2 min read 10 Aug 2023

Inflazione americana: il CPI di agosto

Di Gabriele Brambilla

Per non farci mancare nulla, ecco che arrivano CPI e Core CPI poco prima delle vacanze. L'inflazione mostra segnali di ritirata o ci farà ancora compagnia?

Inflazione americana: il CPI di agosto

CPI e Core CPI: inflazione sotto i riflettori

CPI e Core CPI americani di luglio, finalmente ci siamo. Oggi è una giornata importante per l’economia mondiale, perché riusciremo a capire come si sta muovendo l’inflazione negli Stati Uniti.

La situazione la conosciamo a memoria e la battaglia con l’aumento dei prezzi prosegue in varie parti del mondo. Gli interventi delle banche centrali si susseguono e, nonostante i tassi d’interesse abbiano raggiunto dei livelli che non si vedevano da molti anni (5,5% negli States e 4,25% nell’Eurozona), l’inflazione continua a farsi sentire.

I dati dei CPI sono rientrati in aree più miti. Però, quando andiamo a guardare i Core CPI, privi del costo dell’energia, i prezzi restano ancora alti. Insomma, l’inflazione è ben presente e non molla con decisione la presa.

Un paio di settimane fa, sia il FOMC della Federal Reserve che la Banca Centrale Europea hanno stabilito nuovi aumenti ai tassi (25 punti base per entrambe). Mentre sembra probabile che in Europa troverà spazio un ulteriore incremento, la situazione americana è differente e deve tener conto di uno scenario più complesso.

A questo punto, gli aggiornamenti odierni assumono una responsabilità ancor più grande. Se i segnali saranno positivi, forse a settembre (il 20 si terrà il FOMC) non sarà necessario un altro aumento; in caso contrario, lo scenario diverrebbe ancor più intricato.

Le previsioni per l’odierno CPI davano questi numeri:

  • Core CPI MoM: 0,2%;
  • CPI YoY: 3,3%;
  • CPI MoM: 0,2%.

I dati ufficiali ci dicono che le attese sono di fatto confermate: solo il CPI YoY si scosta leggermente (3,2%). L’inflazione continua quindi a farci compagnia, senza però superare le aspettative.

Diamo uno sguardo al comportamento dei mercati sino alle ore 14:30 circa.

Le piazze asiatiche sono già chiuse e fanno registrare prestazioni nel complesso positive ma senza eccessi. Il Nikkei di Tokyo segna la miglior performance a +0,84%, mentre il Kospi coreano chiude in leggero ribasso (-0,14%). In Cina, l’Hang Seng di Hong Kong chiude in parità (+0,01%), con Shanghai che invece sale del +0,31%.

Spostandoci in Europa, Milano a +0,6%, con le banche che provano timidamente a riprendersi dopo le recenti vicende su cui si è espressa anche Moody’s, definendo la nuova tassa “negativa per il settore”. Francoforte +0,31%, Parigi bene a +0,83% e Londra quasi in parità (+0,04%). Vedremo se il CPI influenzerà sull’andamento nel resto della giornata.

I mercati americani stanno per avviare le proprie attività, attenzione quindi alla volatilità.

Criptovalute in leggera flessione, con le top 2 bitcoin ed Ethereum rispettivamente a -1,15% e -0,45%. In top ten la peggiore è Ripple XRP (-2,5%). Vola Aptos a +9,2%.

NB: Dati aggiornati alle 14:20.

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Cos'è il CPI?

Ecco le consuete due righe atte a spiegare in pillole che cos’è il Consumer Price Index.

Il CPI è un dato composto da un paniere di beni e servizi acquistati dalle famiglie americane. Essi sono molto differenti tra loro: si passa da bevande e cibo a trasporti, assistenza medica e altro ancora. Questo numero mostra le variazioni di spesa sostenute dai consumatori, dando quindi la possibilità di valutare l’impatto dell’inflazione e la sua evoluzione. Il Core CPI esclude invece il costo dell’energia.

La Federal Reserve basa le decisioni anche sul Consumer Price Index, soprattutto in periodi delicati come quello attuale.

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