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Michael Saylor: un vero fan di bitcoin

Di Gabriele Brambilla

Pensando ai personaggi più influenti nella galassia bitcoin e crypto, uno dei primi nomi è sicuramente quello di Michael Saylor. Conosciamolo meglio!

Michael Saylor: un vero fan di bitcoin

Chi è Michael Saylor?

Personalità di spicco nel panorama delle criptovalute, Michael Saylor è l’uomo che tutti ascoltano soprattutto quando c’è di mezzo bitcoin.

Di tanto in tanto prepariamo degli articoli dedicati ai personaggi più noti del nostro settore: CZ, Vitalik Buterin, Satoshi Nakamoto e altri ancora. A questo giro tocca a Michael Saylor, fino all’estate 2022 CEO di MicroStrategy, società che approfondiremo meglio in seguito.

Conoscere i nomi caldi dell’universo crypto ci permette di poter seguire più facilmente ciò che dicono, senza perdere alcun aggiornamento importante. Se è vero che la nostra operatività non deve basarsi su ciò che sostengono gli altri, è altrettanto vero che le persone influenti hanno la capacità di indirizzare e condizionare il mercato.

Passiamo quindi all’argomento del giorno partendo da un po’ di biografia su Michael Saylor.

Michael Saylor: biografia del personaggio

Michael Saylor è un imprenditore americano nato nel 1965. È anche autore, inventore e filantropo.

Dopo un’infanzia passata tra gli aerei militari (il padre era sergente capo della base militare di Lincoln, in Nebraska), Saylor entrò nel prestigioso Massachusetts Institute of Technology, noto ai più come MIT. Qui, nel 1987 si laureò sia in aeronautica e astronautica che in scienze, tecnologia e società.

Non solo libri ed esami: al di fuori dello studio, Saylor si dedicava a un’altra sua passione, ossia la chitarra elettrica.

Già prima della conclusione del percorso accademico, il futuro CEO di MicroStrategy si lasciò affascinare dalla simulazione a computer applicata sia all’ordine pubblico che alle strategie di business. Non a caso scrisse una tesi intitolata proprio “A mathematical model of a Renaissance italian city State”.

A soli due anni dalla laurea, il ventiquattrenne Michael Saylor prese tutte le sue passioni e le racchiuse in un’unica idea: MicroStrategy. La società ha ancora oggi come obiettivo quello di aiutare le imprese a rendere più intelligente la propria organizzazione, la gestione delle informazioni, dei dati e molto altro ancora.

Ma saltiamo per un attimo questa esperienza da CEO (tra l’altro durata la bellezza di 33 anni) e chiudiamo la parte biografica.

Michael Saylor fa parte di quella ristretta cerchia di persone estremamente eclettiche, in grado di avere successo su più fronti. A suo nome esistono oltre 40 brevetti, di cui una parte legata al mondo MicroStrategy.

Oltre alla società per cui è noto, egli ha fondato anche Alarm.com, società quotata al Nasdaq che si occupa di automazione domestica e sicurezza, e Angel.com, realtà nel campo delle risposte vocali interattive basate su cloud.

Dicevamo poi che Saylor è uno scrittore. Il titolo più celebre è The Mobile Wave: How Mobile Intelligence Will Change Everything, acquistabile su Amazon in lingua inglese e in diversi formati (link affiliato: acquistando il libro guadagneremo una commissione). Questo testo ebbe molto successo, tant’è che entrò a far parte dei best seller del The New York Times.

La filantropia è un’altra delle occupazioni di Saylor. Dal 1999 esiste una fondazione a suo nome che si occupa di supportare diverse cause: ambiente, salute dei bambini ed educazione. Su quest’ultima area di interesse è stata creata anche una piattaforma di apprendimento: Saylor.org.

Ok, ora sappiamo qualcosina in più su questo personaggio. Approfondiamo quindi il suo lungo incarico con MicroStrategy, il rapporto con bitcoin e la sua influenza sul comparto crypto.

Fonte immagine: MicroStrategy, Wikimedia Commons

Michael Saylor: biografia del personaggio

MicroStrategy e bitcoin

Dopo un’esperienza di successo come analista presso la celebre multinazionale chimica DuPont, Saylor fondò nel 1989 Microstrategy. Assieme a lui in questa avventura Sanju Bansal, compagno di confraternita in università.

Inizialmente l’offerta della società si concentrò sul data mining, spostandosi poi sulla business intelligence, ancora oggi il cuore della piattaforma.

Nel giro di pochi anni, MicroStrategy si ritrovò a lavorare con McDonald’s, assicurandosi milioni e milioni di dollari di contratto. Nel 1998, il grande salto con la quotazione al Nasdaq fece pensare a un futuro privo di insidie. E invece, ecco che l’esplosione della Bolla Dot-com gettò ombra su questa e tante altre compagnie informatiche.

Al contrario però di molte realtà che entravano in borsa senza nulla di valido alla base, MicroStrategy aveva un ottimo software su cui contare. Fu proprio grazie al prodotto che la società riuscì a superare questo difficile periodo. Tra l’altro, l’intero team proseguì con sviluppo e miglioramenti, così da continuare a offrire la massima qualità possibile.

Saylor dové lasciare il timone dell’azienda nell’agosto del 2022. Ufficialmente, le dimissioni sono dovute alla volontà di potersi concentrare sugli investimenti in bitcoin di MicroStrategy.

L’ex CEO è oggi l’Executive Chairman di MicroStrategy, di cui conserva circa il 18% delle azioni circolanti e detiene un potere di voto di quasi il 65%.

Ma passiamo a bitcoin, argomento sempre bollente.

Prima dei mesi estivi del 2023, MicroStrategy deteneva ben 152.000. Dopo gli acquisti di novembre, il numero è cresciuto ulteriormente.

Michael Saylor è appassionato di criptovalute, nonché della tecnologia blockchain che ne è alla base. Di conseguenza, l’investimento nella regina della categoria è stato a suo avviso naturale.

Nel tempo non sono mancate le critiche, perché dopotutto si tratta di una società che opera in un altro settore. Tuttavia, finora Saylor ha dimostrato di avere ragione, con un prezzo medio di carico intorno ai 30.000 dollari.

"MicroStrategy viene ormai immediatamente affiancata a bitcoin"

Influenza sul settore crypto

Che piaccia o meno, Michael Saylor ha un’enorme influenza sul settore delle criptovalute. Certo, il mercato non pende dalle sue labbra, ma sicuramente tiene in grande considerazione le osservazioni che egli avanza.

Non scordiamo però che in fin dei conti abbiamo a che fare con una whale. MicroStrategy è infatti anche proprietà di Saylor, così come lo sono gli asset societari. Per questo motivo, non possiamo ritenere neutrale la sua parola.

Da buoni investitori dovremmo comportarci come sempre: leggere, ascoltare, osservare, ragionare e poi decidere in maniera autonoma. Ciò che Saylor dice non è la verità assoluta e non bisogna farsi prendere dall’hype, ma non ascoltarlo sarebbe comunque un errore altrettanto grande. Così come non dovremmo prendere per certe le previsioni di Arthur Hayes (comunque davvero interessanti), oppure gli scenari apocalittici dipinti dai detrattori delle criptovalute.

Il mercato si fa condizionare dai potenti e Michael Saylor è uno dei pezzi da novanta. Però, alla fine concorrono tanti altri elementi che condizionano l’andamento: speculazione, adozione, periodi, fattori macroeconomici, progressi tecnologici, idee…

Teniamo sempre d’occhio i personaggi influenti, ma poi analizziamo tutte le informazioni senza farci condizionare. Alla lunga potremo raccogliere degli ottimi frutti e saremo anche molto più soddisfatti.


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