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Polkadot, ovvero interoperabilità e specializzazione

Polkadot è un'infrastruttura che nasce per sopperire a un problema di scalabilità, fornendo un sistema di coordinazione tra diverse blockchain e ottimizzandone la comunicazione

Polkadot, ovvero interoperabilità e specializzazione

Polkadot: visione e funzionamento

Polkadot nasce per sopperire a un problema di scalabilità e interoperabilità. Si tratta di un’infrastruttura dove poter sviluppare diverse blockchain, permettendo a ognuna di operare in maniera efficiente e distinta.

Lo sviluppo di Polkadot ha come autore la Web3.0 Foundation. Questa entità è stata creata da Gavin Wood, una delle menti dietro Ethereum.
Tra le varie attività della Fondazione, importante il sostegno e sviluppo di protocolli di web decentralizzato, prestando attenzione all’utilizzo di innovativi sistemi di crittografia.

Per fare ciò, Pokadot impiega un meccanismo di sharding. In breve: le blockchain vengono suddivise in varie sezioni, così da alleggerire il lavoro dei singoli validatori. Questi potranno concentrarsi sul validare solo la sezione a loro designata, migliorando le prestazioni. La coordinazione dei vari shard, chiamati Parachains, è designata a una rete centrale.

Grazie a questa costruzione, Polkadot è in grado di offrire un substrato ai progetti in cerca di scalabilità e indipendenza. Una vera e propria base operativa dove si trovano tutti gli strumenti per sviluppare il proprio progetto.

C’è di più: permettendo la condivisione di ogni tipo di dato tra i progetti, ecco aprirsi un numero potenzialmente infinito di casi d’uso. Polkadot vuole fornire un punto di partenza per lo sviluppo di nuovi mercati e opportunità.

WEB1.0, WEB 2.0, WEB 3.0

All’inizio dei primi anni 2000, quando internet stava diventando il centro dell’attenzione di molti, pochi erano i suoi casi d’uso. L’utilizzo era statico e vincolato alla sola lettura di pagine web.

Il mondo virtuale muoveva i primi passi verso il futuro, creando in sola lettura la prima linea di dati in rete e alcune timide identità digitali. Questa fase dello sviluppo di internet è anche chiamata Web 1.0.

Con la crescita di business online e piattaforme social, internet ha avuto bisogno di evolvere alla versione 2.0. Questo aggiornamento, versione attuale di Internet, permette un utilizzo dinamico e interattivo delle pagine web: gli utenti possono leggere e scrivere informazioni sulla rete, decidendo se rendere pubbliche o private le informazioni caricate.

Nonostante il miglioramento, questa veste di internet affronta ancora problemi legati a sicurezza e privacy. Tra questi, la progressiva centralizzazione dei dati degli utenti crea disagi dal punto di vista della fiducia. Ecco che entra in gioco la nuova versione.

Il Web 3.0 permette il passaggio da una gestione della rete centralizzata a un sistema decentralizzato, dove è l’utente ad essere in controllo dei propri dati, senza bisogno di fidarsi di terze parti. L’obiettivo del Web 3.0 è proprio quello di creare un’infrastruttura priva di intermediari in cui le persone possano tornare padrone della propria identità digitale.

WEB1.0, WEB 2.0, WEB 3.0

Interoperabilità e scalabilità blockchain

Polkadot fornisce gli strumenti per superare i limiti che frenano l’adozione della tecnologia blockchain: scalabilità e interoperabilità.

La nascita dei bridge e l’adozione dell’EVM (Ethereum Virtual Machine) hanno funzionato finora come palliativo per permettere al settore crypto di evolvere creando sinergie tra progetti differenti. Restano però problemi di fondo legati alla scalabilità di Ethereum e alla sicurezza dei bridge.

Creare le fondamenta su cui poter costruire un web decentralizzato: questa è la missione di Polkadot, un layer di creazione e coordinamento che lascia pieno controllo ai progetti sullo sviluppo delle proprie applicazioni. Per saperne di più sul concetto di layer, ecco l’approfondimento dedicato a layer-0, layer-1 e layer-2.

Polkadot mette insieme un eterogeneo gruppo di Shards chiamate Parachains. Questi network sono connessi e coordinati dalla Polkadot Relay Chain, oltre a essere predisposti per collegarsi a realtà esterne tramite ponti di comunicazione.

Passiamo ai ruoli chiave!

Network Role

Vediamo ora i ruoli chiave che possono essere ricoperti all’interno della rete Polkadot DOT. Questi aiutano soprattutto a mantenere lo stato aggiornato e in sicurezza.

Nelle blockchain Nominated proof of stake, i ruoli sono i seguenti:

  • Validatori: coloro che effettivamente finalizzano i blocchi della rete, ricevendo le informazioni generate dalle varie parachain e rendendole compatibili con la Relay Chain. Per permettere la messa in sicurezza della Relay Chain bisognerà ricorrere allo staking della coin DOT, ricevendo una ricompensa proporzionale al proprio apporto.
  • Nominatori: i nominatori sono coloro che aiutano a mettere in sicurezza la rete, selezionando un numero di validatori di cui si fidano e mettendo in staking presso di loro i propri Polkadot DOT.
  • Collettori: full node delle parachain, si occupano di processare le transazioni degli utenti e le inviano ai validatori, così da essere verificate e aggiunte alla Relay Chain. Delegano la finalizzazione delle transazioni ai Validatori.
  • Fishermen: come abbiamo visto anche per la blockchain Elrond, questo ruolo permette di sorvegliare la rete e segnalare eventuali comportamenti malevoli ai validatori.

Network Role

Governance di Polkadot

L’obiettivo del sistema di Governance di Polkadot è quello di assicurare costantemente che sia la maggioranza del network ad avere le redini e l’influenza per indirizzare la rete.

Per fare questo, viene chiesto agli stakeholders attivi dell’ecosistema di scegliere un concilio di entità onchain, a rappresentanza della maggioranza e per snellire i processi decisionali.
Nonostante sia attualmente composto da 13 membri, ogni decisione deve essere approvata tramite referendum; ogni utente, in proporzione al peso della partecipazione, esprime la propria preferenza in merito.

I Membri del Concilio, eletti per rappresentare gli stakeholders, hanno principalmente due funzioni:

  1. Proporre referendum, cioè votazioni in merito a modifiche relative al network.
  2. Porre il veto verso quelle votazioni con fini malevoli o pericolosi.

La Commissione tecnica è composta dai membri attivi del team di sviluppo. Può proporre dei referendum di emergenza cooperando con il Concilio, al fine di velocizzare il processo di votazione e implementazione.

DOT: coin nativa di Polkadot

DOT è il token nativo della rete Polkadot. Può essere usato nei processi di governance, per pagare le gas fee del network, ottenere ricompense dello staking, per partecipare alle aste parachain e molte altre funzionalità.

  • 1 DOT: è il minimo richiesto per avere un account attivo su Polkadot. Infatti, gli account che hanno un balance inferiore non possono eseguire transazioni. Assicurati sempre di avere qualche token nel wallet; nel caso il quantitativo totale di DOT detenuti dovesse scendere sotto il valore minimo, l’account verrà disabilitato per non appesantire la rete. Sarà ancora possibile accedervi e i fondi sono SAFU; bisognerà però eseguire un deposito riabilitativo che riporti il balance sopra la soglia.
  • 5 DOT: minimo contributo richiesto per avviare una raccolta di consenso durante le aste Parachain. Tramite questi eventi, i progetti potranno ottenere lo Slot parachain e sviluppare il proprio progetto nel substrate di Polkadot.
  • 20 DOT: quantità richiesta per registrare la propria identità onchain, così come per partecipare alle votazione dei membri del concilio. Potranno essere scelti fino a 16 membri da eleggere nel consiglio e il voto sarà equamente diviso tra loro.

Secondo i dati di Polkastats, attualmente ci sono all’incirca 400 validatori attivi e più di 20.000 nominatori, con un totale di 617 milioni di DOT in staking.

Stando ai dati verificati di CoinMarketCap, la supply in circolazione è di circa 1,13 miliardi di Polkadot DOT.  Nell’ultimo anno, la coin si è spesso trovata a combattere per un posto tra le principali criptovalute.

DOT: coin nativa di Polkadot

Sharding & Parachains

Il network di Polkadot funziona secondo una frammentazione della blockchain chiamata Sharding.

Ogni Parachain si occupa di fornire i blocchi di prova ai validatori della Relay Chain. Essi analizzano i dati secondo un rigoroso procedimento, dopodiché possono aggiungerli alla chain finale di Polkadot. Questo perché sono i nodi validatori della Relay Chain ad avere il compito di garantire la sicurezza dei blocchi; i Collettori, full node delle Parachain, non hanno responsabilità dal punto di vista della sicurezza e non richiedono nemmeno particolari requisiti di Staking.

Abbiamo visto che fintantoché una chain vuole costruire la sua infrastruttura nel substrato di Polkadot, il processo di finalizzazione delle transazioni e la messa in sicurezza del sistema viene delegato alla Relay Chain.

Ma cosa succede quando si vuole fare una transazione con una chain che utilizza il proprio processo di finalizzazione, come per esempio Bitcoin?
Polkadot sviluppa una tecnologia di interoperabilità chiamata Cross-Consensus Message, in grado di rendere compatibili le transazioni sia in entrata che in uscita. Non male!

Sharding & Parachains

Dove comprare Polkadot?

Dove comprare Polkadot DOT? Buona notizia: si tratta di una criptovaluta disponibile su tutti i principali exchange crypto. Ecco qualche nome (e relativo referral) per aiutarti nella scelta:

  • Binance: il gigante del settore propone diverse coppie di scambio con DOT. Il referral Binance dà diritto al 20% di sconto sulle fee per sempre.
  • FTX: perfetto per chi ama fare trading (ma non solo). Iscrivendosi con il referral FTX si ottiene uno sconto del 5% sulle commissioni a vita.
  • Bitget: exchange dotato di molta liquidità e volumi elevati. Il mio referral Bitget porta una riduzione delle fee del 15% per sempre.

Preferisci un DEX, exchange decentralizzato? Non c’è problema: PancakeSwap è al tuo servizio!

Che dire riguardo alle previsioni polkadot? Cosa potrebbe riservare il futuro?

Il 2022 ha portato rilevanti perdite a tutto il settore crypto (e non solo). Polkadot DOT non è stata da meno e l’ATH (All-time high) sopra i 50 dollari è un lontano ricordo.

Non potendo prevedere cosa ci aspetta, dobbiamo “limitarci” a ragionare sui fondamentali. Il virgolettato è d’obbligo: se un progetto è valido, le probabilità che possa tornare a performare bene sono nettamente superiori.

Polkadot è un’infrastruttura tecnicamente avanzata e innovativa, su cui ogni giorno tanti sviluppatori investono i propri sforzi. Se blockchain e criptovalute dovessero tornare più forti di prima (cosa in cui noi crediamo) è assai probabile che questa realtà andrà a coprire un ruolo di primo piano.

In ogni caso, prima di investire fare le proprie ricerche: mai fidarsi ciecamente del giudizio altrui e non prendere per buone le previsioni Polkadot in circolazione.

Conclusioni

Polkadot concentra la sua attenzione sulla risoluzione dei problemi di scalabilità e interoperabilità. Non a caso è finanziata e direttamente sostenuta dalla fondazione di Gavin Wood: egli avrà potuto convissuto con questi problemi nella fase di lavoro dedicata a Ethereum.

Quando si comprende la natura del problema è più semplice studiare una soluzione. Infatti se ne comprendono le dinamiche che causano il problema, concentrandosi su come prevenirle.

Polkadot ha tutte le carte in regola per essere uno di quei progetti-calamita di innovazioni e grandi idee.
Le aste Parachain sono partite a fine 2021 e procedono con regolarità. Esiste già la possibilità di comunicare con altre piattaforme EVM, perciò saranno tempo e capacità di evolvere a sancire l’ingresso definitivo al tavolo dei grandi.

Comprendere a fondo le dinamiche di funzionamento di questa realtà non è così semplice e immediato. D’altronde, ogni tecnologia comporta aspetti più tecnici ed approfonditi, alla portata solo degli addetti ai lavori. Speriamo di averti fornito una chiara visione generale delle caratteristiche che distinguono Polkadot.

Cosa ne pensi di questo progetto? Credi che il futuro sia interoperabile o prevarrà il tribalismo? Faccelo sapere su Twitter e durante le nostre dirette!


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