprio al tema.

Buona visione!


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