DApp: alla scoperta delle applicazioni decentralizzate

Di Gabriele Brambilla

Sentiamo spesso parlare di DApp, abbreviazione di "applicazioni decentralizzate". Ma nel dettaglio, che cos'è una DApp? Lo scopriamo in questo approfondimento!

DApp: alla scoperta delle applicazioni decentralizzate

DApp, le applicazioni decentralizzate

Eccoci pronti a scoprire cosa sono le DApp e perché sono così importanti per il comparto blockchain e crypto.

Analizziamo spesso network e relative piattaforme, imparando nuove funzioni e possibilità che hanno da offrire per gli utenti. Però, chi si fosse affacciato da poco in questo mondo potrebbe farsi delle domande sulle basi. Abbiamo quindi preparato questo approfondimento dedicato a fugare ogni dubbio.

Prima di tutto conosceremo il significato di DApp e in seguito daremo anche uno sguardo al funzionamento.

Non mancheranno alcuni esempi per facilitare la comprensione, anche se il tema non dovrebbe risultare troppo complesso.

Al termine, il concetto di DApp sarà chiaro e potremo utilizzarle senza alcun timore.

Che cos'è una DApp?

Partiamo dall’ABC: cosa significa DApp?

DApp è una sigla che abbrevia Decentralized Application, tradotto in Applicazione Decentralizzata.

Come suggerisce il nome, le applicazioni decentralizzate sono a tutti gli effetti delle applicazioni, basate però su una struttura decentralizzata anziché tradizionale (quindi centralizzata).

Un’applicazione centralizzata è generalmente dotata di un’azienda dietro le spalle. I dati vengono conservati su dei server collocati anche in più parti del mondo.
Gli utenti di un’app di questo genere devono far affidamento alla compagnia per quanto riguarda la sicurezza (nonché la privacy) dei propri dati. Sappiamo però che non sempre le cose vanno a finire bene, vuoi per attacchi e fughe di dati, oppure per negligenze dell’azienda stessa.

Le applicazioni decentralizzate (DApp) eliminano alla radice il problema. Non esiste alcuna autorità centrale e i dati sono conservati direttamente sulla rete che ne è alla base, non collocati in un unico luogo soggetto a controllo e debolezze. In più, basandosi sulla crittografia, la sicurezza è elevatissima.

Solitamente una DApp è open source; gli utenti hanno quindi la possibilità di visualizzare, copiare e persino riciclare il codice per dar vita a un clone, così come modificarlo per creare una versione migliorata. A prescindere da queste possibilità, poter analizzare il codice è importante in quanto consente di valutarne robustezza e affidabilità.

Le app decentralizzate sono uno degli elementi chiave della rivoluzione blockchain. Potendo eliminare qualsiasi intermediario, l’utente torna ad avere realmente il controllo delle proprie azioni, nonché degli asset che esso deposita, modifica e preleva mediante l’applicazione.

In aggiunta, salvo eccezioni, le DApp mettono anche al riparo dalla censura, aspetto da non sottovalutare soprattutto in quelle parti del mondo dove la libertà di espressione e azione non è prevista o incontra dei limiti.

Alla luce di quanto detto, le applicazioni decentralizzate posseggono caratteristiche che vanno ben oltre la possibilità di convertire criptovalute e che aprono a scenari davvero promettenti.

Ma nel dettaglio, come funziona una DApp? Scopriamolo subito!

"Le applicazioni decentralizzate sono appunto basate su una struttura decentralizzata, open source e priva di censura"

Come funziona una DApp?

Il funzionamento delle applicazioni decentralizzate è costruito sugli smart contract (contratti intelligenti).

Immaginiamo lo smart contract come un documento che fornisce una serie di istruzioni; ad esempio, esso potrebbe “dire” come depositare la criptovaluta bitcoin su un’ipotetica nostra piattaforma. Ora creiamo uno smart contract per ciascuna funzione che vorremmo che la nostra DApp abbia: uno per il prelievo di X, l’altro per il deposito, un altro per gestire lo staking e via dicendo. Un’applicazione decentralizzata non è altro che un’app il cui funzionamento si basa su un certo numero di smart contract.

Alla base di questi particolari contratti, scritti da programmatori, c’è la blockchain; senza di essa, gli smart contract non potrebbero esistere.

L’aspetto fondamentale da tenere in mente è che contratti e DApp possono tranquillamente funzionare dopo la pubblicazione anche senza un team dietro le quinte. Chiunque potrà accedere all’applicazione e utilizzarla, evitando di essere censurato o di dover fare affidamento a un gruppo di persone che ne curi il mantenimento.
Questa è la principale differenza tra un’applicazione centralizzata e una DApp.

Un’ulteriore diversità sta nell’archiviazione dei dati: mentre la prima si affida a dei server, la seconda lascia tutto sulla blockchain, ovvero su un registro sicuro e distribuito tra i vari nodi.

Invece, a livello di apparenza, entrambe le realtà si basano su linguaggi e supporti quali l’HTML5. Trattasi però di uno dei pochi  punti in comune.

Curiosità: Ethereum è la principale blockchain per quanto riguarda le applicazioni decentralizzate, luogo virtuale in cui sono nati tutti i grandi trend del passato e del presente.

"Le DApp si differenziano parecchio dalle applicazioni tradizionali, basate sulla centralizzazione e soggette a censura"

Alcuni esempi di applicazioni decentralizzate

Diamo uno sguardo tra alcune delle DApp più famose in circolazione.

Uniswap è la prima della lista. Si tratta di un exchange decentralizzato dove poter scambiare e mettere a rendita le proprie criptovalute. Menzioniamo inoltre PancakeSwap e SushiSwap, ma l’elenco è davvero lungo e in continuo cambiamento.

Le DApp sono poi sbarcate da tempo nel mondo del gaming. Grazie alle possibilità offerte dalla blockchain, ora si possono acquistare terre, potenziamenti, oggetti e molto altro ancora sottoforma di NFT. L’esperienza di gioco diventa quindi più ricca e offre anche delle possibilità di guadagno.

Spostandoci nel settore dei social, anche qui troviamo diversi esempi. Uno degli ultimi e Nostr, una sorta di Twitter decentralizzato e privo di censura. Esistono poi altri nomi, tra cui spicca Steemit, anch’esso libero e non controllato da alcuna autorità centrale.

Passando all’intrattenimento, Audius è di certo una delle realtà più interessanti. Trattasi di una piattaforma dedicata allo streaming musicale, decentralizzata e presente sulla scena da diversi anni.

Insomma, non solo realtà DeFi: le DApp trovano sempre più posto in settori come entertainment, social e gaming. Non limitamoci però a questo pensiero: è assai probabile che i casi d’uso aumenteranno con il passare del tempo, includendo ulteriori campi.

Alcuni esempi di applicazioni decentralizzate

Cosa puoi utilizzare per interagire con le DApp?

Lo strumento principale per interagire con le DApp è il wallet per criptovalute. Tra le possibili scelte, MetaMask e TrustWallet sono tra i più utilizzati, anche se ne esistono tantissimi.

Dovremmo decidere quale wallet utilizzare in base alla DApp verso cui abbiamo interesse, nonché alla blockchain su cui essa è pubblicata.

Prendiamo come esempio il noto DEX menzionato in precedenza: Uniswap. Al momento della scrittura, esso è disponibile sui seguenti network: Ethereum, Polygon, Arbitrum, Optimism, BSC e Celo. Di conseguenza, Phantom wallet, specifico della chain Solana, non potrà essere la scelta giusta. Potremmo invece optare per MetaMask, in quanto compatibile con tutte le realtà appena elencate.

In aggiunta, il wallet andrebbe selezionato anche in base ad altri fattori, tra cui:

  • Sicurezza, dando ovviamente la precedenza a software robusti e mettendo da parte quelli noti per avere dei problemi in questo senso.
  • Compatibilità, così da non incontrare problemi con le varie piattaforme e blockchain.
  • Facilità d’uso, perché il nostro settore è già abbastanza complesso per complicarsi ulteriormente la vita.
  • Utilizzo, prediligendo wallet vastamente impiegati e dotati quindi di tanto materiale informativo da cui attingere in caso di bisogno.
  • Presenza del team, così da essere certi che vengano rilasciati periodici aggiornamenti ed eliminati eventuali bug.

Il wallet è la chiave per le applicazioni decentralizzate: scegliamolo con cura, impariamo a usarlo e conserviamo seed phrase e password al sicuro.

Per innalzare ulteriormente la sicurezza, un hardware wallet è la scelta perfetta; in questo campo, Ledger è il top che puoi trovare: clicca sul referral e acquista un family pack a prezzo scontato!

Ecco un video su Ledger Nano S Plus, l’ultimo arrivato del famoso brand, ottimo compromesso tra qualità e prezzo.

DApp: pro e contro

Vediamo rapidamente i principali pro e contro di un’applicazione decentralizzata.

Pro DApp

  • Maggior controllo delle proprie informazioni grazie alla decentralizzazione. Nessuna censura salvo rare eccezioni.
  • Collegato al punto precedente, inesistenza di un autorità centrale. Mancanza di un punto di vulnerabilità: anziché essere su un server, le DApp sono distribuite sui nodi.
  • Affidabilità e continuità del servizio.
  • Possibilità di integrare con semplicità i pagamenti in criptovalute.

Contro DApp

  • Apportare modifiche richiede sforzi importanti. Dopo la pubblicazione è ancor più difficile (se non addirittura impossibile) procedere.
  • Soprattutto le realtà più giovani sono soggette a bug che potrebbero portare alla perdita totale o parziale dei fondi. Invece, se ben sviluppate, le DApp garantiscono una sicurezza robusta.
  • La scena è ricca di applicazioni decentralizzate simili, se non uguali, in competizione tra loro. Diventa quindi difficile che una spicchi, salvo alcune eccezioni.

DApp: cenni sulla sicurezza e conclusioni

Nel corso di questo approfondimento abbiamo imparato qualcosa di più riguardo alle DApp. Tuttavia, anche se adesso le conosciamo meglio, prestiamo sempre la massima attenzione a quello che facciamo. Ecco alcuni consigli per tutelare la sicurezza dei propri fondi:

  • Utilizzare solo applicazioni decentralizzate note e dotate di una certa longevità (nel minimo del possibile, considerando che tutto il comparto è piuttosto giovane).
  • Non cerchiamo le DApp dai motori di ricerca, perché spesso i truffatori creano piattaforme identiche atte a sottrarre i fondi degli utenti che si collegano; inoltre, essi acquistano spazi pubblicitari per comparire in cima alle ricerche su Google & compagnia. Perciò, sinceriamoci di essere nell’applicazione reale, ad esempio sfruttando i link forniti da portali come CoinMarketCap. Dopodiché salviamo l’indirizzo nei preferiti.
  • Nel caso la DApp fosse un’applicazione mobile, vale lo stesso discorso fatto poco fa: assicuriamoci di aver scaricato la reale app e non un clone cattivo.
  • In ogni caso, scolleghiamo sempre il wallet crypto dall’applicazione dopo aver concluso le operazioni.
  • Proteggiamo le DApp mobile con password, impronta digitale o riconoscimento facciale. Attiviamo (se disponibili) tutte le protezioni aggiuntive.

A questo punto sei davvero pronto a proseguire il tuo viaggio nel mondo blockchain e crypto.

Continua a seguirci per tutti gli ultimi aggiornamenti, a presto!


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