Che cos'è la riserva frazionaria?
La riserva frazionaria è uno dei pilastri del sistema bancario: ecco di cosa si tratta
Indice
Introduzione alla riserva frazionaria
Nel cuore del sistema finanziario globale c’è un meccanismo che probabilmente usi ogni giorno senza pensarci troppo: la riserva frazionaria. Si tratta di uno dei principi fondamentali del mondo bancario, mediante cui gli istitui di credito commerciali gestiscono i depositi dei clienti e trasformano quel denaro in prestiti che alimentano l’economia reale.
Il termine può suonare tecnico, ma la sua comprensione è essenziale per capire come vengono create moneta e credito, ma soprattutto quali rischi e benefici sono insiti nel sistema bancario moderno.
In questo articolo andremo alla scoperta della riserva frazionaria per comprenderne le basi. Buona lettura!
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Che cos'è la riserva frazionaria?
La riserva frazionaria è un sistema bancario secondo cui le banche non tengono l’intero ammontare dei depositi dei loro clienti come liquidità in cassaforte o in contanti (come del resto suggerisce anche il nome riserva frazionaria o riserva obbligatoria.
Al contrario, gli istituti conservano solo una piccola frazione di quei depositi, mentre il resto viene impiegato per concedere prestiti ad altri soggetti. In pratica, il denaro che depositi non si limita a restare inutilizzato: diventa una fonte di credito per altri utenti dell’economia. Questo contribuisce a stimolare il sistema e, di conseguenza, l’intera economia
In termini pratici, quando versi denaro sul tuo conto, quei fondi non restano automaticamente di tua proprietà sotto forma di contanti fisici: essi diventano invece parte delle riserve della banca. In qualità di correntista otterrai una promessa di pagamento, ossia il tuo saldo sul conto, che la banca deve soddisfare su richiesta, secondo le regole contrattuali.
Un meccanismo molto più semplice di quello che sembra, almeno visto così, ma che ha implicazioni enormi su tutti noi. Vediamo più nel dettaglio come funziona.
"Le banche non trattengono l'intero importo depositato dal cliente, ma lo concedono in prestito ad altri soggetti"
Come funziona la riserva frazionaria
Immagina di depositare 100 euro in una banca. L’istituto non tiene quei 100 euro “sotto chiave” in un caveau come alcuni potrebbero pensare: una certa percentuale viene trattenuta come riserva, mentre il resto può essere prestato ad altri soggetti. La percentuale minima di riserva, in molti paesi regolamentati come quelli dell’Eurozona, può essere fissata dalla banca centrale; restando sull’esempio del 100€, con una riserva del 2% la banca ne trattiene 2 e può prestare i restanti 98.
I soldi prestati finiscono poi nei conti di altri clienti, che a loro volta possono depositarli in banche diverse. Ogni nuovo deposito genera ulteriori prestiti, creando un effetto moltiplicatore che espande la quantità di moneta in circolazione ben oltre l’ammontare iniziale dei depositi. Questo fenomeno è noto come moltiplicatore monetario.
In passato si utilizzava spesso una formula teorica per stimare quanto denaro potesse essere creato attraverso questo processo: il moltiplicatore è il reciproco del tasso di riserva. Se la riserva obbligatoria fosse del 10%, in teoria il sistema potrebbe generare fino a 10 volte la base monetaria originale.
Il meccanismo della riserva frazionaria non opera nel vuoto: è incorniciato dalla politica monetaria e dalla regolamentazione della banca centrale di ciascun Paese. Per noi, che facciamo parte dell’Eurozona, l’autorità in questione è la Banca Centrale Europea.
In passato, molte banche centrali imponevano un requisito di riserva obbligatorio determinato come percentuale dei depositi che le banche dovevano mantenere in forma di liquidità o depositi presso la banca centrale stessa. Tuttavia, negli ultimi anni questa dinamica è cambiata in alcune giurisdizioni. Negli Stati Uniti, ad esempio, la Federal Reserve ha portato il requisito di riserva allo 0% nel 2020 per incoraggiare il prestito e sostenere l’economia durante la pandemia.
Quanto appena detto non significa che le banche non tengano alcuna riserva operativa. Piuttosto, i vincoli di liquidità e gli standard patrimoniali hanno assunto un ruolo più rilevante rispetto alla mera riserva obbligatoria.
La banca centrale rimane comunque essenziale: è lei che fornisce il denaro base (contante e riserve bancarie) e che gestisce strumenti come i tassi di interesse e le operazioni di mercato aperto per influenzare la quantità di credito e la stabilità del sistema finanziario.
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In caso di bank run
Come avrai intuito, nonostante i benefici la riserva frazionaria non è esente da rischi.
Uno dei pericoli più temuti è discussi è la bank run, tradotta in italiano in “corsa agli sportelli”. Poiché le banche non tengono l’intero ammontare dei depositi in forma liquida, esiste sempre il rischio che un numero elevato di clienti voglia prelevare simultaneamente i propri fondi. Questo scenario è molto raro ma possibile e può mettere in crisi la capacità di una banca di onorare tutte le richieste di prelievo in tempi brevi, portando potenzialmente al fallimento.
Non solo: una corsa agli sportelli che mette effettivamente in crisi la banca genera solitamente una spirale negativa, che porta altri clienti a correre a prelevare per il timore di perdere il proprio denaro. Questo meccanismo genera ulteriore pressione all’istituto (o addirittura al sistema) e comporta conseguenze potenzialmente gravissime.
Per mitigare questo rischio, i sistemi bancari moderni si affidano a garanzie pubbliche come gli schemi di assicurazione dei depositi e al ruolo di prestatore di ultima istanza svolto dalla banca centrale stessa, che può fornire liquidità alle banche in difficoltà.
Riserva frazionaria e criptovalute
Nel dibattito economico esistono critiche alla riserva frazionaria.
Alcuni economisti sostengono che il meccanismo possa generare cicli economici più pronunciati, poiché l’espansione e la contrazione del credito si traducono in variazioni della domanda globale. Inoltre, sebbene la riserva frazionaria espanda l’offerta monetaria, la sua sostenibilità dipende in larga misura dalla fiducia dei depositanti e dalla stabilità delle istituzioni che regolano il sistema. Può quindi essere un’arma a doppio taglio e di certo si tratta di un meccanismo da maneggiare con molta cura.
Per tornare nel nostro mondo, questo aspetto viene spesso messo a confronto con sistemi alternativi come Bitcoin, dove la moneta non viene “creata” attraverso prestiti bancari e non esiste un’autorità centrale che gestisce la base monetaria.
In ogni caso, occorre precisare che si tratta di un ambiente completamente differente dove la riserva frazionaria non può esserci.
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