Gli aggiornamenti di Bitcoin

Sono stati tanti gli aggiornamenti che hanno permesso al network Bitcoin di migliorarsi sotto tanti aspetti. Quali sono? Cosa cambia tra l’uno e l’altro?

Gli aggiornamenti di Bitcoin

Aggiornamenti di Bitcoin: introduzione

Approfondiamo le conoscenze sulla blockchain e criptovaluta regina: oggi parleremo degli aggiornamenti di Bitcoin.

Molto spesso ci viene chiesto quale sia la rete giusta su cui inviare dei Bitcoin: Segwit, native Segwit, Legacy oppure Taproot?

Come sempre, la risposta non è mai così semplice come si possa pensare.

Per questo motivo abbiamo pensato di scrivere questo articolo, puntando a due obiettivi diversi. Il primo è quello di far comprendere l’importanza di questi update della rete e le migliorie che portano a livello tecnico. Il secondo è quello di dare delle linee guida per poter comprendere come e dove inviare i tuoi BTC per tenerli al sicuro in un Wallet non Custodial.

Sei pronto? Iniziamo!

Che cos’è un Soft Fork?

Un Soft fork non è altro che un aggiornamento o upload di una rete decentralizzata.

Infatti, quando parliamo di bitcoin, dobbiamo sempre ricordarci che si tratta di una rete open source decentralizzata. Perciò, ogni persona è libera di copiare il codice sorgente e modificarlo a sua scelta.
Tuttavia, l’operazione appena descritta non è un soft fork, bensi’ un hard fork, motivazione per cui oggi esistono tante altcoin diverse. Descriveremo meglio l’hardfork in una sezione successiva.

Ma cosa succede quando vogliamo far evolvere una rete aperta a tutti con un aggiornamento che potrebbe migliorarla? Ecco che avviene un Soft fork.

Ovviamente, prima di far avvenire una qualsiasi  modifica all’interno di un protocollo decentralizzato e rischiare di comprometterlo, è importante ottenere conferma da parte della maggioranza degli sviluppatori del network.

Quindi, il primo passo da compiereè quello di inviare una email verso la mailing list ufficiale di Bitcoin, dove chiunque può condividere idee per migliorare e sviluppare la rete.

Dopodiché, se le idee ottengono successo, sarà possibile condividere un BIP (Bitcoin Improvement Proposals) nel forum ufficiale del network. In questa sede verrà votata la proposta pubblicamente; se essa supererà il Quorum e una percentuale di consensi superiore al 51%, otterrà ufficialmente il “via libera”.

Dal blocco genesi di Bitcoin a oggi sono passati 14 anni. La blockchain è stata teatro di molti Soft fork, tutti caratterizzati dall’obiettivo di renderla più sicura, rapida e user friendly.

Oltre a migliorare il network, questi aggiornamenti hanno anche cambiato la tipologia di address pubblico generato tramite un wallet. Diventa importante capire e saper riconoscere le varie tipologie di address, così da evitare errori e perdere preziosi Satoshi.

"Dal blocco genesi di Bitcoin, la blockchain è stata teatro di molti Soft fork che ne hanno migliorato sicurezza, rapidità e user experience"

Che cos'è un indirizzo pubblico?

Un indirizzo pubblico (o chiave pubblica) non è altro che una stringa alfanumerica generata tramite l’utilizzo di un sistema crittografico. Da una chiave privata è possibile generare infinite chiavi pubbliche.

Creare più account è quasi sempre un metodo per aumentare la sicurezza e la privacy delle nostre operazioni.

In ogni caso, comprendere a fondo il funzionamento di un wallet non custidial è indispensabile per diventare proprietari effettivi delle nostre criptovalute; inoltre, saper riconoscere i vari standard o tipologie di wallet anche solo dalla lettura della chiave pubblica lo è altrettanto. Qui trovi un articolo che spiega nel dettaglio il funzionamento di un wallet non custodial.

Dobbiamo ricordarci che in funzione della moneta che stiamo trasferendo ci saranno una o più reti per poterla trasferire.
Alcune di queste reti sono considerate native e permettono lo spostamento di una coin o un token sulla sua rete originale; questo metodo comporta molti meno rischi per l’investitore.
Al contrario, scegliendo una rete NON nativa, quello che ci troveremo non sarà il token o la coin originale ma bensì una sua versione derivata. Essa è quindi un qualcosa che prescinde da un’entità esterna che potrebbe compromettere i suoi fondamentali nel caso qualcosa andasse storto.

Per quanto riguarda BTC, la rete più sicura in cui trasferirli è sicuramente quella nativa, ossia la blockchain Bitcoin (scritto con la B maiuscola).

Tuttavia, visto che in questi anni ci sono stati tanti aggiornamenti che gli Exchange o le piattaforme di CeFi non sempre integrano, cerchiamo di capire quali sono e cosa cambia tra le diverse tipologie di questi indirizzi.

Address Legacy Bitcoin

La prima tipologia di address Bitcoin mai creata si chiama Legacy. Essendo questa la più vecchia, essa comporta costi di transazione più alti e anche tempi di attesa maggiori.

Gli indirizzi di tipo Legacy si contraddistinguono dal primo carattere dell’address che comincia sempre col numero “1”. Utilizzano una tipologia di address definita P2PKH, acronimo di Pay to Public Key Hash.

Resta sempre possibile fare una transazione da un wallet NON custodial Legacy verso uno di tipo Segwit, Native Segwit o Taproot. Tuttavia, in funzione della tipologia del wallet trasferente cambieranno i tempi di attesa e le gas fee.

Quando invece facciamo un passaggio di BTC da una piattaforma CeFi verso un wallet NON Custodial o viceversa è importante prima verificare che tipologia di rete supporta l’applicazione.
Ad esempio, attualmente l’exchange Binance supporta il prelievo e il deposito di BTC su due reti native: BTC e BTC Segwit. La prima equivale alla versione Legacy perchè il suo address comincia con il numero “1”; la seconda corrisponde alla rete native segwit perchè il suo address comincia con “bc1q“.

Questo è il genere di cose a cui si deve prestare massima attenzione quando si è in procinto di effettuare una transazione, pena anche la perdita del capitale interessato.

"Verificare sempre la compatibilità tra CeFi e reti Bitcoin, così da evitare problemi e perdite"

Segwit e Native Segwit

Il primo aggiornamento riassunto e conosciuto col nome di Segwit è un miglioramento della rete chiamato Segregated Witness, avvenuto il 24 agosto del 2017. Obiettivo principale: aumentare la scalabilità tramite un aumento delle transazioni contenute in un blocco.

Grazie a questo aggiornamento è stato possibile separare la firma dal corpo della transazione, alleggerendo di fatto le informazioni contenute. Ciò ha permesso di far entrare molte più transazioni in un blocco, lasciando quest’ultimo alle solite dimensioni di 1MB.

Aumentare la grandezza dei blocchi di una blockchain purtroppo richiede dei compromessi; nella sezione successiva li vedremo più dettagliatamente.

Rimanendo concentrati sull’aggiornamento, possiamo notare che questo soft fork ha permesso di diminuire anche il costo delle gas fee della metà.
In più, esso ha cambiato l’indirizzo dei suoi address, avendo come prima cifra il numero “3”.
Varia anche la tipologia degli address, passando alla P2SH: Pay to Script Hash.

Non ci si è però fermati: poco tempo dopo, il soft work fu ulteriormente migliorato, giungendo alla versione definita Native Segwit. Grazie a questo aggiornamento, il network cambia la sua tipologia di address in bech23: encoded with error detection.

Tutto ciò ha permesso alla rete di diventare ancora più performante sia a livello di scalabilità che di commissioni ridotte.
Oltretutto, cambiando gli indirizzi degli address Bitcoin e rendendoli scritti in minuscolo, a beneficiarne è anche la user experience.

Ultima differenza rispetto ai vecchi aggiornamenti: questi indirizzi si contraddistinguono per i primi 4 caratteri che sono sempre “bc1q“.

"Segwit e Native Segwit apportano grandi cambiamenti in tema di scalabilità"

Hardfork, Bitcoin Cash e BitcoinSV

Ora vedremo  perché aumentare la grandezza dei blocchi di una blockchain ha dei limiti, nonché quali sono i compromessi a cui si deve sottostare.

Il problema principale collegato all’incremento della grandezza dei blocchi di una blockchain è legato all’aumento di peso (espresso solitamente in MB) della blockchain stessa. Ciò comporterebbe una riduzione della decentralizzazione della rete, poiché chi vuole diventare un nodo del network necessita di scaricare l’intero storico delle transazioni passate.

Uno storico più pesante equivale a più memoria hardware occupata nel computer del validatore.

Tutto questo potrebbe portare a una diminuzione della decentralizzazione, causata dai possibili limiti tecnologici da parte dei futuri nodi del network.

Proprio durante il passaggio di Segwit ci fu un’ incomprensione all’interno degli sviluppatori che seguivano il progetto di Bitcoin.
Alcuni cercavano di tendere per questo soft fork e quindi di proseguire con la solita blockchain aggiornata, volta alla scalabilità tramite rimozione della firma delle transazioni.
Altri volevano invece incrementare la grandezza dei blocchi di Bitcoin da 1MB a 8MB, aumentando di fatto la portata della rete ma ricadendo nel problema visto in precedenza, ossia la mancata decentralizzazione.

La prima scelta avrebbe permesso a qualsiasi persona di poter sostenere un nodo della rete sul proprio dispositivo; la seconda lo avrebbe consentito solo a istituzioni, università o società private, limitando pertanto il numero di nodi attivi a sostegno del network.

Questo portò ad una rottura all’interno dello organizzazione che si occupa dello sviluppo di Bitcoin.

Ma cosa succede quando alcuni sviluppatori vogliono intraprendere una strada e altri invece no? Solitamente avviene un Hard Fork.

Questo evento consiste nella divisione della blockchain in due entità separate. Una resterà fedele all’originale, conservando tutto il suo storico passato; l’altra ripartirà con un blocco genesi generato nel momento stesso del Fork.

Nel 2017 avvenne uno dei fork più importanti della storia delle criptovalute e che diede vita a BitcoinCash. Un anno dopo, la nuova rete fece un altro fork, da cui vide la luce BitcoinSV.

È molto importante comprendere che queste 2 reti sono diverse da Bitcoin sotto tante caratteristiche fondamentali.

Prima di tutto, le monete che circolano sopra queste chain hanno prezzi e tokenomics diverse. Di fatto, puntanto su questi asset stiamo investendo in progetti e idee completamente diverse l’una rispetto all’altra.

Dopodiché, mi soffermerei su aspetto più logici. Ad esempio, il fatto che il mercato non necessiti di tante versioni di una cosa, ma di una fatta bene.
Oltretutto, visto che Bitcoin nasce come commodity digitale, l’unico aspetto che conta realmente è quale tra tutte questi beni digitali sia quella più riconosciuta dalla massa e il mercato.

Lascio a te le conclusioni condividendo i dati odierni di capitalizzazione dei vari Bitcoin esistenti:

  • Bitcoin: 334 Miliardi di $
  • Bitcoin Cash: 2 Miliardi di $
  • Bitcoin SV: 0,7 Miliardi di $

Bitcoin non è l’unica coin che ha subito un fork, anzi, ce ne sono molte altre. Questo avviene per diversi motivi; quasi sempre, la motivazione alla base è da trovare nelle diverse vedute dei vari sviluppatori che lavorano a un progetto.

Ognuno è convinto di volere il meglio per la propria rete e cercando di seguire la propria idea prende una strada diversa. Tuttavia, un hardfork non fa mai bene a un progetto poichè divide le community, il numero di sviluppatori che ci lavorano e riduce anche la capitalizzazione investita nel singolo asset che diventa quindi più debole sotto tanti punti di vista.

"Un hard fork non è mai positivo per un progetto, poiché divide la community e disperde forze e capitali"

Lighting Network

L’aggiornamento Lighting network, riassunto anche con LN, è avvenuto grazie al soft fork Segwit. Esso ha permesso alla rete Bitcoin di fare uno dei passi più importanti verso il processo di mass adoption. Infatti, LN è in realtà un Layer-2 costruito sulla rete Bitcoin che permette di effettuare dei micropagamenti off-chain, così da non congestionare la chain principale.

Il funzionamento è piuttosto semplice e sfrutta tanti piccoli canali di pagamento in cui all’interno è possibile inviare ridotte quantità di Bitcoin senza dover registrare nella rete madre ogni transazione.

Infatti, basterà registrare semplicemente lo stato iniziale e finale del canale. Questo porta la rete a poter scalare in maniera esponenziale rispetto alla precedente soluzione.
Basta pensare che senza questa soluzione il network BTC permette di compiere 3-4 transazioni al secondo(TPS), mentre grazie a LN ogni canale può processare almeno 250 TPS, con la possibilità di aprire infiniti canali contemporaneamente.

Per utilizzare la rete LN è importante utilizzare un wallet apposito come Wallet of Satoshi, Eclair Mobile oppure Breez.

Taproot

L’ultimo tra gli aggiornamenti di Bitcoin si chiama Taproot. Esso permette un upgrade degli script di Bitcoin, migliorando di conseguenza sicurezza, scalabilità e privacy, oltre a permettere una riduzione dei costi di transazione.

Il soft fork è composto da 3 BIP diversi:

  • Schnoor Signature
  • Taproot
  • Tapscript

L’aggiornamento degli script permette a questi di diventare programmabili e quindi di eseguire funzioni più complesse della singola transazione.
Ad esempio, grazie a Taproot possiamo creare dei Timelock per alcune transazioni di Bitcoin, rendendo quindi i BTC che spostiamo da un indirizzo a un altro non ri-trasferibili prima di una certa data.

Oppure, possiamo aggregare più firme insieme, rendendo la rete compatibile anche con wallet multi-sig.

Capiamo quindi come questo aggiornamento è molto importante per il network Bitcoin, poiché permette lo sviluppo di smart contract e la creazione di NFT sulla rete.

Gli address compatibili con Taproot cambiano ancora una volta: le 4 cifre iniziali si contraddistinguono per avere come caratteri iniziali “bc1p“.

"Taproot consente di sviluppare smart contract, altra funzionalità indispensabile per continuare a crescere"

Gli aggiornamenti di Bitcoin: qualche consiglio

Abbiamo appena illustrato diversi avvenimenti importanti riguardanti la storia di Bitcoin. Oltre a questo, ci siamo anche concentrati su alcuni aspetti più pratici come la differenza che c’è tra diversi address, così da non rischiare di fare errori durante le transazioni.

Restano giusto un paio di consigli utili a proposito di quanto appena visto, così da poter essere sicuro di aver detto tutto.

Il primo riguarda le transazioni tra wallet non custodial. Queste infatti sono interoperabili tra tutti gli address visti in precedenza.
Ciò significa che quando si compie una transazione di Bicoin da un address Segwit verso uno Taproot non ci sarà alcun problema nel farla.
Tuttavia, questo discorso varia in funzione del wallet che si sta utilizzando; se non sei sicuro e stai compiendo dei movimenti molto consistenti, fa’ sempre una transazione test con un piccolo importo, per poi e poi agire con quella vera e propria.

Mi raccomando che questo discorso NON vale per i passaggi da wallet custodial verso wallet non custodial e viceversa.

L’altro consiglio fondamentale è quello di testare e provare a utilizzare la rete sotto tutte le sue forme con un piccolo importo. Sicuramente ci saranno dei costi, dati dalle transazioni e da possibili errori che si possono compiere; però, questo è l’unico modo per capirne veramente il funzionamento e anche il potenziale.

Abbiamo concluso: ora che ne sai di più sugli aggiornamenti di Bitcoin, sei pronto per continuare ad approfondire con tutti i nostri materiali gratuiti.


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