Ethereum ETF: uno studio approfondito

Di Matteo Bertonazzi

Nella corsa agli ETF spot, a bitcoin si è unita anche la seconda criptovaluta, Ethereum. Conosciamo meglio questo strumento, valutandone anche le prospettive future

Ethereum ETF: uno studio approfondito

Introduzione al focus on

Benvenuto Crypto Investitore nella sezione del Focus On della nostra Whale Weekend. Questa settimana abbiamo passato un periodo di calma apparente; perciò, per trovare un elemento caratteristico abbiamo dovuto attendere addirittura fino a metà settimana. Mercoledì sono infatti trapelate le prime indiscrezioni sulla richiesta di approvare uno spot ETF sulla seconda criptovaluta per capitalizzazione, Ether.

La famosa collaborazione tra Ark Investments di Cathie Woods e il famoso promotore di strumenti finanziari svizzero 21 Shares, già in prima fila per l’approvazione del famoso Bitcoin Spot ETF, si posiziona come apripista anche nella promozione e distribuzione di uno strumento istituzionale su Ether.

Ma cerchiamo di capire meglio quali sono le basi su cui si poggia questa richiesta, come è stata formulata e quali strade apre agli investitori crypto nei prossimi mesi.

L’ARK 21Shares Ethereum ETF sarà un fondo negoziato in borsa in grado di emettere azioni scambiate sulla Cboe BZX Exchange, Inc. L’obiettivo di investimento del Trust è quello di replicare l’andamento del prezzo di Ether, misurato dalle prestazioni del tasso di riferimento ETH-USD CF CME – New York Variant, da qui in poi definito come “l’indice”, adeguato alle spese e ad altri obblighi del Trust.

L’indice è progettato per riflettere le prestazioni di Ether in dollari statunitensi. Nel perseguire il suo obiettivo di investimento, il Trust deterrà Ether e valuterà le sue azioni quotidianamente, in base all’andamento dell’Indice.

21Shares US LLC è lo sponsor del Trust; mentre Coinbase Custody Trust Company LLC sarà il custode e deterrà tutti gli Ether per conto del Trust.

ARK Investment Management LLC è il sub-consulente del Trust e fornirà assistenza nella commercializzazione delle Azioni.

Dopo questa breve introduzione tecnica, ripresa direttamente dal documento di richiesta di approvazione depositato presso la Securities and Exchange Commission, cerchiamo di capire a livello pratico quali caratteristiche avrà questo nuovo strumento, cosa prevede la sua approvazione e quali risvolti potrebbe portare al panorama dei mercati crypto.

Questo approfondimento è stato pubblicato in esclusiva sulla nostra newsletter Whale Weekend dell’8 settembre 2023. Iscriviti per non perdere articoli inediti, analisi, news della settimana e tanto altro ancora!

ETF spot vs ETF futures

Quali sono le principali differenze tra un ETF spot e i numerosi ETF futures già presenti sul mercato? Come mai la SEC non si decide ad approvare i tanto richiesti ETF spot che nel resto del mondo sono già operativi e disponibili?

Principalmente verrebbe da definirla una decisione politica, dato che abbiamo visto come l’attuale governo americano si stia opponendo al proliferare di innovazioni basate sul mondo Web3.0; il continuo rimandare l’approvazione di questa tipologia di strumento sembra essere in linea con la loro politica, ma c’è dell’altro.

Una delle differenze principali tra gli ETF spot e gli ETF futures è rappresentata dall’intermediazione di un terzo ente, la Commodity Futures Trading Commission (CFTC), la cui responsabilità principale consiste nella regolamentazione dei mercati delle materie prime e delle valute. In questo caso specifico, la CFTC svolge un ruolo cruciale nella verifica dell’idoneità dei futures emessi dal Chicago Mercantile Exchange (CME) destinati al trading delle criptovalute.

Questo aspetto getta luce sulla principale argomentazione utilizzata dalla SEC per opporsi agli ETF Spot. La chiave del loro dissenso risiede nel fatto che i diversi ETF futures non rappresentano direttamente prodotti finanziari che hanno sottostante in criptovalute, bensì derivati contrattuali (appunto futures).

Se questi contratti derivati, a loro volta, riflettono o meno l’andamento dei prezzi delle criptovalute, è una questione distinta per la SEC, che cerca di determinare se i contratti futures siano adeguatamente verificati dalla CFTC.

Per dirla in parole povere: se gli investitori vogliono detenere azioni di un fondo, basato su dei contratti regolamentati, allora va bene, anche se i contratti sono destinati all’acquisto di criptovalute. Non sono d’accordo invece, per ora, sul fatto che il fondo dia potenzialmente accesso diretto alle crypto, le quali non sono attualmente regolamentate a sufficienza.

"ETF spot e futures hanno profonde differenze di base su cui la SEC si appella per giustificare le decisioni"

ETF spot: le caratteristiche

Che cosa significa nel dettaglio detenere degli ETH spot sembra che i proponenti lo abbiano ben chiaro. Infatti, leggendo tra le 89 pagine del documento ufficiale, troviamo questa definizione di self custody eseguita tramite cold wallet.

Il cold storage delle chiavi private implica la conservazione di tali chiavi su un computer o dispositivo elettronico non connesso a una rete, o la memorizzazione delle chiavi pubbliche e delle chiavi private su un dispositivo di archiviazione/supporto stampato, con successiva eliminazione delle chiavi da tutti i computer. Se questi termini ti stanno confondendo, da’ uno sguardo al corso sulla sicurezza disponibile gratuitamente sulla nostra piattaforma di formazione.

Il custode può ricevere depositi di Ether, ma non può inviarli senza l’uso delle corrispondenti chiavi private. Per mandare ETH quando le chiavi private sono conservate in cold storage è necessario firmare le transazioni utilizzando un’unità software/hardware con le corrispondenti chiavi offline. A quel punto, il custode può caricare la transazione completamente firmata online e trasferire le coin.

Insomma, perlomeno nel documento di presentazione sembrerebbe che gli ETH verranno custoditi tramite un procedimento corretto, volto a evitare attacchi hacker o malagestione da parte di qualche operatore non addetto ai lavori. Se questo poi coinvolgerà l’utilizzo di wallet a più firme per aumentare la sicurezza, o quale dispositivo verrà preferito per lo storage delle chiavi, non è chiaro. Magari pure loro si faranno un bel Ledger Nano S Plus o un Nano X, come noi comuni investitori!

Anche la modalità di calcolo del controvalore in dollari degli ETH detenuti è ben dettagliata nel documento di presentazione. Ne riprendiamo un estratto per essere più consapevoli di come funzionano questi strumenti istituzionali.

Il Trust determinerà il valore delle sue azioni quotidianamente, in base al valore di Ether come riflesso dall’indice. Questo viene calcolato giornalmente e aggrega il valore nominale delle attività di scambio di Ether attraverso le principali borse spot della coin.

Attualmente, l’indice utilizza la stessa metodologia del tasso di riferimento Ether-dollaro utilizzata dal CME per quotare i suoi contratti futures, ossia l’ERR (EtherDollar Reference Rate), con l’eccezione che l’indice è calcolato alle 16:00 ET, mentre l’ERR si aggiorna alle 16:00 ora di Londra.

Il Trust utilizza inoltre il prezzo di Ether determinato dall’indice per calcolare le sue “Posizioni in Ether”, che rappresentano il valore aggregato in dollari statunitensi delle coin detenute nel Trust, basato sul prezzo di Ether stabilito dall’indice, al netto dei suoi debiti e delle spese.

Le “Posizioni in Ether per azione” vengono calcolate dividendo le posizioni in Ether per il numero di azioni attualmente in circolazione.

Insomma, anche in questo caso abbiamo chiaro che il potenziale ETF spot su Ether avrà come “oracolo” l’indice dei prezzi di ETH/USD calcolato tra le principali borse di scambio del sottostante, che è lo stesso utilizzato per quotare anche gli ETF futures.

Sarà sempre in base a questo controvalore che verranno assegnati gli ETH per azione destinati al singolo investitore, nonché con cui verrà stabilito il controvalore in dollari degli asset detenuti dal fondo.

Conclusioni

Quali conclusioni possiamo trarre da questo importante avvenimento e come adattare la nostra strategia di investimento è abbastanza evidente. I più grandi e potenti asset manager, nonché emittenti dei principali strumenti finanziari al mondo, stanno letteralmente facendo a gara per aggiudicarsi la posizione di market leader nell’emissione di ETF su bitcoin ed Ether.

Il grande sogno di ogni crypto investitore è vedere una fusione tra finanza tradizionale e finanza decentralizzata, così da avere non solo la conferma definitiva della legittimità dell’innovazione portata dal nostro settore, ma poter inoltre fare affidamento su una migrazione considerevole di capitali dalla finanza tradizionale al mercato crypto. Questo sta finalmente accadendo e non possiamo rimanere a guardare.

Tuttavia, la reazione del prezzo a questa notizia è stata decisamente fiacca, contraddistinguendo una situazione di mercato ancora avversa al risk-on. Inoltre ci troviamo in un punto di fondamentale importanza rispetto alla price action, ossia nella principale zona di rotazione che ha contraddistinto il precedente bull market dall’attuale mercato orso. Come il prezzo si comporterà in questa zona ci dirà molto su come vorrà porsi nell’immediato futuro: diamo un’occhiata.

Andamento valore ETH

Possiamo quindi immaginare che una volta superata la resistenza data dalla zona di rotazione, la price action del mercato crypto possa riportarsi in fasi di espansione e attrazione di nuovi capitali e liquidità, ma gli asset che guideranno questa nuova fase di espansione non saranno per forza gli stessi del ciclo passato. Ce la faranno solo coloro che avranno dei fondamentali solidi, in grado di fornire prodotti competitivi, con una tokenomics in grado di assorbire l’offerta e stimolare la domanda e che abbiano soprattutto un gateway di accesso per la liquidità istituzionale.

Ether ha una tokenomics deflazionistica, un programma di incentivo per gli stakeholder dato dal meccanismo di PoS e si sta preparando per ottenere il ponte TradFi-DeFi più sicuro in circolazione, lo spot ETF. A voi, cari crypto investitori, le conclusioni definitive.


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