Il compromesso “crypto” di Trump: cosa manca al CLARITY Act?
Una possibile intesa sui conflitti d’interesse potrebbe sbloccare il testo del CLARITY Act al Senato Usa. Si aspettano ora conferme sulle intenzioni di Trump
Svolta per la nuova normativa crypto Usa?
Il CLARITY Act, la legge crypto più importante in discussione negli Stati Uniti, è bloccato da tempo sul nodo dei conflitti d’interesse. Secondo alcune indiscrezioni, Donald Trump avrebbe però discusso di recente, con i senatori, un possibile quadro etico per limitare i profitti derivati da asset digitali in mano a presidenti, vicepresidenti, membri del Congresso e alti funzionari federali.
Chi contribuisce a scrivere le regole del mercato crypto, in sostanza, potrebbe fare un passo indietro rispetto al detenere, promuovere o guadagnare da token e società legate al settore.
Casa Bianca e senatori coinvolti non hanno ancora diffuso una versione ufficiale dell’accordo. Per questo, il presunto compromesso va trattato come un’intesa politica ancora in discussione, e non come un emendamento approvato o una garanzia di passaggio della legge.
La questione, come sappiamo, nasce soprattutto dalle attività crypto della famiglia Trump. Le ultime disclosure finanziarie hanno mostrato entrate molto elevate collegate a memecoin, stablecoin e WLFI, alimentando critiche dei democratici e richieste di regole più severe.
🚨NEWS: I’m hearing from multiple industry sources that the White House has agreed on an ethics package for the Clarity Act and sent the language to certain Senate Republicans this afternoon.
It’s still unclear what the details of the agreement are (I’ve reached out for…
— Eleanor Terrett (@EleanorTerrett) July 20, 2026
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Senato decisivo per il CLARITY Act
Il CLARITY Act punta a creare un quadro federale per il mercato crypto Usa, dividendo le competenze tra SEC e CFTC, e introducendo regole per piattaforme di trading, intermediari e asset digitali.
Alla Camera dei rappresentanti del Congresso il testo è già stato approvato, mentre la Commissione Bancaria del Senato del Senato ha avanzato una propria versione con un voto bipartisan. Il passaggio più difficile resta il Senato, dove il sostegno democratico potrebbe dipendere proprio dalla forza di queste clausole etiche.
Le domande, del resto, sono ancora molte. Non è chiaro, per esempio, se le limitazioni riguarderanno anche familiari dei funzionari, token già detenuti, nuovi airdrop, attività promozionali o investimenti gestiti tramite trust.
La posta in gioco è alta e, per l’industria crypto, la legge potrebbe segnare la fine di anni di incertezza regolatoria negli Usa. Sono in molti (anche nella community crypto) a pensare però che non si possa sorvolare sui conflitti d’interesse della politica.
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