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Impermanent loss: cos'è e come affrontarlo

Temibile nemico dei liquidity provider, l'impermanent loss può causare ingenti perdite ai guadagni degli investitori in criptovalute

Impermanent loss: cos'è e come affrontarlo

Impermanent loss: la minaccia "invisibile" dei pool di liquidità

Se stai pensando di avviarti alla DeFi hai sicuramente visto certe piattaforme chiamate AMM, fra cui spiccano ad esempio Uniswap, PancakeSwap e Beefy.

Esse consentono la compravendita di token e coin in modo differente rispetto a un exchange tradizionale.

In questi ultimi, venditori e compratori interagiscono mediante l’order book: i Bitcoin che io vado a vendere verranno acquistati da qualcuno o viceversa.

Gli AMM basano invece il funzionamento sui pool di liquidità, cioè delle “vasche” contenenti fondi di due o più valute. Questi rendono possibile comprare e vendere senza obbligatoriamente dover “trattare” con un altro attore in carne e ossa.

I pool vengono “riempiti” dagli utenti che desiderano depositare i propri token, ottenendo una rendita passiva proveniente dalle commissioni che la piattaforma applica alle compravendite.
Questa operatività consente di generare buoni guadagni ed è decisamente interessante. Al tempo stesso però, vi sono diversi rischi.

Oltre a quelli classici della DeFi, una criticità importante è l’impermanent loss, uno degli aspetti a cui prestare maggior attenzione quando si diventa fornitori di liquidità.

Prima di conoscere questo nemico, andiamo a vedere il significato di qualche termine chiave per la comprensione.

Token LP, AMM e LP: piccolo glossario

TOKEN LP

Versando due (o più) token in un pool, otteniamo un cosiddetto Token LP. Esso mantiene un rapporto tra i due token (di solito 50% e 50%) pesato in dollari o altra valuta tradizionale.

Essendo un pool decentralizzato, il valore cambia in funzione dell’arbitraggio che mantiene l’equilibrio tra gli asset del pool stesso.

Quando esso viene ribilanciato, parte del nostro guadagno può essere eroso se uno dei due token è andato allontanandosi dal rapporto iniziale. Se le cose non sono chiare, no problem: vedremo un esempio nel prossimo paragrafo 🙂 .

AMM: AUTOMATED MARKET MAKER

Passando agli AMM, si tratta di protocolli decentralizzati che, raggruppando liquidità in un pool, permettono a chiunque di fornire dei token in cambio di parte delle commissioni richieste per lo scambio degli stessi.
UniSwap, ad esempio, chiede agli utenti lo 0,3% di commissioni per fare gli swap, subito girati ai Liquidity Provider come ricompensa. In questo modo, le persone sono incentivate a fornire liquidità, mantenendo così stabile il processo di scambio delle coin.

LP: LIQUIDITY PROVIDER

Il Liquidity provider è chiunque che, fornendo due token diversi o più, aggiunge liquidità a un pool che viene gestita dal protocollo per eseguire gli swap.
Se la piattaforma ha tante transazioni su una determinata coppia questo si traduce in reward più alte.
Spesso le rendite elevate derivano anche dalla scarsa liquidità del pool. In questo caso, oltre all’alto rischio di impermanent loss, è presente anche il pericolo di perdere parte dei fondi versati.

La prudenza è quindi d’obbligo!

Che cos'è l'impermanent loss?

L’impermanent loss è la perdita che potremmo subire fornendo liquidità rispetto al semplice hold.

Il prezzo dei singoli token nel periodo di detenzione (da quando facciamo stake a unstake del token LP) impatta la quantità di token che avremmo avuto nel wallet se avessimo holdato gli stessi token.

Ecco un esempio per capire meglio:

Se 1 ETH (Ethereum) valesse 4000$ e noi avessimo 4000$, volendo fare da LP (fornitori di liquidità) nel pool ETH/USDC (stablecoin) andremmo a depositare 0,5 ETH e 2000 USDC. Questo perché generalmente bisogna mantenere la proporzione 50:50 nel valore dei token (0,5 ETH = 2000$ e 2000 USDC = 2000$).
Se ETH dovesse salire a 8000$, ritirando la nostra liquidità avremmo 5650$ (0,34 ETH e 2828 USDC). Ciò è dovuto all’arbitraggio: dovendo mantenere la proporzione 50:50, il pool è stato modificato in questo senso, diminuendo il numero di ETH (ora di maggior valore) e aumentando gli USDC (restato invariato).
Nel caso di hold avremmo ottenuto 6000$ (0,5 ETH e 2000 USDC). In questo caso l’impermanent loss sarebbe al 5.7%.

Di fatto, abbiamo generato un guadagno ma esso sarebbe potuto essere superiore se non avessimo aderito al pool.

L’impermanent loss si chiama in questo modo perché non è permanente finché non preleviamo i fondi: se ETH dovesse scendere di valore, il pool si modificherebbe e il numero di ETH andrebbe aumentando.
Invece, in caso di prelievo dopo importanti variazioni di prezzo di un asset, le coin tornerebbero nelle nostre mani e l’impermanent loss diverrebbe invece definitivo.

"Rischiare impermanent loss oppure holdare? questo è il dilemma!"

Eliminare il rischio di impermanent loss

Esiste un modo per eliminare il rischio di impermanent loss?

Una soluzione valida arriva dai pool di token uguali, come SOLmSOL. La prima è la coin di Solana, la seconda un sintetico ancorato al suo prezzo. Così facendo, l’impermanent loss diventa pressoché inesistente.

Altrettanto buona è la scelta di pool su stablecoin. Un esempio? Sul 3pool su Curve, si possono mettere DAI/USDT/USDC. Avendo il valore ancorato a 1$, è molto difficile subire perdite degne di nota: una delle coin dovrebbe perdere il peg e subire forti variazioni, evento alquanto improbabile.

Non esistono altre soluzioni, se non quella di tenere monitorato l’andamento e prelevare gli LP token nel caso vada avviandosi una fase molto rialzista di una delle coin del pool.

"Alcuni pool consentono di eliminare o minimizzare il rischio di impermanent loss"

Impermanent loss: mai abbassare la guardia!

L’impermanent loss è uno degli aspetti degni di maggior attenzione prima di fornire liquidità a un pool: il rischio di erosione dell’investimento iniziale potrebbe potenzialmente arrivare a rendere questa operatività non consigliabile.

Solo conoscendo le dinamiche alla base delle differenti strategie possiamo migliorare la nostra gestione e controllo delle piattaforme e proteggere l’investimento.

È quindi indispensabile restare informati, seguire l’andamento delle coin ed essere pronti a intervenire se necessario.

Hai provato a subire l’impermanent loss?

Come agisci per limitare questo rischio?

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