Polymarket vince in tribunale, niente blocco negli Usa (ma in Ue?)
Un giudice federale Usa ha bloccato il divieto statale sui prediction market, riaprendo lo scontro tra CFTC e le leggi sul gambling
Il ban ai prediction market si ferma
Kalshi e Polymarket hanno ottenuto una prima importante vittoria negli Stati Uniti. Un giudice federale ha bloccato l’applicazione di una legge del Minnesota che avrebbe “criminalizzato” i prediction market, impedendo l’entrata in vigore del divieto in attesa che il caso prosegua in tribunale.
La decisione è arrivata su richiesta di Kalshi, Polymarket e della Commodity Futures Trading Commission (CFTC), che contestano la legge sostenendo come una parte dei contratti “event-based” ricada sotto la competenza federale della CFTC.
Per il Minnesota, i prediction market funzionerebbero come scommesse, e devono quindi essere regolati come “gambling”. Per le piattaforme, invece, molti contratti sarebbero strumenti finanziari legati a eventi, con conseguenze economiche, commerciali o politiche.
La giudice Katherine Menendez ha riconosciuto come alcuni contratti possano effettivamente rientrare nella definizione di “swap” secondo il Commodity Exchange Act. Tra questi, eventi su elezioni o geopolitica. Altri contratti, però, come quelli su reality show o frasi pronunciate durante eventi sportivi, potrebbero non avere la stessa protezione federale.
Dal 1° Luglio 2026, la normativa europea ha bloccato in modo definitivo le piattaforme non conformi. Chi è senza licenza MiCA è stato costretto a chiudere le attività in Europa, evitando di diventare illegale. Scopri QUI chi è conforme sullo Spot e chi possiede la Licenza MiFID II per offrire legalmente il trading di derivati.
Gambling o non gambling?
La distinzione è decisiva. Se un contratto è considerato “swap” o “event contract” regolato a livello federale, una legge statale può essere “superata” dalla normativa nazionale. Se invece il contratto assomiglia di più a una scommessa tradizionale, gli Stati potrebbero avere più spazio per intervenire.
Per questo, la sentenza non chiude la partita. L’ingiunzione preliminare serve soprattutto a mantenere lo status quo e a impedire un danno immediato alle piattaforme, ma la decisione finale sul merito potrebbe essere più limitata.
La sentenza svela il nodo che i regolatori dovranno sciogliere nei prossimi mesi, partendo dal presupposto che non tutti i prediction market sono uguali. Alcuni possono avere natura finanziaria, altri somigliare molto di più a scommesse.
Per Kalshi e Polymarket, il blocco del ban è una vittoria importante. Ma il vero test arriverà quando i tribunali dovranno decidere contratto per contratto dove finisce la finanza predittiva e dove inizia il gambling.
In Europa, soprattutto in Italia, ci si fanno meno scrupoli. A partire dal 27 luglio Polymarket è stato oscurato, inserita nella blacklist dell’Adm (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli), che considera il servizio assimilabile a quello di un operatore di scommesse non autorizzato a operare sul mercato italiano.
Il quadro regolatorio resta frammentato e caratterizzato da interpretazioni differenti da parte delle autorità nazionali di tutta l’Ue, e il futuro di Polymarket in Italia rimane incerto. Non si escludono nuovi sviluppi sul piano amministrativo o giudiziario, ma intanto la piattaforma rimane bloccata.
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