Strategy e Bitmine mettono il carico: $250 milioni in BTC e ETH
Nuova settimana e nuovi acquisti: Strategy compra 2.486 bitcoin e Bitmine aggiunge 45.759 ethereum alle proprie riserve
Nuovo acquisto di Strategy
Strategy prosegue con la sua politica di acquisti costanti, aggiungendo 2.486 bitcoin alle proprie riserve, con un costo di carico pari a 168,4 milioni di dollari nell’ultima settimana.
Con questa nuova operazione, la società guidata da Michael Saylor porta le proprie riserve totali a 717.131 BTC, per un valore che attualmente supera i $48 miliardi.
Nel complesso, l’azienda ha allocato a BTC un controvalore pari a $54,52 miliardi per accumulare il proprio stack, con un prezzo medio di carico pari a 76.027 dollari per unità. Con un prezzo per unità di circa $67.000, in calo del -2.5% nella sessione odierna, la compagnia siede su oltre $6 miliardi di perdite non realizzate.
Gli acquisti sono stati finanziati tramite la vendita di 90,5 milioni di dollari in azioni ordinarie e 78,4 milioni di dollari in azioni privilegiate della serie STRC.
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Bitmine aggiunge $90 milioni
Come Strategy, anche Bitmine non molla il colpo. Nell’ultima settimana, la compagnia guidata da Tom Lee ha aggiunto 45.759 ETH, per un controvalore vicino ai 90 milioni di dollari.
Si tratta del più grande acquisto settimanale da parte della compagnia nel nuovo anno. Ad oggi, le riserve accumulate ammontano a 4.371.497 ETH, per un valore di circa 8,7 miliardi di dollari.
BitMine ha inoltre messo in staking oltre 3 milioni di ETH, pari a circa il 69% delle riserve. Una somma che genera ricompense annualizzate per circa 176 milioni di dollari con un rendimento del 2,89%. Un valore alto, senza dubbio, che prova almeno in parte a soppesare le perdite non realizzate sugli acquisti effettuati.
La visione, però, resta positivo. Tom Lee, infatti, afferma che : “Il sentiment e l’entusiasmo degli investitori hanno toccato il fondo, ricordandoci la desolazione e lo sconforto visti nei minimi e nelle profondità dell’inverno crittografico del 2018 di novembre 2022. Sembra piuttosto che le criptovalute siano rimaste deboli dopo lo ‘shock dei prezzi’ e la massiccia riduzione dell’indebitamento osservati il 10 ottobre.”
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