3 min read 08 Feb 2022

Il Super Bowl 2022 sarà all’insegna delle crypto

Di Giorgia Galdi

Secondo quanto riportato da Wall Street Journal e non solo, i più grandi exchange di criptovalute in circolazione vorrebbero pubblicare i propri spot pubblicitari durante il Super Bowl 2022.

Il Super Bowl 2022 sarà all’insegna delle crypto

Il Super Bowl delle crypto

L’emittente NBC ha venduto tutti i suoi spazi pubblicitari per l’evento più atteso dello sport americano: il Super Bowl. E non stiamo parlando di spiccioli! La rete televisiva ha chiesto fino a $ 7 milioni di dollari per uno spot pubblicitario di 30 secondi, valore in crescita del 27% rispetto allo scorso anno e oltre 1,6 milioni di dollari rispetto al costo medio degli ultimi quattro anni.

Tuttavia, non c’è da stupirsi per queste cifre da capogiro: 

“Il momento del Super Bowl ha un valore particolare che non esiste altrove”, afferma Dave Sutton, CEO della società di consulenza di marketing TopRight. 

Il quaranta per cento degli inserzionisti di quest’anno sono nuove società. Tra queste, spicca la gara tra gli exchange di criptovalute per ritagliarsi un posto in prima fila al Super Bowl 2022, uno degli eventi sportivi più attesi della televisione americana che, ogni anno, si ripete come una tradizione e che è famoso anche per coinvolgere le star più acclamate del momento. 

Per dare un’idea della portata dell’evento, il Super Bowl dell’anno scorso ha attirato circa 91,6 milioni di spettatori televisivi, con annessa ondata di “chiacchiere” social.

Coinbase, Crypto.com e FTX sono tra le numerose società di criptovalute che cercano di pubblicare annunci durante il Super Bowl di quest’anno. La notizia arriva come l’ultimo esempio del potere, anche economico, associato alle società crittografiche negli ultimi tempi.

Questo significativo aumento dei tassi di pubblicità, infatti, sembra aver fatto ben poco per dissuadere i più grandi exchange di criptovalute dal mostrare il proprio marchio durante il pezzo forte della griglia di domenica. E come ben sappiamo non è la prima volta che gli exchange sono disposti a pagare (e molto!) per entrare nei mercati più mainstream.

Per esempio a novembre, Crypto.com ha speso 700 milioni di dollari per rinominare lo Staples Center di Los Angeles in Crypto.com Arena.

FTX, invece, ha recentemente raggiunto una valutazione di $ 32 miliardi sulla scia di un round di finanziamento di serie C di $ 400 milioni.

La portata dell’evento

Il Super Bowl è forse il miglior veicolo per i marchi più piccoli e meno conosciuti per generare engagement e aumentare la notorietà del marchio. 

Come tutti i brand, anche le società del settore emergente delle criptovalute devono creare consapevolezza, coinvolgimento e aumentare la fiducia nei consumatori. Anzi, forse questa “regola del marketing” è ancora più vera quando si parla di criptovalute che spesso vengono circondate da discorsi negativi e screditanti, legati a frodi e riciclaggio.

La percezione che il pubblico mainstream ha sugli investimenti in criptovalute si associa soprattutto al rischio, non solo dell’investimento in sé determinato da un mercato volatile, ma anche delle piattaforme che potrebbero rivelarsi scam e che, senza adeguate regolamentazioni, hanno via libera in questo settore. 

Da questo punto di vista, l’idea di molti exchange di presentarsi ad un evento come il Super Bowl è ancora più significativa. Presentarsi in un evento consolidato e costoso come quello in questione coltiva legittimità e fiducia nel pubblico.

Anche la portata del pubblico del Super Bowl è enorme. Uno spot pubblicitario trasmesso durante l’evento ha il potenziale per raggiungere oltre 100 milioni di spettatori e per le nuove società come gli exchange, che sono meno affermate e tradizionalmente considerate più rischiose, un annuncio del Super Bowl potrebbe offrire un inestimabile ritorno sull’investimento.

La portata dell’evento

Il Super Bowl ci farà andare to the moon?

Nonostante i numeri parlino chiaro, rimane ancora aperto un dibattito molto caldo sul fatto che gli annunci del Super Bowl valgano effettivamente il prezzo che vengano pagati. Questo “problema” nasce principalmente dalla difficoltà di misurare con precisione il ROI (Return On Investment) di uno spot pubblicitario, cosa che invece risulta molto più agile con investimenti digital grazie ai quali è possibile stimare i click, profilare la buyer persona e altro. 

Gli exchange che si sono offerti di sborsare parecchi milioni per gli spot al Super Bowl potrebbero avere come obiettivo più l’engagement, la conoscenza del brand e la creazione di fiducia da parte del pubblico, tutte cose che hanno un valore e un peso in termini di marketing significativo per ogni azienda. 

Tra tutti gli exchange, il grande assente è proprio quello che nella percezione del grande pubblico si è già posizionato come meritevole di fiducia e caposaldo del settore crypto: Binance.

A differenza dei suoi principali concorrenti, Binance non ha perseguito accordi di sponsorizzazione vistosi con squadre sportive professionistiche e personaggi famosi, come invece hanno fatto negli ultimi mesi FTX e Crypto.com firmando accordi sui diritti di denominazione delle arene e le partnership con atleti del calibro di LeBron James e Tom Brady.

Binance sta giocando controcorrente e apparentemente questo non ha minato in alcun modo il suo brand, anzi, lo ha distinto. 

Chi giocherà la mossa di marketing migliore? Chi ha avuto l’intuizione vincente?

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