Bitcoin nella morsa tra Federal Reserve, metalli e mining
Andamento di BTC rispetto ai due metalli preziosi per eccellenza, novità sul mining e punto sul FOMC: una settimana carica da commentare insieme
Indice
Introduzione al focus on
Bitcoin nella morsa di Federal Reserve, metalli preziosi e mining, è proprio il caso di dirlo.
Siamo in piena settimana del FOMC, lasciato alle spalle solo una manciata di ore fa. Già questo evento di massima importanza basterebbe a motivare una certa influenza del mondo macroeconomico sulla criptovaluta più conosciuta e capitalizzata.
Tuttavia, ci sono anche altre dinamiche che investono bitcoin, o con cui la coin viene per forza di cose messa a confronto. In ordine, stiamo parlando del mining, che vive un periodo piuttosto interessante, e dell’andamento di oro e argento.
Oggi vogliamo analizzare queste tre aree tematiche, capendone la situazione e mettendo in luce il rapporto con BTC e l’influenza che potrebbero avere su di essa. Per nostra esperienza, sappiamo che per essere davvero sul pezzo bisogna considerare sempre tutte le variabili quando si segue una crypto; oggi ti aiuteremo a farlo.
Dalla macroeconomia alle basi della blockchain: segui i nostri corsi crypto su TCG Learn
Federal Reserve: il punto sui tassi d'interesse
Il pezzo forte della settimana era l’appuntamento con il FOMC, l’importante comitato della Federal Reserve che si occupa di stabilire i tassi d’interesse sul dollaro americano.
Tutti si aspettavano una pausa ed effettivamente c’è stata. I tassi d’interesse restano quindi invariati nel range 3,50-3,75%. Per il prossimo FOMC, che si terrà a metà marzo, il FedWatch del CME pesa all’86,5% un’ulteriore pausa e al 13,5% un taglio da 25 punti base. Per ora, è davvero presto capire in che direzione andremo.
A prescindere dal non taglio, questo resta un momento storico per il dollaro americano. La valuta per eccellenza è debolissima e ciò potrebbe spingere la Federal Reserve a intraprendere certe strade. Potremmo effettivamente attendere dei tassi più bassi, l’aumento dell’export e un miglioramento della bilancia commerciale, ma saranno i fatti a dimostrarlo.
Tuttavia, l’attenzione si è focalizzata sulla vicenda legale che coinvolge proprio la banca centrale a stelle e strisce. Il verdetto stabilirà se il presidente Trump potrà licenziare il Gov. Lisa Cook della Fed; crescono quindi i timori dell’ingerenza politica su questa storica istituzione.
Tornando al FOMC, la Federal Reserve ha fatto la sua mossa e ora attendiamo di vedere quali risultati produrrà, anche se non ci sono state particolari sorprese.
In questo senso, anche bitcoin e le criptovalute non dovrebbero subire particolari effetti. Le dinamiche macroeconomiche influenzano considerevolmente i mercati, anche quelli del nostro settore, ma è la sopresa a generare le reazioni più consistenti.
Proseguendo, possiamo approfittarne e spostare il focus proprio su bitcoin. Oltre alle dinamiche macro, dobbiamo infatti osservare l’evoluzione della coin da due angolazioni un po’ diverse rispetto al solito.
Innanzitutto, diamo uno sguardo a BTC, oro e argento. Questi tre asset vivono momenti decisamente differenti e vale la pena approfondire. Dopodiché, passeremo alla questione del mining, perché tra i principali attori c’è del movimento da non perdere.
Bitcoin, oro e argento
“Bitcoin è l’oro digitale”. Una frase che negli ambienti crypto è diventata la normalità da sentire. Certo, si tratta di due asset completamente differenti, ma di fondo:
- Entrambi sono scarsi. L’oro è fisicamente limitato sul nostro pianeta, mentre BTC ha una supply massima definita dall’algoritmo.
- L’oro ha applicazioni di varia natura e gli è assegnato valore a livello universale. bitcoin ha un’infrastruttura innovativa e il supporto di investitori, fondi e alcuni Stati.
- Dovunque tu vada, l’oro sarà sempre visto come qualcosa di valore. Stesso discorso per BTC, che è però facilmente trasportabile e accessibile senza doverselo portare fisicamente appresso.
Questi sono alcuni dei punti di congiunzione di oro e bitcoin, utili per mettere a fuoco la loro relazione speciale.
Quanto all’argento, in genere il paragone viene fatto con la crypto numero 2, ossia Ethereum. Però, date le dinamiche di prezzo che sta vivendo, ci è sembrato comunque interessante capire come si sta muovendo e confrontarlo a BTC.
Oro e argento stanno vivendo una fase eccezionale. Entrambi sono ai massimi storici e la spinta rialzista potrebbe persino proseguire.
Parlando dell’aureo metallo, lunedì 26 gennaio è stato sfondato per la prima volta il tetto dei 5.000$/oz. Per dare un’idea della crescita sperimentata, a inizio 2025 ci trovavamo praticamente a metà del valore attuale, intorno ai 2.600 dollari (ed eravamo già in fortissima crescita). Solo due giorni dopo, mercoledì 28, si è giunti a quota 5.300$.
Quanto all’argento, la salita è stata costante per parecchio tempo, ma il decollo vero e proprio è avvenuto verso la fine di ottobre 2025. In quel periodo, lo XAG (ticker dell’argento) era prezzato sui 46/47 dollari per oncia. Nel corso di questa settimana abbiamo sfondato i 110$: impressionante.
Se questi due metalli condividono la price action, non si può dire lo stesso per le motivazioni.
L’oro cresce certamente per la domanda industriale, ma sappiamo che la dinamica numero 1 sta nell’incertezza che avvolge l’economia e gli equilibri mondiali. Dazi, minacce americane anche nei confronti degli alleati, guerre che persistono e dinamiche macro spingono gli investitori a puntare sull’oro per coprirsi. In più, sicuramente siamo in una fase in cui anche i meno esperti decidono di buttarsi nella mischia, ingolositi dalla crescita apparentemente infinita del prezioso metallo.

Da gennaio 2025 a oggi, grafici oro (XAU), argento (XAG) e bitcoin (BTC) a confronto: la differenza è netta. Fonte TradingView
Per l’argento la storia è diversa. Qui è la domanda industriale a farla da padrona e il concetto è semplice: serve più argento di quello che è disponibile. Di conseguenza, entrano in gioco le dinamiche di domanda e offerta, spingendo la valutazione alle stelle.
L’argento è impiegato nell’automotive, nel settore informatico e dell’intelligenza artificiale, nella costruzione degli impianti fotovoltaici e tanto altro ancora.
A ciò aggiungiamo comunque una componente di investimento non trascurabile e dalle caratteristiche, seppur decisamente più deboli rispetto all’oro, di bene rifugio (quanto meno alternativo).
Nota interessante: resta comunque la possibilità di un crash: alcuni trader starebbero piazzando degli ordini short in leva, convinti che speculazione e hype stiano raggiungendo livelli troppo alti… chi avrà ragione?
Update alla pubblicazione: proprio nelle ultime ore, oro e argento sono crollate e hanno trascinato verso il basso anche gli ETF. Resta da valutare nei prossimi giorni la direzione dei mercati dopo che sarà smaltita la “sbornia” da crollo.
Passando invece a bitcoin, le dinamiche di prezzo sono completamente diverse. Il 2025 è stato l’anno dei nuovi massimi storici, ma anche quello della forte perdita di prezzo.
Oggi l’impasse resta e BTC sembra non riuscire a riprendere la salita. C’è chi parla di nuovi ribassi, chi spera in una cristallizzazione dello scenario e chi punta a nuovi record. La verità è che questa fase è incerta e va monitorata continuamente.
Bitcoin soffre maggiormente di ciò che accade nei mercati rispetto a oro e argento. Da un lato, è un asset che viene naturale (e corretto) accostare all’oro; dall’altro, resta in balia del sentiment, seguendo più la traiettoria di asset rischiosi come le azioni. È una natura ibrida che rende BTC qualcosa di unico.
Mining bitcoin, Nvidia e CoreWeave
Di unico per bitcoin (e le criptovalute basate su blockchain Proof-of-Work) è anche il processo di mining. Mediante questo meccanismo, le transazioni sono verificate e validate; contemporaneamente, nuove coin sono emesse seguendo le istruzioni dell’algoritmo.
Oggi, ogni 10 minuti circa si chiude un nuovo blocco di Bitcoin. Il miner che per primo risolve il complesso problema matematico alla base di questa operazione riceve la ricompensa di 3,125 BTC. Tra poco meno di 2 anni e mezzo avverrà un nuovo halving, che andrà come sempre a dimezzare il premio e, di conseguenza, l’inflazione di bitcoin.
Perché parliamo ancora una volta dell’halving? Perché questo fenomeno, unito ai cambiamenti epocali che stiamo vivendo, impatta parecchio su tutto ciò che riguarda il mining.
L’intelligenza artificale non è una moda passeggera, ma una rivoluzione che sta già plasmando un nuovo mondo, nel bene e nel male. Molti grandi nomi del mining bitcoin si stanno spostando almeno in parte sui servizi IA in quanto più profittevoli. In poche parole: minare fa guadagnare meno e sarà anche peggio dopo l’halving 2028. Quindi, in parallelo, meglio impiegare la potenza computazionale nel settore IA.
Nel complesso, non si tratta di un “abbandonare la nave” del mining, ma di una diversificazione che i player mettono in campo per ottimizzare le risorse e puntellare i guadagni. Non c’è nulla di male: se i miner sono più stabili, anche la blockchain ci guadagna; chiaramente a patto che continuino a svolgere l’attività di mining.

Tutto andrebbe bene, ma sono in atto dei cambiamenti che rimescolano le carte in tavola. Nvidia, il colosso della produzione di chip e schede indispensabili anche per l’IA, ha chiuso un investimento da 2 miliardi di dollari su CoreWeave. Quest’ultima è una big del settore AI-bitcoin mining.
Il fatto che Nvidia entri in questa azienda potrebbe spostare gli equilibri a beneficio proprio di CoreWeave e dei nomi che hanno delle partneship. A soffrire maggiormente potrebbero essere i miner indipendenti, che già faticano a trovare un posizionamento stabile e profittevole. Sembra proprio che l’industria andrà strutturandosi sempre più sui grandi nomi, con i piccoli a inseguire e con meno opportunità di ricucire parzialmente il gap.
Per Bitcoin e BTC, questa notizia ha valenza sia positiva che negativa.
Il punto positivo è che se l’industria si consolida e i player riescono ad avere guadagni più stabili (cosa impossibile con il solo mining), il funzionamento della blockchain è garantito. In questo senso, ben vengano la diversificazione sull’AI e la crescita di alcuni nomi.
Il rovescio nella medaglia sta nella competizione sempre più serrata che taglia le gambe ai più piccoli. Diciamolo senza problemi: si va contro l’idea alla base di Bitcoin. Ognuno può fare la sua parte e anche il miner più piccolo ha il suo ruolo. Tuttavia, si tratta di un lavoro sempre più simbolico e che non porta guadagni; anzi, spesso è pure in perdita.
Dalle basi all’operatività in autonomia: segui i nostri materiali e corsi di trading crypto su TCG Learn