I motivi della discesa
La blockchain di riferimento per il mondo degli smart contract Ethereum è in subbuglio ed ETH performa male. Ecco 3 cause per cui la coin perde valore, più dei motivi per cui guardare con fiducia al futuro.
Indice
Il momento NO
Il primo motivo alla base dei problemi di ETH è il periodo che le altcoin stanno vivendo. Infatti, dando uno sguardo agli ultimi 30 giorni, la maggior parte (oltre 70) delle criptovalute tra le prime 100 per capitalizzazione è in perdita. Da CRO ad ADA, fino appunto a ETH, molte coin e token hanno davanti il segno meno.
Guardando agli ultimi 60 giorni il risultato non cambia; anzi, la perdita coinvolge addirittura più crypto.
Dopo il rally di fine anno, diverse criptovalute hanno smaltito un po’ l’entusiasmo e si sono ritrovate a perdere inesorabilmente valore. In diversi momenti, queste realtà hanno provato a reagire, registrando anche ottime performance. Tuttavia, la pressione di vendita è stata nel complesso superiore.
Ethereum si sta comportando esattamente in questo modo e incassa un colpo pesante: dal picco di inizio dicembre, la coin ha perso circa il 35% del valore, entrando in una fase ribassista di breve periodo che stenta a trovare il bottom.
Notiamo poi i volumi tutt’altro che esaltanti, a testimonianza dello scarso interesse che ruota attorno alla coin.
A livello puramente tecnico, come prima cosa dobbiamo trovare il minimo. Il livello in cui ci troviamo ora non rappresenta un supporto significativo, ma in caso di perdita troveremo delle “linee di difesa” migliori e collaudate nel tempo (come i 2.400 dollari).
Passiamo agli altri fattori per considerare meglio quanto sta accadendo.
La crescita dei competitor
La competizione nel settore sta crescendo e il team di Ethereum non può pensare di essere immune agli avvenimenti.
Il network è da sempre stato un punto di riferimento per quanto riguarda l’innovazione, lanciando grandi trend come DeFi e NFT. Esso conserva ancora questo ruolo di “incubatore” di novità, ma limiti tecnici, costi e altri fattori stanno condizionando non poco la leadership.
Alcuni nomi spingono forte, primo tra tutti Solana. Dopo anni di problemi tecnici e dubbi, finalmente la blockchain super performante ha raggiunto un grado di maturità che garantisce una certa affidabilità. I margini di miglioramento sono ancora ampi e i vari progetti guardano con interesse l’ecosistema.
Ethereum, abituata a essere il centro crypto di tutto ciò che ruota intorno agli smart contract, non è più la sola alternativa: alcuni investitori e utenti stanno spostando i fondi verso lidi più in trend.
La situazione non è compromessa: il team ha modo di recuperare e tornare a posizionare il network in cima alle preferenze. Ma bisogna agire prontamente.
Frammentazione e altro
Ci sono poi altre criticità da affrontare, tra cui la frammentazione.
Questa blockchain ha sempre avuto limiti operativi evidenti ed elevati costi di utilizzo. Per risolvere il problema si sono adottate diverse soluzioni, tra cui ricordiamo il passaggio all’algoritmo di consenso Proof-of-Stake. Ciò però non era sufficiente (si sapeva da subito) e i layer 2 sono diventati la soluzione per eccellenza.
Tuttavia, quella che doveva essere la svolta positiva, potrebbe trasformarsi in una minaccia.
La frammentazione è un problema reale per Ethereum. Con decine e decine di layer 2 già disponibili, più altri in sviluppo, l’utente comune si ritrova a che fare con un labirinto di chain isolate tra loro, bridge, piattaforme che non supportano tutti i L2 e via dicendo. Anche solo acquistare un token può diventare un impresa per chi ha meno esperienza, scoraggiando in partenza l’operatività e spingendo la massa a optare per altre soluzioni, come appunto Solana.
Ma la frammentazione non è solo questione di esperienza d’uso: anche la liquidità ha dei problemi, perché finisce “in trappola” nei vari L2, a volte diventa difficile spostarla e si riduce l’efficienza dell’intero ecosistema.
Secondo Vitalik Buterin, Ethereum non può permettersi di abbandonare i layer 2. Il founder di Ethereum è stato chiaro: i developer devono sfruttare il potenziale dei L2 per migliorare la scalabilità e il L1 per la stabilità, cercando di trovare soluzioni che rendano l’ecosistema sempre più semplice da usare e interconnesso.
Una speranza in questo senso è l’ERC-7683 (creata da Across e Uniswap Labs). Essa mira a standardizzare le richieste degli utenti e rendere semplice lo scambio di informazioni cross-chain.
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Le note positive
Chiudiamo con le note positive, perché altrimenti potrebbe passare il messaggio che Ethereum stia per fallire. Sì, ci sono dei problemi, ma come abbiamo visto anche delle possibili soluzioni. Non scordiamoci che questo nome è un gigante che ha saputo muoversi benissimo nel tempo e gli obiettivi di lungo periodo restano intatti; occorre fare degli aggiustamenti e ripartire sui giusti binari.
Nel frattempo, seppur la coin ETH si stia muovendo con difficoltà, segnaliamo che per la prima volta i volumi in entrata negli ETF hanno superato quelli di bitcoin. Ci sono poi grandi nomi che stanno puntando forte su questa coin: è il caso di Goldman Sachs, che nel Q4 2024 ha incrementato le posizioni del 2.000%. In generale, l’interesse istituzionale dà segnali positivi.
Lato tecnico, le gas fee del network sono crollate ai minimi da 5 anni a questa parte. Se da un lato ciò è dovuto alla scarsa attività, dall’altro segnaliamo i tanti miglioramenti avvenuti su vari layer 2.
Attenzione poi all’update Pectra, atteso ad aprile sulla mainnet e in via di lancio sulle principali testnet. Pectra aumenterà il blob space, riducendo le gas fee; migliorerà anche la scalabilità dei L2 e arriveranno i Verkle Trees, nuove strutture di dati che dovrebbero migliorare l’efficienza.
Infine, occhio anche alla Foundation: la community chiede a gran voce dei cambi al vertice e Vitalik sembra intenzionato ad assecondare questo desiderio.
Tante novità bollono in pentola, non ci resta che seguirle!
Dove acquistare Ethereum?
La coin ETH è disponibile sulla quasi totalità delle piattaforme in circolazione, siano esse centralizzate o decentralizzate.
Gli exchange sono la scelta migliore per chi non opera già nel mondo delle crypto, oppure per chiunque volesse depositare valuta fiat (euro, dollari…) in semplicità e senza spendere una fortuna in commissioni.
Tra le migliori piattaforme di questa famiglia menzioniamo Binance (il più grande CEX al mondo per volumi), Coinbase (UX super intuitiva), Bybit (alternativa molto interessante), Bitget (tanti strumenti a disposizione) e Crypto.com (realtà ultra innovativa). Cliccando sui link appena forniti accederai ai nostri tutorial e troverai dei referral link per iscriverti e beneficiare dei vantaggi riservati ai nostri lettori e alle nostre lettrici.
Al di fuori del mondo centralizzato, la scelta è comunque abbondante. Possiamo acquistare ETH direttamente sulla blockchain layer 1; tuttavia, per risparmiare denaro in gas fee, consigliamo di sfruttare i tanti layer 2 come Optimism e Arbitrum, appoggiandosi alle principali piattaforme DeFi come Uniswap (che ora ha lanciato la sua Unichain).