La Fed cambia tutto e i mercati reagiscono!
Cambio completo del vento in casa Fed: dalla quasi certezza di nessun taglio all'alta probabilità che avvenga. Buona risposta dei mercati finanziari
La Fed cambia tutto
Mosse a sorpresa in vista: la Fed cambia tutto e il taglio ai tassi d’interesse nel FOMC di dicembre si fa decisamente probabile. I mercati reagiscono bene in vista del prossimo meeting. Approfondiamo il tema!
La Fed taglierà i tassi (?)
Quante cose sono successe nelle ultime settimane. Dopo l’ultimo meeting del FOMC, nell’aria vi era la quasi certezza che un altro taglio ai tassi d’interesse sarebbe arrivato prima della fine del 2025. Tuttavia, le dichiarazioni di Powell, unite poi alla pubblicazione dei FOMC Minutes, avevano fatto crollare le aspettative; di fatto, gli addetti ai lavori davano quasi per certo che nessun taglio avrebbe avuto luogo.
Ebbene, forse assisteremo all’ennesimo colpo di scena. Negli ultimi giorni, i pronostici sono tornati a pendere nettamente a favore di un taglio da 25bps per il FOMC di dicembre, l’ultimo dell’anno. Solo una settimana fa, il FedWatch Tool del CME Group dava la possibilità di un taglio al 30% circa; oggi, il dato è all’83%: oltre 50 punti percentuali in più. Perché questo netto cambiamento del “vento”?

Tutto parte dai contrasti interni alla Federal Reserve; ne abbiamo parlato già in diverse occasioni, ma riassumiamo in breve qual è la situazione. La banca centrale a stelle e strisce si trova spaccata in due schiarimenti:
- I membri del FOMC che danno massima priorità all’inflazione alta e, di conseguenza, non vogliono tagliare ulteriormente i tassi.
- I membri del FOMC che danno massima priorità al rallentamento del mercato del lavoro e, di conseguenza, vogliono ancora tagliare i tassi.
La distinzione sembra netta, ma vi è molta più indecisione di quanto sembra. Questo perché entrambe le tematiche sono di primaria importanza e devo avere la giusta attenzione.
Come ha ricordato anche il chairman Jerome Powell, gli strumenti a disposizione sono quelli e non possono soddisfare entrambe le necessità: o si lotta contro l’inflazione (che resta fuori target) o si spinge l’economia (che non è al 100% della forma). La via di mezzo è ottenibile, ma i risultati non sarebbero un granché.
Fino a pochi giorni fa, seppur tra le incertezze, “vinceva” la lotta all’inflazione. Le cose sono però cambiate al punto di stravolgere le aspettative sul prossimo meeting FOMC.
Innanzitutto, la pubblicazione venerdì scorso di alcuni dati sul lavoro riferiti a settembre ha confermato i dubbi che aleggiano sul mercato. Seppur siano state registrate più assunzioni rispetto alle attese, sono state rese note anche delle correzioni in negativo sul mese di agosto. In aggiunta, sappiamo che il bureau di statistica non renderà noto alcun dato relativo a ottobre, come conseguenza dello shutdown. Si navigherà un po’ senza bussola, per capirci.
Da notare anche che il tasso di disoccupazione ora è al 4,4%. Relativamente basso, certo (nell’Eurozona supera il 6), ma per gli States è il valore più alto da ottobre 2021.
A questo punto, sono entrate in scena alcune figure di spicco della Fed, tra cui il presidente della sede di New York John Williams, a cui ha fatto seguito Mary Daley, presidente della Fed di San Francisco. Entrambi hanno aperto a un taglio già nel prossimo appuntamento FOMC di dicembre, nello specifico sostenendo che “c’è spazio per un ulteriore aggiustamento nel breve termine”.
Sia Williams che Daley sono personalità generalmente schierate sulle idee di Powell, che resta prudente nell’approccio. Il cambio di pensiero può avere un impatto forte e portare al taglio dei tassi a dicembre. Va detto però che la Daley non ha potere di voto nel 2025.
Le incertezze restano, sia chiaro. Però, delle dichiarazioni così esplicite da parte di due membri potenti del FOMC Fed potrebbero spingere altri indecisi a optare per il taglio. Da qui lo stravolgimento delle aspettative.
Approfondisci: cosa sono i tassi d’interesse?
La reazione dei mercati
Nonostante il continuo parlare della bolla IA, con pareri che vanno a mettere sul piatto anche una bolla del mercato stock americano in generale, i mercati stanno tenendo botta. O meglio, dopo una fase di contenuti ribassi dai minimi, sembra che le notizie dalla Fed stiano avendo un buon effetto.
Tutti i principali indici americani (Dow Jones, Nasdaq e S&P 500) guadagnano terreno negli ultimi giorni. Lo stesso vale anche per il Russell 2000. Pare quindi che i partecipanti al mercato stiano tirando un po’ il fiato scontando già un taglio di 25bps nel prossimo meeting. A proposito: lo seguiremo in live YouTube e Twitch, non perdertelo (10 dicembre nella serata italiana).

Andamento del Nasdaq Composite negli ultimi 5 giorni a oggi. Fonte CNBC
Nella giornata odierna, bene anche le piazze europee, tutte in positivo. Segnaliamo inoltre le buone performance delle borse asiatiche, sulla scia delle news provenienti dagli Stati Uniti.
E le criptovalute? Beh, da qualche giorno a questa parte, un leggero miglioramento nelle valutazioni c’è stato. Ad esempio, bitcoin si è “risollevata” a 88k dagli 82.000$ in cui si trovava in precedenza. Si tratta comunque di piccoli passi in avanti, che non riescono neppure a riequilibrare le perdite complessive sui 7 giorni.
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