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MiCA e TFR: tutto sui regolamenti europei crypto

Da tempo sul tavolo degli addetti ai lavori, i regolamenti MiCA sulle criptovalute e TFR sono realtà. Scopriamo che cosa prevedono.

MiCA e TFR: tutto sui regolamenti europei crypto

Criptovalute e Unione Europea: MiCA e TFR

MiCA e TFR sono ufficialmente realtà.

In questi giorni, l’Unione Europea ha definito due importanti accordi riguardanti le normative antiriciclaggio (TFR) e la disciplina delle criptovalute (MiCA).

Come sapevamo, era solo questione di tempo: le monete digitali avevano puntati contro i riflettori istituzionali già da un po’. Stiamo parlando di un percorso iniziato in tempi non sospetti, almeno due anni fa.

Si tratta di un evento storico per il mondo delle criptovalute, soprattutto pensando al MiCA. Infatti, questo sarà l’intervento regolatorio più incisivo e completo nella breve storia del nostro settore.

Al momento nulla è entrato in vigore e ci vorrà ancora del tempo prima che ciò accada. Tuttavia, la strada è ormai tracciata.

In questo approfondimento analizzeremo i punti più importanti sia del MiCA che del TFR. Scopriremo quali sono gli spunti interessanti, nonché quelli discutibili (che non mancano).

Un’ultima nota prima di iniziare: diversi aspetti sono in piena evoluzione. Perciò, nel tempo potrebbero esserci delle modifiche e integrazioni da parte dei decisori. Saremo ovviamente pronti ad agire di conseguenza sui contenuti che seguono.

Che cos'è il MiCA?

Acronimo di Markets in Crypto-Assets, il MiCA è un insieme di norme prodotte dall’Unione Europea atte a regolamentare il settore delle criptovalute.

Con l’aumento della partecipazione (e dei capitali), è naturale che i decisori si interessino a un determinato tema. Dopo un percorso lungo e tortuoso, siamo giunti al punto in cui l’opera è quasi completata.

Il MiCA è stato pensato principalmente per tutelare l’utente finale.
Vi è inoltre la volontà di armonizzare il mercato e migliorare la stabilità finanziaria.
Come ogni nuova normativa, diversi passaggi sono discutibili. Altri punti sono invece interessanti e ben pensati.

I contenuti del regolamento MiCA sono forti. Questo potrebbe diventare lo standard di riferimento mondiale in tema di regolamentazione crypto.

Ora che abbiamo compreso in linea generale che cos’è il MiCA, vediamone i punti salienti.

"Il MiCA è il nuovo regolamento europeo sulle criptovalute"

MiCA e stablecoin

Iniziamo con uno degli argomenti più caldi: le stablecoin.

I recenti avvenimenti di Terra e UST non hanno fatto altro che giustificare ancor di più la necessità di regole ben definite.

Il MiCA agisce in modo piuttosto energico nei confronti di queste criptovalute.
La EBA (European Banking Authority) potrà supervisionare le stablecoin più capitalizzate. Nulla di male, anzi: il monitoraggio garantirà maggior sicurezza agli utenti.

Un punto fondamentale è quello sulle riserve. Queste dovranno infatti essere protette in caso di insolvenza. Si tratta di un passaggio irrinunciabile se si vuole andare verso l’adozione di massa delle criptovalute.

Da evidenziare anche il cap giornaliero di 200 milioni di euro in transazioni per le stablecoin più importanti. Tutto è orientato alla massima prudenza.

Attenzione anche alle stablecoin algoritmiche: non è prevista alcuna esenzione dalle normative. Qui troviamo qualche contraddizione che andrà risolta. Ad esempio, come coniugare le disposizioni sulle riserve con un asset che ne è notoriamente sprovvisto?

Si aggiungono poi altre prescrizioni ma quelle appena riportate sono le principali.

In linea generale, i contenuti del MiCA sembrano sensati.
I progetti più innovativi e sperimentali potrebbero però vivere tempi duri. La sicurezza è imperativa ma in ambito crypto lo è anche la creatività. C’è il rischio di tarpare le ali a idee interessanti e promettenti.

MiCA e stablecoin

MiCA, Proof-of-Work e ambiente

Ecco una bella notizia: bitcoin e le criptovalute Proof-of-Work sono salve!

L’Unione Europea stava infatti valutando il ban totale delle realtà basate sul mining. Fortunatamente la cosa non si è concretizzata e il MiCA non prevede alcun blocco in questo senso. Ok, era già noto da tempo ma ora ne abbiamo la certezza.

Ciò non vuol dire che la questione ambientale sia stata trascurata.

I provider di servizi crypto, come gli exchange, dovranno pubblicare delle informazioni lato ambientale per ciascuna coin PoW proposta. Inoltre, è prevista la possibilità di apportare modifiche in futuro.

Sappiamo bene quanto l’algoritmo Proof-of-Work sia demonizzato. In attesa di una più approfondita cultura dei decisori sul tema, fa piacere che bitcoin & co. siano al sicuro.

"Bitcoin e Proof-of-Work? Il MiCA non impone alcun ban...salvi!"

MiCA e NFT

I Non-Fungible Tokens sono esclusi dalle norme del MiCA.

Nel caso in cui gli NFT fossero ritenuti al pari delle criptovalute, viene comunque data la possibilità a ogni singolo Stato di integrare quanto previsto dal regolamento MiCA.

Possiamo dire che le creazioni digitali siano per ora al riparo. Tuttavia non si escludono interventi successivi. Il discorso è sempre lo stesso: se si muovono capitali importanti, stiamo pur certi che la regolamentazione arriva puntuale.

Attenzione però: queste osservazioni valgono esclusivamente per l’utente finale. Marketplace NFT e piattaforme varie dovranno invece rispettare determinati requisiti, fra cui spicca l’ottenimento di una licenza dedicata. Questa non sarà però necessaria per le realtà più piccole.

Insomma, c’è un po’ di confusione a riguardo ma possiamo aspettarci maggior chiarezza con il passare del tempo.

MiCA e NFT

Supervisione e responsabilità

Gli incarichi di supervisione dei player crypto sono affidati principalmente a due organi:

  • ESMA, acronimo di European Securities and Markets Authority.
  • EBA, sigla della European Banking Authority.

Le autorità potranno innanzitutto imporre restrizioni sull’emissione di token da parte dei CASP (provider di servizi crypto come gli exchange, pensiamo a Bitpanda).

Viene inoltre prevista la creazione di un registro degli operatori crypto non autorizzati a lavorare nell’Unione Europea.

Le autorità nazionali avranno invece competenza per quanto riguarda le realtà più piccole.

Da sottolineare l’ottimo intervento sul tema responsabilità. Il MiCA è piuttosto chiaro: exchange, CeFi e altri provider sono responsabili dei danni derivanti da exploit e problemi tecnici.

Massima attenzione anche alla protezione degli utenti dai rischi di insolvenza. Di questi tempi, ben vengano norme di questo tipo.

"ESMA ed EBA saranno i principali responsabili della supervisione e applicazione del MiCA"

MiCA e DeFi

La buona notizia l’abbiamo lasciata per ultima: il MiCA non interverrà sulla DeFi.

Gli amanti della decentralizzazione possono quindi dormire sonni tranquilli, almeno per ora.

Viene comunque previsto un aggiornamento nel 2023. Nello specifico, la Commissione Europea produrrà un report sulla finanza decentralizzata. In seguito, saranno considerati eventuali aggiustamenti al MiCA.

Per il momento si può tirare un sospiro di sollievo e guardare con ottimismo al futuro. Sembra difficile riuscire a regolamentare le piattaforme realmente decentralizzate. In ogni caso, mai dire mai.

"Possiamo essere felici: il regolamento MiCA non prevede alcun intervento verso la DeFi"

MiCA: altri dettagli e tempistiche

Le norme contenute nel MiCA non si limitano a quanto detto finora. Gli elementi degni di nota sono questi, a cui se ne aggiungono altri di minore importanza o da definire meglio.

Il MiCA entrerà in vigore tra alcuni mesi.
Successivamente, l’applicazione generale dei contenuti è prevista dopo 18 mesi. Fanno eccezione le realtà legate alle stablecoin, dove le tempistiche si riducono a un anno dall’entrata in forza.

Il Markets in Crypto-Assets ha i suoi difetti ma anche dei pregi. Concentrandoci su questi ultimi, possiamo essere felici del mancato ban del PoW, nonché dell’esclusione della DeFi. In aggiunta, riteniamo complessivamente positivi gli interventi sulle stablecoin.

Certo, siamo lontani dall’ideale che potremmo avere in mente ma poteva andare molto peggio.

Con il regolamento MiCA, l’Unione Europea cerca di adeguarsi a un mondo che cambia. Lo fa in maniera imperfetta e talvolta discutibile, evitando però di distruggere in partenza un settore che potrebbe portare benessere e capitali sul territorio.

Che cos'è il TFR?

Diamo una rapida occhiata anche al regolamento TFR, la normativa europea sul tema dell’antiriciclaggio.

Stando a un articolo ufficiale del Parlamento Europeo del 30 giugno 2022, gli elementi principali del TFR sono riassumibili in tre punti:

  • Primo insieme di norme europee con l’obiettivo di tracciare i trasferimenti di criptovalute come bitcoin.
  • Assicurare che le crypto  siano monitorate esattamente come gli asset tradizionali.
  • Favorire la lotta al riciclaggio di capitali, coordinando il TFR con l’altra importante normativa, quella MiCA.

Vediamo i punti salienti nel prossimo paragrafo.

Che cos'è il TFR?

TFR e limiti in euro

La disposizione forse più controversa è questa: ogni transazione tra due provider (es. exchange-exchange) dovrà essere monitorata e tracciata. Non è previsto alcun limite di partenza, cosa invece presente nella finanza tradizionale.

C’è invece una soglia minima di 1000€ per le transazioni provider-wallet esterno. Ad esempio, girando criptovalute da FTX (iscriviti con il link per ottenere uno sconto sulle fee) a MetaMask, superando il limite si dovrà procedere con una fase di verifica dell’effettivo possesso del wallet in questione.

Il regolamento TFR non viene invece applicato ai trasferimenti tra privati.

Che dire, si tratta di norme stringenti e criticabili. Sia chiaro: è sacrosanto garantire la lecita provenienza dei fondi. Però, le disposizioni sono a nostro avviso esagerate.
Sarà interessante vedere come verranno applicate, gli exchange avranno un bel carico di lavoro extra a cui pensare.

"Il TFR impone norme stringenti e piuttosto discutibili"

Regolamenti MiCA e TFR: ragioniamo in positivo

L’arrivo dei regolamenti MiCA e TFR rappresenta un punto di svolta nel panorama delle criptovalute.

L’Unione Europea è infatti il primo organo a legiferare in maniera così completa sul settore, ponendosi come modello da imitare.

Le criticità non mancano. Il TFR è piuttosto restrittivo e anche il MiCA presenta elementi discutibili. Oltretutto, alcune disposizioni sembrano di difficile attuazione.

Comunque, concentriamoci su ciò che è positivo.
L’aspetto su cui dovremmo soffermarci è questo: se vogliamo che le criptovalute vengano adottate in massa, il passaggio dalla regolamentazione è indispensabile.

Ricordiamo inoltre che altri Stati hanno utilizzato il pugno duro verso le crypto. Non vogliamo difendere a spada tratta le normative europee. Però è innegabile che qualcosa di buono c’è eccome.

Questo approfondimento sarà costantemente aggiornato, ricordati di dare un’occhiata periodica. Alla prossima!


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